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Amichevoli internazionali: onore o autolesionismo?

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lo scontro Khedira-Pirlo, durante l'ultimo turno di amichevoli, che ha portato all'infortunio del tedesco

lo scontro Khedira-Pirlo, durante l’ultimo turno di amichevoli, che ha portato all’infortunio del tedesco

Si sono appena concluse le due settimane “internazionali” ,piene di amichevoli e partite ufficiali valide per gli spareggi per l’accesso al mondiale di Brasile 2014.

LA LEGGE: Secondo la legge, ogni calciatore tesserato per una società ha l’obbligo di rispondere affermativamente alla convocazione in nazionale, tranne in caso di malattia, da verificare tramite apposite visite mediche. Anche i club sono tenuti a lasciar andare i propri giocatori in nazionale, salvo partite non previste dal calendario internazionale. Se i club non dovessero lasciar andare i propri tesserati in nazionale, la Commissione per lo Status dei calciatori (che è un organo della FIFA) richiederà alla Federazione di appartenenza della società di dichiarare perse tutte le partite disputate dal giocatore per il proprio club.

I VANTAGGI:

Oltre ad essere una legge è anche ovvio che essere convocato in nazionale rappresenta un onore per qualsiasi giocatore.

Altro aspetto positivo è che i giocatori convocati possono trovare l’affiatamento giusto, e il Ct può sperimentare per poi trovare lo schema che faccia rendere al meglio la squadra.

Un ultimo vantaggio delle amichevoli internazionali è che i giocatori non convocati possono riposarsi o recuperare dagli infortuni.

UN UNICO IMPORTANTE SVANTAGGIO – Le amichevoli internazionali possono danneggiare i club in quanto, in caso di infortunio in nazionale, il giocatore non potrà disputare le partite col proprio club, condizionandone i risultati in campionato ed, eventualmente, in altre competizioni continentali. Inoltre le stesse amichevoli possono danneggiare la stessa nazionale e la carriera dell’atleta anche in vista di impegni ufficiali, ben più importanti di un’amichevole (vedi Brasile 2014).

UN CASO RECENTE – un caso recente e clamoroso è quello di Sami Khedira, centrocampista tedesco di proprietà del Real Madrid. Il talentuoso calciatore ha subito una lesione al legamento crociato del ginocchio in seguito ad uno scontro con Pirlo al 9′ minuto del secondo tempo di Italia-Germania. Khedira è stato sottoposto ad intervento chirurgico che prevede uno stop di 6 mesi.  Salta quindi un pilastro del centrocampo madridista e c’è anche il rischio che Khedira non riesca a recuperare in vista del mondiale brasiliano.

RISARCIMENTI? – dal 2012 esiste una vera e propria norma che tutela i club. Questa norma prevede dei risarcimenti da parte della Fifa ai club i cui tesserati si sono infortunati in nazionale. Il caso è valutato in base alla gravità dell’infortunio e all’ingaggio del giocatore. Nel caso di Khedira, trascorsi 28 giorni dall’infortunio, la Fifa si accollerà lo stipendio del tedesco versando 16.400 euro al giorno nelle casse del Real Madrid fino a quando Khedira non ritornerà in campo.

Non sarebbe meglio eliminare le amichevoli internazionali previste nel periodo di preparazione atletica (fine Agosto) e nel bel mezzo del campionato?

Marco Sciscioli

SPORTS AGENCY SC24

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