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Ligue1: alla scoperta del Nantes, la matricola terribile

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La curva del Nantes.
Nantes | Filip Djordjevic, autentico trascinatore dei giallo-verdi

Filip Djordjevic, autentico trascinatore dei giallo-verdi

Un grande ritorno. E’ quello del Nantes, formazione dell’omonima città affacciata sull’Atlantico, che con un popolazione di quasi 600 mila abitanti è il sesto centro più grande del paese. Una squadra dal passato glorioso, in cui spiccano i ben 8 titoli di campione di Francia conquistati nei suoi 70 anni di storia, che ne fanno il secondo terzo club più vincente di Francia dopo Saint Etienne e Marsiglia. L’ultimo successo è stato conquistano nel non lontano 2001, quando la squadra, trascinata dai gol della coppia d’attacco Monterrubbio-Moldovan, riuscì a vincere il titolo con 4 punti di vantaggio sul Lione secondo. Proprio quel Lione la stagione seguente darà l’inizio ad una striscia di 6 titoli consecutivi. Da li in poi il Nantes virà solo momenti bui, col caduta in Ligue 2 nel 2007 dopo ben 40 anni di permanenza in Ligue 1. Un risultato disastroso per una squadra che nella sua storia può vantare anche il raggiungimento delle semifinali della Champions League 1995/96, dove i giallo-verdi si arresero solo alla Juventus poi vincitrice del torneo. Nonostante una pronta risalita la squadra, nella stagione 2008/2009 torna in Ligue 2 immediatamente e questa volta passano 3 lunghissime stagioni in cui la formazione atlantica non riesce a trovare il bandolo della matassa. Poi, alla vigila del campionato 2012-2013, viene richiamato sulla panchina giallo-verde Michel der Zakarian, già tecnico della prima promozione del 2008 e tornato in quella squadra dove ha anche militato da giocatore do po 3 anni di ottimo calcio alla guida del Clermont. Il ritorno si rivela assolutamente vincente ed alla fine di una stagione giocata sempre ai massimi livelli, il 17 maggio il Nantes torna finalmente in Ligue 1, piazzandosi dietro solo al Monaco, squadra che poi nel calcio mercato estivo farà sensazione coi propri faraonici acquisti. L’impatto con la Ligue 1 è subito duro, ambientarsi in un campionato insidioso non è facile, ma dopo 3 sconfitte nelle prime 6 gare ecco che la squadra prende il decollo ed indovina una striscia di 4 vittorie consecutive e di 16 punti conquistati su 21 nelle ultime 7 gare di campionato. Numeri sensazionali che hanno portato la terribile neopromossa al quarto posto in classifica, dietro solo alle ricchissime PSG e Monaco ed all’esperto Lille, abituato ormai da anni all’alta classifica. Un gruppo che pratica un calcio offensivo e spumeggiante, la cui stella è Filip Djordjevic, ormai una bandiera nel club. Ma andiamo a scoprire i protagonisti di questo straordinario momento di forma.

DIFESA – In porta il titolare incontrastato è Remy Riou, arrivato nell’estate del 2012 dal Tolosa, dove non trovava spazio, ed affermatosi in questa stagione come il numero 1 titolare in grado di dare sicurezza al reparto di una difesa tra le meno battute del campionato: solo 10 i gol concessi dai giallo-verdi, meglio di loro solo le prime due della classe, PSG e Lille. Der Zakarian schiera sempre la difesa a 4, con la strana coppia Vizcarrondo-Djilobodji centrali e sulle fasce il senegalese Cissokho a destra ed a sinistra la staffetta tra Veigneau ed Alhadur. Partiamo dal centro, col venezuelano Oswaldo Vizcarrondo, punto fermo della propria selezione nazionale ed arrivato quest’estate dopo aver girovagato per i per i più importanti campionati latino-americani come quello colombiano, messicano ed argentino, in cui si è consacrato con una grande stagione al Lanus che gli è valso il biglietto di sola andata per l’Europa. Anche se in realtà già era stato scoperto nella Coppa America 2011, in cui si mise in luce nella favolosa cavalcata del Venezuela verso le semifinali. In breve tempo il sudamericano è diventato un beniamino dei propri tifosi grazie alla propria grinta ed alla bravura nell’anticipo e nel colpo di testa, caratteristiche che lo rendono uno dei migliori difensori della Ligue 1. Suo compagno al centro della difesa è Djiboldji, al club dal 2010 ed ormai collaudato difensore centrale pericolosissimo su calcio d’angolo, dove con il proprio colpo di testa è abilissimo ad anticipare i propri avversari. Merita una convocazione da parte della nazionale senegalese. Originario del Senegal è anche Issa Cissokho, fratello maggiore del ben più noto Aly Cissokho, anch’egli terzino con le maglie di Liverpool e Francia. Dopo un lungo girovagare nelle serie inferiori del calcio transalpino ecco nel 2010 l’opportunità offerta del Nantes. In pochissimo tempo Cissokho ha conquistato la dirigenza del club grazie alla propria velocità ed alla propria tecnica, divenendo una pedina fondamentale ed inamovibile dello scacchiere tattico di Der Zakarian. Sull’altra fascia, come avevamo anticipato, c’è alternanza tra Olivier Veigneau, classe 1985 a Nantes dal 2011 e capitano del club, e Chaker Aladur, classe 1991, nato a Nantes ed originario delle Isole Comore, prodotto del club dove da quest’anno riesce a ritagliarsi sempre più spazio, partendo sempre più spesso titolare al posto dell’esperto compagno di squadra. L’utilità di entrambi è però utilissima e sulla fascia sinistra il Nantes può dirsi al sicuro. Dopo una stagione da protagonista in Ligue 2, sie invece in panchina l’altro venezuelano della difesa giallo-verde, Gabriel Cichero, che complici anche diversi acciacchi fisici non riesce a riprendersi il posto da titolare nonostante la propria duttilità, che gli permette di destreggiarsi sia come terzino sia come centrale difensivo.

CENTROCAMPO – Ogni presenti in ogni gara del Nantes sono i due mediani posti da Der Zakarian davanti alla difesa, vale a dire Lucas Deaux e Birama Tourè. Il primo è arrivato l’anno scorso a Nantes dopo una vita spesa nel Reims, nel cui settore giovanile è cresciuto e con cui ha debuttato a livello professionistico, mentre il secondo, maliano classe 1992, dopo due ottime stagione al Beauvais in terza serie è stato acquistato sempre l’anno scorso dal Nantes e dopo 26 partite disputate in Ligue 2 quest’anno si sta riconfermando ad alti livelli divenendo uno dei punti di forza della squadra. Sulla trequarti Der Zakarian posiziona tre uomini che hanno il compito di servire i palloni giocabili alla bocca di fuoco Filip Djordjevic, bocca di fuoco della squadra atlantica. Sulla sinistra migliorano sempre di più le prestazioni di Vincent Bessat, ex di Metz e Boulogne nella Loira dal 2011 e sempre più tra i leader di una squadra che anche grazie al suo ottimo tiro dalla distanza ed al suo continuo movimento sta scalando posizioni in classifica. Al centro il metronomo di centrocampo è Jordan Veretout, vero e proprio gioiello del vivaio giallo-verde, che l’ha prelevato dal Belligne nel 2003 facendolo crescere facendolo diventare un punto fermo sia della prima squadra che delle giovanili della nazionale francese. Classe 1993, dopo una stagione da titolare nell’annata della promozione, il giovane centrocampista si sta facendo valere anche in massima serie grazie alla propria tecnica sopraffina unita ad un’ottima visione di gioco, che gli permette di realizzare molti assist decisivi. Già osservato da vari top team europei, molto probabilmente in un futuro prossimo lo vedremo con un’altra maglia ancora più prestigiosa. Sulla destra è staffetta tra il togolese Serge Gakpè e lo statunitense Alejandro Bedoya. Il primo, cresciuto nelle giovanili del Monaco e tornato alla base dopo un anno in prestito allo Standard Liegi, parte solitamente titolare nelle gerarchie del tecnico ma nelle ultime giornate si sta facendo valere l’americano Bedoya, ventiseienne ala acquistata in estate dall’Helsingborg e che può vantare già 24 partite giocate con la nazionale stelle e strisce. In panchina occhio a Banel Nicolita, ottimo acquisto last minute prelevato negli ultimi giorni di agosto dal Saint Etienne da dove è giunto in prestito. Il nazionale romeno ha fin qui giocato solo 4 volte, ma sicuramente grazie al proprio bagaglio di esperienza si rivelerà molto utile nel corso della stagione.

ATTACCO- Ed eccoci arrivato all’uomo copertina di questa squadra: Filip Djordjevic. Cresciuto nello Stella Rossa, dopo un’annata da 13 reti nel campionato serbo, nel 2008 viene acquistato dai giallo-verdi, che da neo promossi si preparano a disputare quello che si rivelerà l’ultimo campionato di Ligue 1 prima di questa stagione. Nonostante la retrocessione il serbo rimane e diventa uno dei punti di forza della squadra grazie ad uno spiccato fiuto del gol che permette alla squadra di tornare in Ligue 1 dopo 4 anni di inferno. Quest’anno stiamo assistendo all’esplosione di questo ventiseienne dal carattere ruvido e senza peli della lingua, dato che in più di una intervista si è permesso di criticare l’operato della società o dei compagni. Dopo 13 partite il bilancio è di 8 gol, un numero di gol inferiore solo ai 9 di due mostri sacri del campionato: Radamel Falcao ed Edison Cavani. Dopo i 20 gol dell’anno scorso Djordjevic punta a superarsi e se continua così il traguardo può essere davvero alla portata. Istinto letale davanti al portiere avversario, il serbo sa anche sacrificarsi e più volte in questa stagione grazie ai propri assist è riuscito a mandare in rete i compagni. Punta unica nel 4-2-3-1 di Der Zakarian, senza di lui il Nantes non volerebbe così in alto. Basti pensare che su 19 gol segnati dai giallo-verdi la metà è di marca serba. Un numero impressionante che basta a far capire l’importanza del giocatore. Per gli altri solo le briciole: il giovane venezuelano Aristiguieta, dopo 7 gol in 17 gare nella scorsa stagione, deve accontentarsi solo di scampoli di gara, mente Ismael Bangoura,nazionale guineano ex bomber di Le Mans e Dinamo Kyev, ormai sul viale del tramonto, trova talmente poco spazio da dover giocare in quarta serie con la squadra B dei giallo-verdi.

L’ALLENATORE – L’artefice di questo bellissimo giocattolo è Michel Der Zakarian, tecnico di origini armeno classe 1950, nato a Yerevan, capitale dello stato caucasico, ma residente in Francia fin da bambino. Da calciatore è stato un simbolo del Nantes, dove da difensore ha disputato 140 partite tra il 1979 ed il 1988, vincendo da titolare il campionato 1982-1983. Lasciato il Nantes per altri 10 anni Der Zakarian ha militato nel Monpellier fino al 1998, disputando 233 gare e segnando 15 reti, divenendo un idolo per la tifoseria arancio-blu. Chiusa la carriera agonistica inizia la stagione 1998-99 come allenatore della terza squadra dei campioni di Francia 2012, venendo subito promosso nella seconda squadra, che allenerà fino al 2006, anno in cui viene chiamato dal primo amore, ovvero il Nantes. Con gli atlantici è protagonista da assistente allenatore del terribile 2006-2007, anno della prima dolorosa retrocessione in Ligue 1. L’anno dopo la guida tecnica è affidata totalmente a lui, con il risultato di una pronta risalita in Ligue 1. Ma a fine anno il tecnico entra in lite con la dirigenza, tanto da lasciare la panchina giallo-verde per approdare su quella del piccolo Clermont, dove rimarrà 3 stagioni praticando un calcio offensivo e spettacolare, che riesce a far rimanere il club nei piani alti per tutte e 3 le stagioni. Nel 2012 il Nantes, ormai bloccato nelle sabbie mobili della seconda divisione si rivolge a lui, storica bandiera del club, per tentare l’agognato ritorno in Ligue 1. Il tecnico accetta e riesce al primo colpo a centrare il bersaglio grosso, continuando anche in prima divisione a divertire con un calcio propositivo e mai banale. Affezionato al 4-2-3-1, modulo con cui inizia sempre ogni gara, è riuscito ha costruite una squadra che mixa esperienza e gioventù in maniera perfetta, incentrandola sulla figura di Filip Djordjevic, un vero incubo per le difese.

Ecco a voi il Nantes, una squadra dal nobile passato (Makelele, Deschamps e Barthez tra i nomi illustri che hanno giocato con i giallo-verdi) e dal tifo passionale e sempre presente (sempre pieni i 37.000 posti dello “Stade La Bajouire“), che sogna ad occhi aperti divertendo la Francia intera. Un fuoco passeggero od una solida realtà? Noi ci godiamo il presente, nella speranza che il giocattolo di Der Zakarian non si rompa.

Enrico Cunego

SPORTS AGENCY SC24

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