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Ligue1, crisi di identità per il Lione. Le cause della debacle, ma come risalire?

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Lione, SportCafe24
Gourcuff,  vero rebus per il  Lione

Gourcuff, vero rebus per il Lione

Sembrano davvero lontani i tempi del Lione dominatore assoluto del campionato francese, quello che tra il 2002 e il 2008 instaurò una vera e propria egemonia in patria a suon di titoli nazionali. Da allora le vicende economiche societarie e un collettivo non sempre di primo ordine, sembra avere portato, con i dovuti termini di paragone, la compagine presieduta da Jean- Michel Aulas a ritornare nell’anonimato e la mediocrità nella quale vigeva il Lione negli anni ottanta, prima dell’arrivo dello stesso presidente  capace di imprimere una svolta epocale alla squadra.

In questa prima parte di stagione i risultati deficitari ottenuti dal  Lione di Rèmi Garde (attuale settimo posto in Ligue1 e seconda posizione nel girone I di Europa League), sembrano davvero rappresentare una preoccupante inversione di tendenza del club, le cui ragioni potrebbero essere molteplici e che cercheremo di analizzare.

IMMOBILISMO IN SEDE DI MERCATO – Nelle ultime stagioni, il mercato del Lione è stato caratterizzato dalla volontà del proprio presidente di porre le basi della squadra su di un nucleo giovane e promettente, cedendo i giocatori esperti per ricavarne degli introiti fini al rimpinguamento delle casse societarie, colpite da una grave crisi economica nel 2008. Apparentemente questa politica potrebbe essere considerata logica, ma nel caso specifico di questa stagione, pare che Aulas si sia mosso davvero in maniera poco oculare e approssimativa facendo balenare nelle coscienze dei tifosi l’idea che il loro presidente si occupi maggiormente della squadra calcistica femminile di Lione, la quale sta vivendo una vera è propria “golden age” condita dalla vittoria delle ultime due edizioni di Champions League di categoria . I ricavati dalle cessioni di Lisandro Lopez , Bastos e Lovren, non sono stati per nulla reinvestiti attivamente sul mercato e il gruppo di giovani, seppur promettente,  pare non abbia trovato ancora  l’alchimia giusta di squadra.

Su questo punto è stato chiaro anche il tecnico Garde, che dopo la sonora sconfitta del mese scorso contro il Montpellier   per 5 a 1 ha dichiarato:” Non posso criticare i miei giocatori. E’ un gruppo di giovani non esperti che deve crescere. Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità . Dobbiamo alzare la testa.”

PROBLEMI TATTICI E TECNICI-  Nonostante le lacune in chiave di mercato precedentemente elencate, il Lione pareva comunque una squadra attrezzata per ambire alle prime quattro posizioni di classifica in campionato, ma soprattutto in grado di poter superare i playoff di Champions League. Tesi confermata anche da  un positivo precampionato e dalle prime due giornate di Ligue1 chiuse a punteggio pieno. Poi blackout totale:  5 confitte consecutive, tra le quali anche le due sfide contro il Real Sociedad, entrambe perse per 2 reti a zero e valevoli per l’ingresso alla Champions. Sconfitte brucianti anche in termini economici, visto che il mancato ingresso nella massima competizione europea  ha rappresentato  un oneroso mancato introito  per la società. Nei mesi di settembre e ottobre la tendenza non è cambiata, con solo due vittorie raccolte  tra Ligue1 ed Europa League, e che hanno fomentato le voci, poi smentite, di un possibile addio del tecnico Rèmi Garde.

Gomis attaccante del Lione

Gomis attaccante del Lione

DI CHI LA COLPA? – Le cause della debacle  sono molteplici. Dapprima le  vicende contrattuali legate a Gomis e Briand, messi addirittura fuori rosa ad inizio stagione e successivamente reintegrati, hanno scosso non poco il gruppo che ha dovuto fare a meno di due pedine fondamentali. Secondo, alcuni elementi stanno rendendo al di sotto delle aspettative, tra i quali  Gourcuff: l’ex giocatore del Milan, dopo l’esplosione nel Bordeaux di Blanc, veniva addirittura considerato l’erede di Zidane. Poi dopo il passaggio al Lione nel 2010 per 22 milioni di euro, il centrocampista sembra non avere più trovato la sua dimensione tattica, specialmente dopo l’esplosione del talentuoso Grenier che lo ha costretto in molte occasioni a giocare come esterno di centrocampo. Anche Lacazette   non sta vivendo una stagione in linea alle sue potenzialità: l’ attaccante francese classe ’92 sembra soffrire a livello tattico il ritorno tra i titolari  di Gomis, che non gli permette di essere più  il principale riferimento offensivo e lo “costringe” a partire da una posizione più defilata.

Uno dei principali  problemi tattici è  inoltre da ricercare nel reparto difensivo che  pecca di inesperienza nelle fasi cruciali delle partite nonostante  gli innesti di Bedimo e Danic , che però non sembrano aver dato la giusta sicurezza ai compagni di reparto.

IL PRESENTE/ FUTURO –  Il mese di novembre è partito bene per i ragazzi di Garde che hanno ottenuto due vittorie in campionato e un pareggio in Europa League. Questi risultati potrebbero rappresentare un segnale di inversione di trend , ma il cammino è ancora lungo visti i 5 punti che distano dal quarto posto e viste anche le possibili cessioni importanti a gennaio come Gonalons, Grenier e Umtiti (seguiti dai principali club europei e possibili partenti anche in virtù delle suddette politiche di Aulas), che muterebbero nuovamente la squadra. Ci si aspetta comunque una risalita della china come avvenne dopo la disastrosa partenza del 2010, per dimostrare che il Lione non è ancora  uscito di scena.

Simone Gianfriddo

SPORTS AGENCY SC24

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