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Federer si fa la villa e deturpa il lago

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Roger Federer Us Open

Difficile, per non dire impossibile, che chi ama il tennis non ami Roger Federer, che di questo sport è forse l’incarnazione più sublime di tutti i tempi. Talento infinito, carattere di ferro, colpi da antologia, da vedere e rivedere mille volte per capire come fa senza mai riuscirci pienamente. Neppure venti pagine, in realtà, sarebbero sufficienti per restituire l’immagine di questo campione e della sua classe più unica che rara: solo per descrivere a grandi linee il suo gioco di polso sarebbe necessaria una monografia! Ma Roger Federer non è solo un Highlander del tennis, ma anche un simbolo dello Sport: il suo fair play e la sua compostezza, infatti, sono al tempo stesso esempio e modello per tutti. Pensate a quei giocatori che ad ogni colpo gemono come pornostar, o a quelli che amano i colori fendinebbia e si vestono come Big Jim, o a quegli altri che la lealtà non sanno neanche cosa sia (il suo connazionale Wawrinka su tutti) e misurerete in un lampo l’abisso che separa tutta questa variopinta umanità dal mitico fuoriclasse svizzero.

Suggestivi scorci della villa di Federer

Suggestivi scorci della villa di Federer

Ma la perfezione, si sa, non è di questo mondo, e persino un Highlander dello Sport può comportarsi come un comune mortale (si fa per dire visto il patrimonio) nella vita di tutti i giorni. Dove oggi c’è uno splendido prato di 6000 metri quadrati affacciato sul lago di Zurigo, infatti, un luogo incantevole che ha però il difetto di essere considerato “edificabile”, domani sorgerà la lussuosa villa a più livelli del signor Federer e famiglia, una specie di faraonico multi-cottage post-moderno il cui progetto è stato curato dallo studio di architettura di Arndt Geiger Herrmann: roba fina, quindi, roba destinata a finire sulla copertina delle più prestigiose e patinate riviste di architettura e che sarà descritta come “un gioco di luci, ombre, spazi e dimensioni sospeso fra sogno e realtà”. In una parola, per capirci, un ecomostro.

Altri dettagli dell'ecomostro

Altri dettagli dell’ecomostro

UNA NEBBIA PER AMICO – Basta guardare i rendering (diciamo così perché fa chic) del progetto per capire al volo di che cosa si tratta: un terrificante parallelepipedo in vetrocemento spigoloso e “tagliente”, una specie di astronave – a metà strada fra l’albergo di lusso e la sede del dopolavoro ferroviario – che si integra all’ambiente come una motosega su un divano di velluto. Un orrore, insomma, una pacchianata da nababbi megalomani e senza scrupoli che tuttavia ha un pregio: non in sé, naturalmente, ma nella natura che la circonda e che ora si sente giustamente profanata. Il lago di Zurigo, infatti, e quel lembo in particolare mi auguro, è noto per le sue nebbie fitte e impenetrabili, brume insidiose che possono calare anche in piena estate cancellando senza pietà i bei panorami dei rendering e rendendo l’ambiente piacevole e allegro come il cortile di un penitenziario. Non solo: l’astronave stessa di Federer sparirà dalla vista, e come per incanto tutto tornerà come prima, quando c’era un prato pieno di fiori al posto del campo da tennis e del solarium.

Com’è strano il mondo. Ci sono tanti palazzinari che hanno fatto soldi a palate spargendo calcestruzzo ovunque e che però, per sé, scelgono di vivere in una casa del Seicento riportata all’antico splendore, e poi ci sono inimitabili campioni dello Sport che si “fanno la villa” come un palazzinaro qualunque. La verità è che nessuno è perfetto, e persino un uomo come Federer ha il suo tallone d’Achille e le sue “piccole” vanità: un appartamento a Dubai, una villa in Sudafrica, due chalet sulle Alpi svizzere e ora l’astronave sul lago. Basterà? O a Venezia e Portofino devono cominciare a preoccuparsi?

Enrico Steidler

SPORTS AGENCY SC24

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