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Forza Italia di nuovo in campo, ma Berlusconi è sempre più solo

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Alfano e Berlusconi in Parlamento

 

Alfano e Berlusconi in Parlamento. Forza Italia li porta a dividersi

Alfano e Berlusconi in Parlamento. Forza Italia li porta a dividersi

COME NEL 94: CONTRO COMUNISTI E GIUDICI – Ora è ufficiale: ritorna Forza Italia. Lo ha deciso il Consiglio nazionale del Pdl, votando all’unanimità il documento dell’ufficio di presidenza. Silvio Berlusconi, salito sul palco con le note del vecchio inno e accolto da una lunga standing ovation, si è commosso. Per un ora e mezza Silvio Berlusconi, ha parlato di  magistrati cattivi   come contropotere dello stato, di voto palese fuorilegge per la propria decadenza e ancora di comunismo. L’impressione è che non nasca, o meglio rinasca, un partito “moderato” d’assalto. E’ tutto fermo al 1994. Rifare tutto per non cambiare nulla. Un partito nato già vecchio.

NUOVO CENTRODESTRA –  Il Cavaliere è rimasto solo, ora che anche Angelino Alfano è andato a rincorrere il voto al centro abbandonando Forza Italia. Un area politica che ormai, dopo le scissioni di Scelta Civica, è più affollata della Stazione Centrale nelle ore di punta. La mossa di Alfano apre le porte, ad un progetto caldeggiato dai centristi che guardano da sempre ad un centrodestra “deberlusconizzato”. Eppure chi si aspettava botti e fuochi d’artificio, è rimasto deluso. La parola tradimento non viene pronunciata. I “diversamente berlusconiani” da oggi sono Nuovo centrodestra. Colui che ha “..ricevuto tanto e nel suo piccolo ha dato tutto”-Angelino Alfano- ammette di aver fatto una scelta dolorosa e amarissima ma necessaria per non aderire a Forza Italia. Una scelta che per il padre politico, Silvio Berlusconi, è stato come “..perdere un figlio..” nel giorno della rinascita.

IL GOVERNO NON CADRA’ – Spiega infatti che ad Alfano aveva offerto, come punto estremo di mediazione, una sorta di appoggio esterno a Letta, perché non è possibile sedersi allo stesso tavolo di chi vuole eliminarlo politicamente. Eppure, ammette di non avere la forza di far cadere il governo, almeno dal voto di fiducia del 2 ottobre, quando il Pdl aveva sfiorato la scissione dei governativi. Dunque non gli resta intanto che tornare a Forza Italia, in compagnia di quelli di allora, da Martino a Dell’Utri, a Scajola e Bondi “..perché alla fine eravamo rimasti ancora noi, quelli del 94”, e poi teorizzare il ritorno al territorio (proprio lui, teorico del partito leggero), lanciare i club Forza Silvio.

ALLEATI PER FORZA – Non si pronuncia la parola tradimento, perchè Silvio Berlusconi è costretto ad essere realista. Gli sono rimasti Brunetta e la Santanchè,  con i “falchetti”e non sembra essere il massimo desiderabile, per una vittoria elettorale. Il leader di un partito che deve fare i conti con le alleanze e la legge elettorale, con le correnti interne e lo spazio politico effettivo, ricorda che incombe sulla legge elettorale la decisione della Corte costituzionale. La quale potrebbe anche fissare la soglia per il premio di maggioranza al 42 per cento.  Intima di non attaccare il Nuovo centrodestra di Alfano perché “..questo gruppo dovrà poi necessariamente far parte della coalizione dei moderati”. Un fatto è certo: il sistema politico italiano si sta sbriciolando e, tra decadenza, servizi sociali ed eventuale sentenza Ruby, Silvio Berlusconi non è più il garante, il pilastro del centrodestra. Per la prima volta sembra rinunciare davvero all’idea di unire ancora qualcos’altro che non siano le sue truppe più fedeli.

Giuseppe Folchini

SPORTS AGENCY SC24

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