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Manca solo l’ufficialità: Zeman alla Roma! Che ne sarà di Totti?

Manca solo l’ufficialità: Zeman alla Roma! Che ne sarà di Totti?
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ROMA, 28 MAGGIO – La Roma rompe per prima gli indugi del grande valzer delle panchine che terrà banco per tutta la prossima rovente stagione di calciomercato: sarà Zdenek Zeman il nuovo allenatore della squadra capitolina, succedendo al dimissionario Luis Henrique, attorno al quale l’estate scorsa la società e la nuova proprietà avevano deciso di puntare per la costruzione di un progetto a medio-lungo termine. Il progetto è però naufragato nella rassegnazione nata da un campionato ben sotto le aspettative, che non ha permesso alla Lupa di approdare nelle coppe Europee.

A BREVE LA FIRMA – Oggi avverrà l’incontro decisivo che potrebbe portare ad un accordo di massima concretizzabile nel giro di pochi giorni: l’allenatore boemo vuole ricevere chiarificazioni circostanziate in merito al progetto della società giallorossa. Zeman pretende rassicurazioni tecniche e comportamentali per potersi giocare appieno quello che potrebbe essere l’ultimo asso nella manica del boemo. Da quanto trapela Zeman avrebbe già confermato al presidente Sebastiani l’intenzione di lasciare il Pescara condotto in serie A per raggiungere la capitale. Il presidente della squadra abruzzese sembra aver fatto di tutto per convincere il tecnico della promozione a restare in sella ancora un anno proponendogli addirittura un raddoppio dello stipendio fino alla cifra di 560 mila euro all’anno, una cifra stratosferica per una società come il Pescara.

ODORE DI ALTA CLASSIFICA – La scelta di lasciare la città che lo ha riconsacrato al grande pubblico sembra essere prevalentemente dettata dall’ambizione e dalla voglia di riscatto: Zeman sa bene che alla Roma avrà tutte le possibilità tecniche ed economiche per costruire una squadra che lo rappresenti e rappresenti la sua filosofia calcistica. La nuova società capitanata dagli Americani di Richard DiBenedetto ha messo a segno nella passata campagna acquisti estiva una serie di colpi di mercato di altissimo valore: Lamela, Pjanic, Bojan e Gago sono calciatori di grande livello tecnico, pienamente adatti alla strategia di gioco zemaniana.

LA FILOSOFIA DEL 4-3-3 – Come davanti ad un microfono esprime con la forza dell’espressione le sue opinioni, così Zeman all’interno del rettangolo verde adotta un sistema collaudato da decenni di studio e sperimentazione: il 4-3-3 è diventato il simbolo del calcio dell’allenatore più controverso del mondo sportivo italiano.
Come adatterà la sua filosofia alla rosa che la società gli offrirà? Dove potrà giocare Totti? E Osvaldo?
Assumendo Zeman la società si assume la piena responsabilità del suo tecnico, conscia fino in fondo del suo passato e del suo metodo lavorativo: nulla può mettersi contro al saggio di Praga affinchè egli abbia la reale possibilità di sconvolgere le previsioni e cogliere allo sprovvisto gli avversari. Risalgono a pochissimi giorni fa le parole di reciproco rispetto ed ammirazione pronunciate dal Pupone nei confronti del boemo e ricambiate dal tecnico con affetto, ma alla luce dei fatti l’unica soluzione percorribile è l’adattamento da parte del numero 10 giallorosso al ruolo di punta centrale. Ruolo che non calcio di Zeman significa sacrificio, corsa e tanta quantità. Ci vorrebbe una macchina del tempo per permettere al Capitano 36enne di svariare su tutto il fronte d’attacco come uno qualsiasi dei ragazzini ragazzino del tecnico boemo. Un adattamento, una forzatura, uno strappo forse non ricucibile. Discorso diverso per Osvaldo che il Real Madrid sembra aver richiesto e che il direttore sportivo Walter Sabatini ha intenzione di trattare: l’attaccante mostra problemi di carattere comportamentale e forse una nuova aria potrebbe giovare a lui e alla società stessa.

SENZA ALTERNATIVE – Il ritorno di Zeman alla Roma, dove ha già allenato durante le stagioni 1997-1998 e 1998-1999 giungendo quarto e quinto in classifica generale, appare come il risultato inevitabile di un fuggi fuggi generale dei candidati fin qui riportati dai giornali: Villas Boas non sembra mai aver avuto alcuna intenzione di venire in Italia, il discorso Montella è stato interrotto per incomprensioni nell’accordo contrattuale e Marcelo Bielsa non sembra gradire fino in fondo il passaggio alla Roma. La nuturale conclusione è quindi Zeman, amato alla follia da un pubblico bisognoso fino al midollo di essere coccolato con goal e vittorie, un pubblico esigente ma calorosissimo, un pubblico attento e a tratti asfissiante nei rapporti. Un tifo molto più simile ad una fede religiosa che non ad una appartenenza associativa. Il pubblico romano ha un bisogno disperato di dimenticare l’anno orribile appena trascorso nella speranza di diventare la rivelazione di questa stagione. La rivelazione del calcio vissuto esclusivamente come gioco, passione e divertimento. La rivelazione del magico calcio di Zeman.

Angelo Chilla

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