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Amedeo Amadei ed il primo scudetto della Roma | Storie di Sport

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1942: anno difficile per l’Italia, la Seconda Guerra Mondiale era in pieno svolgimento. Il calcio fu in quegli anni uno dei pochi spunti di distrazione, un modo per passare novanta minuti con un po’ di tranquillità. Il campionato di Serie A 1941/1942 emise un responso a sorpresa: la Roma vinse il suo primo, storico titolo.

LA ROMA DI AMADEI – I giallorossi arrivano al successo grazie ad un mix esplosivo di gioventù ed esperienza. L’allenatore era l’ungherese Alfréd Shaffer, già commissario tecnico della nazionale magiara e tragicamente scomparso in guerra tre anni dopo. Punti di forza: un gruppo roccioso e forte fisicamente,  una difesa impenetrabile ( 21 i gol subiti) e l’attacco, trascinato dalla bandiera Amedeo Amadei, punta di soli ventuno anni, ma con diverse stagioni nella massima serie alle spalle (esordii in Serie A a 15 anni, il più giovane di sempre ad oggi). Il Fornaretto (fu soprannominato così perché lavorava come garzone nella bottega di panetteria del padre), mise a segno 18 reti, arrivando secondo nella classifica marcatori, dietro solo ad Aldo Boffi.

IL DECLINO DELLE BIG – Delle squadre che si presentarono ai nastri di partenza di quel torneo, le favorite al successo finale erano indubbiamente due: il Bologna, campione in carica, e l’Ambrosiana Inter. Queste società avevano dominato gli ultimi campionati, sembravano essere invincibili. Ma quell’anno non andò così: le città del Nord erano bersagliate da continui bombardamenti, molti giocatori furono chiamati alle armi, si ritenne indispensabili sostituirli. L’Ambrosiana puntò su un gruppo troppo giovane, con poca esperienza e incapace di affrontare nel modo migliore un torneo lungo. Conclusero la stagione al dodicesimo posto, con tre soli punti di vantaggio sul Napoli, penultimo e retrocesso in Serie B. Gli emiliani avevano invece una rosa con un’età media troppo alta, la fatica dei precedenti anni trionfali si fece sentire sulle spalle dei suoi campioni, ormai indirizzati sul viale del tramonto. Finirono settimi, torneo anonimo per loro.

IL TORINO ED IL VENTO DELL’EST – Le protagoniste quell’anno furono delle outsider: Venezia e Triestina sorpresero l’Italia adattandosi prima delle altre ad un calcio in continua evoluzione: schemi innovativi ed un gioco che spiazzò tutti. E poi c’era il Torino: non vinse, arrivò secondo, ma furono create le basi di quello che diventerà il Grande Torino, una delle squadre più forti di sempre. Dal 1943 al 1949 conquisteranno cinque titoli consecutivi, fermati solo dal tragico incidente di Superga.

UNA LOTTA A TRE E LA GLORIA – La Roma vinse un campionato combattutissimo, con continui capovolgimenti di fronte in vetta. La battaglia con Torino e Venezia (terzo posto finale per i lagunari) visse il momento di svolta in occasione della sfida diretta tra granata e veneti alla terzultima giornata. I piemontesi erano primi, lanciati verso la vittoria del torneo dopo il successo per 9-1 di sette giorni prima contro l’Atalanta. Sembrava essere la squadra più forte, ma gli avversari si imposero per 1-3, aprendo la strada alla squadra della Capitale. Il titolo arrivò all’ultima giornata: la Roma sconfisse il già retrocesso Modena per 2-0, conquistò il primo scudetto e Amadei, anima popolare di quella squadra, divenne da quel giorno “l’ottavo Re di Roma”.

UNA FIABA SPORTIVA CHE FINISCE – Amedeo Amadei ci ha lasciato quest’oggi all’età di 92 anni. Nato garzone, è diventato un Re per titoli acquisiti sul campo. I tifosi giallorossi, e non solo,  non dimenticheranno mai questa piccola, grande, fiaba sportiva, i gol di un ragazzo semplice e la gioia per un successo che rimarrà nella storia del calcio. C’è da starne certi.

Antonio Casu (@antoniocasu_)

 

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