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Giannino chiude, il Milan rimane a pancia vuota

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Ricardo Kakà da Giannino

Ricardo Kakà da Giannino

Piove sul bagnato in casa Milan. Oltre al pessimo avvio di stagione, i tanti infortuni che hanno colpito la rosa, le continue sfiducie a Massimiliano Allegri da parte del Cavaliere e la rivoluzione societaria a cui si sta dedicando Barbara Berlusconi, il Milan deve anche dire addio allo storico quartier generale ( non ufficiale ovviamente) di Adriano Galliani. Stiamo parlando del Ristorante Giannino, storico locale di Via Vittor Pisani, luogo in cui nei vari anni l’ad rossonero ha messo in scena le più importanti trattative di mercato. Lorenzo Tonetti, proprietario del ristorante, è stato costretto a cedere il locale in pegno al Credito Valtellino, a fronte di un finanziamento di circa 650 mila euro.

LA STORIA – Giannino apre nel 1899, stesso anno di fondazione del Milan, in veste di modesta bottiglieria ma destinato negli anni seguenti a divenire il rifugio culinario dello star system: Primo Carnena, Ian Fleming, Italo Balbo, Ava Gardner e Gregory Peck sono delle presenze rincorrenti nel noto ristorante milanese. Anche il primo Milan di Berlusconi, quello degli Invincibili, festeggia da Giannino tutti i suoi successi. Poi però inizia il declino e il ristorante chiude la propria sede situata in via Sciesa. Nel 2006 il locale milanese viene rilanciato da Joseph Ghapios e da una vecchia conoscenza rossonera, Kakha Zaladze, che spostano la nuova sede in via Vittor Pisani n 6. L’avvento di Lorenzo Tonetti, invece, risale a tre anni fa, quando l’imprenditore rileva il 61% del ristorante (in suo possesso aveva già il 39%). Ma la crisi economica colpisce anche i più ricchi e compromette il fatturato di Giannino: perdite che ammontano per oltre mezzo milione, troppi per un ristorante.

NON UN SEMPLICE RISTORANTE – Chiude, dunque, Giannino che dal 2006 ha rappresentato il covo degli affari ma anche delle serate rossonere. Sui vari tavoli si sono alternati celebri figure del Milan: da Ronaldinho che una volta prenotando un tavolo per una ventina di persone si è poi presentato con due giorni di ritardo, alle cene fra Robinho e Ricardo Kakà quando il secondo, ancora al Real Madrid, sognava il gran ritorno a Milanello, passando ancora ai festeggiamenti per l’acquisto di Mario Balotelli solo un anno fa. Ma come si mangiava da Giannino? Ma a chi importava in realtà? L’importante era trovarsi accanto al tavolo di SuperPippo Inzaghi..

Nicoletta Pezzino

SPORTS AGENCY SC24

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