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Infortuni, Balotelli, società: ecco i motivi della crisi del Milan

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Mario Balotelli, il Milan non sa più che fare di lui
Galliani ed Allegri, simboli della crisi del Milan

Galliani ed Allegri, simboli della crisi del Milan

Il Milan è una polveriera pronta a esplodere. A poco più di un giorno dalla sfida decisiva di Champions, a Glasgow contro il Celtic, non c’è nulla che funzioni nella squadra rossonera, né sul piano societario che tecnico. Analizziamo punto per punto la crisi dei rossoneri.

MUNTARI E MEXES KO –  Troppi infortuni hanno condizionato il cammino dei rossoneri, che, sabato hanno perso anche Mexes e Muntari. Il primo dovrà stare fuori per una settimana, a causa di un problema alla retina, il secondo ha un  problema alla coscia e ci vorranno almeno 3-4 settimane prima di rivederlo in campo. Come se non bastasse, Allegri non ha ancora recuperato De Sciglio ed El Shaarawi, due pedine che lo scorso anno hanno fatto la differenza in campionato e in difesa continua ad avere gli uomini contati. In queste condizioni, schierare una squadra competitiva è oggettivamente difficile, anche perché, diciamolo francamente, le riserve rossonere non sono da Milan.

CASO BALOTELLI – Come sempre, poi, tiene banco la questione Balotelli. Il numero 45 rossonero sembra voler tenere fede alle cifre che porta dietro la maglia in quanto a media voto: manca solo una virgola tra il “4” e il “5” e la media voto di questa stagione diverrebbe visibile a tutti. Contro il Genoa ha sbagliato il secondo calcio di rigore in carriera (lui che, fino allo scorso anno era considerato infallibile), ma, soprattutto, ha offerto un’altra prestazione senza animus pugnandi, fascendo tornare i fantasmi che avevano accompagnato la sua carriera tra Inter e Manchester City. Se nemmeno la maglia della sua squadra del cuore riesce a motivarlo, se continua a tenere atteggiamenti che non si attengono ad un professionista, e se in campo, se la prende con tutto e tutti, senza però mettere la giusta cattiveria quando dovrebbe segnare, allora la situazione è grave. Mario non segna dal rigore trasformato contro l’Ajax del 1 ottobre, cioè da un mese e mezzo per un totale di 6 partite. In questo periodo si è beccato un totale di quattro giornate di squalifica, è stato mandato in panchina contro il Barcellona e non ne ha più imbroccata una. Come se non bastasse, il suo procuratore, Raiola, continua a mandare segnali di insofferenza da parte del ragazzo, affermando che potrebbe lasciare il Milan a breve. Se il Milan non ritrova il vero Baloterlli sarà dura riuscire a risalire.

QUESTIONE SOCIETARIA – A questi problemi si aggiunge la crisi societaria. Galliani è sempre più emarginato e potrebbe lasciare prima del Cda di Aprile. L’amministratore delegato rossonero  vive  da separato in casa ormai, e non ce la fa più. Finora è rimasto solo per il grande affetto che lo lega a Berlusconi, ma il fatto che ormai Barbara lo stia allontanando sempre più dagli incarichi decisionali, lo fa star male. Se l’ad dovesse lasciare prima del previsto, Barbara Berlusconi dovrebbe subito correre ai ripari, cercando di trovare un sostituto adeguato, anche in vista del mercato di gennaio. Inoltre si fanno sempre più insistenti anche le voci di un addio di Braida.

ALLEGRI DELEGITTIMATO – In queste condizioni, Allegri è sempre più delegittimato. Senza Galliani a fargli da scudo, il tecnico sta perdendo via via il polso della squadra. Troppi cambi tattici e di uomini fanno sì che gli stessi giocatori siano confusi e non sappiano cosa fare in campo. In queste condizioni è difficile capire come il Milan ne possa uscire fuori. Certo, passare il turno in Champions, sarebbe un toccasana finanziariamente, ma anche per la fiducia della squadra, ma può una squadra che in campionato naviga a 4 lunghezze dalla zona retrocessione e che in 8 trasferte tra campionato e Champions ha pareggiato 4 volte e perso altrettanto, senza quindi mai riuscire a vincere, opporsi alla furia del Celtic, che deve assolutamente vincere per continuare a sognare la qualificazione agli ottavi e che già all’andata mise in seria crisi i rossoneri? Non resta che sperare in Kakà, l’unico in questo momento, che ricorda ai tifosi il vecchio spirito battagliero del grande Milan che fu.

Davide Luciani

SPORTS AGENCY SC24

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