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Filippine, situazione tragica: continuano le vittime di Hayan

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Tifone Haiyan Filippine
I danni provocati dal tifone abbattutosi sulle Filippine

I danni provocati dal tifone abbattutosi sulle Filippine

Ormai lo scenario che si delinea nelle Filippine è chiaro a tutti: il tifone Haiyan continua, anche dopo il suo passaggio, a mietere vittime. Questa volta a fare più scalpore è la morte di una neonata, affetta da asfissia neonatale,  deceduta per la mancanza di corrente ai respiratori artificiali. I suoi genitori avevano, invano, tentato di sostituirsi alle apparecchiature, utilizzando sistemi di ventilazione manuale. Sono andati avanti per ben 3 giorni, ma alla fine, purtroppo, la piccola Althea non ce l’ha fatta.
Questa è solo una delle tante scene tragiche a cui si assiste nella città di Tacloban, 220 mila abitanti, completamente rasa al suolo dal passaggio del tifone.

L’ APPELLO – Il rappresentate Unicef nelle Filippine Tomoo Hozumi, dichiara che : “I bisogni sono immensi e urgenti, per questo la nostra risposta deve essere altrettanto ampia. Stiamo lavorando e affrontando enormi sfide logistiche e con scarsità di carburante e spazio fisico per operare, ma stiamo facendo il possibile per chi ha perso tutto”.
Secondo l’ONU, sarebbero necessari circa 300 milioni di dollari ( cioè 224 milioni di euro) per far fronte nei prossimi mesi a questa catastrofe. Per ora sono arrivati, da 28 stati, 54 milioni di dollari (l’Unione Europea ha contribuito con 13 milioni).

IL BILANCIO – In queste situazioni è difficile fare un bilancio preciso. I dati ufficiali parlavano di circa 2.275 vittime, mentre poche ore dopo lo stesso sindaco di Tacloban ha dichiarato che i morti nella sua città arriverebbero a più di quattromila. Secondo l’ONU per ora il conteggio è arrivato a 4460. E’ chiaro che col passare del tempo i numeri non potranno che aumentare, anche se il presidente delle Filippine Benigno Aquino smentisce le Nazioni Unite che avrebbero calcolato in più di diecimila i morti: “Penso che diecimila sia troppo” ha dichiarato in un’intervista alla CNN. Intanto il Ministro degli Esteri Bonino fa sapere che tra le vittime c’è anche un’italiana, deceduta, sembra, a causa di un infarto per il tifone Haiyan.

AIUTI – La devastazione ha colpito quasi 12 milioni di persone, di cui quasi 5 milioni sono bambini. La situazione ha mosso la macchina dei soccorsi internazionali. La AirAsia ha messo a disposizione 15 tonnellate di carico per far arrivare gli aiuti nelle zone colpite. L’Unicef ha cominciato a trasportare kit igienici (saponi, dentifrici e contenitori per l’acqua), più compresse per la potabilizzazione e latrine. L’Italia ha partecipato spendendo ieri il primo volo (partito dalla base di Pronto Intervento Umanitario di Dubai), un cargo con 14 tonnellate tra farmaci antidiarroici, coperte e tende. Gli USA hanno spedito la portaerei Washington che dispone di circa 5 mila marine e 21 elicotteri con cui hanno cominciato a dare soccorso alla popolazione di Tacloban, mentre la Gran Bretagna ha messo a disposizione 29 milioni di sterline, più la portaelicotteri Illustrios.

SCIACALAGGIO – Come da copione in queste catastrofi, anche nelle Filippine il fenomeno degli sciacalli è inevitabile, specialmente quando cibo, acqua e farmaci cominciano a scarseggiare anche se in alcune zone la polizia ha risposto sparando sui saccheggiatori. Secondo il sindaco di Tacloban John Lim “il saccheggio non è criminale, è autoconservazione”.

Luca Porfido

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