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Atletico Madrid, il Paradiso dei bomber: da Torres a Diego Costa. Chi sarà la prossima Superstar?

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L'Atletico Madrid di Diego Simeone è campione di Spagna
Sergio Aguero, uno dei tanti bomber lanciati e rivenduti a peso d’oro dall’Atletico Madrid

Il trucchetto è semplicissimo. Dai fiducia ad un attaccante, lo lanci, lo trasformi in campione. Gli fai segnare un sacco di gol, ma caterve di gol, fino a che non ti trovi sotto casa tutti i top club del mondo disposti a pagartelo a peso d’oro. A quel punto, un po’ a malincuore ma rassicurato dall’ingente assegno che vai ad incassare, lo vendi. E ricominci. Ne lanci un altro, gli fai segnare ancora più gol, quando è arrivato al top lo vendi per una cifra ancora superiore. Funziona sempre. O almeno, funziona sempre se la società protagonista del tanto bizzarro quanto profittevole schema si chiama Atletico Madrid. E’ la storia recente che ce lo insegna. I Colchoneros non sbagliano un colpo, mai. Tirano fuori il massimo dal loro nueve scelto, poi lo (stra)vendono e ne sfoderano dal cilindro uno (forse) più forte. Da Torres ad Aguero, da Aguero Falcao, da Falcao Diego Costa. E’ incredibile, ma funziona sempre per davvero. 

TORRES, IL FIGLIO DEL CALDERON – In principio fu lui, Fernando Torres. Forse in assoluto il più amato dei Magnifici 4, perchè prodotto nella Cantera biancorossa. Quando esordisce ha soltanto 17 anni: giocatore più giovane a scendere in campo nella storia dell’Atletico. Quando segna il suo primo gol – sempre a 17 anni – al pubblico del Vicente Calderon brillano gli occhi: sono tutti convinti sia nata una stella. Viene rinominato El Niño, il ‘bambino’. Quel bambino diventerà una miniera d’oro per l’Atletico Madrid. Sotto tutti i punti di vista. Perchè il bambino cresce e comincia a segnare. Tanto, tantissimo: 91 gol in 244 presenze. Talmente tanto che nell’estate 2007 il Liverpool si presenta a Madrid con un assegno da 30 milioni di euro circa (20 più il cartellino di Luis Garcia). Affare fatto, Fernando sbarca in Premier League. I tifosi cadono nello sconforto, perché nel frattempo Torres da quelle parti è diventato un mito. Ma la cessione del mito dà il via all’inizio della leggenda: la leggenda del Paradiso dei bomber. 

WELCOME TO PARADISE, SERGIO AGUERO – Torres prende baracca e burattini, saluta tutti e vola verso Liverpool. L’Atletico Madrid incassa l’assegnone e riparte. Ma non da zero. Perchè l’erede designato, intanto, è già arrivato in punta di piedi l’anno prima. Un anno a scuola dal maestro Fernando basta e avanza per salire in cattedra e caricarsi sulle spalle un’intera squadra. Il ragazzo è giovane, giovanissimo, ma si dice sia un predestinato. Il suo nome è Sergio Aguero. Rispetto a Torres è più basso, meno imponente, ma questo non gli impedirà di segnare quanto il suo prededessore. Anzi, più del suo predecessore. Perchè se entri nel Paradiso dei bomber è praticamente automatico che farai meglio di chi ti ha lasciato il posto: una goduria. Aguero manda in visibilio una folla che non fa nemmeno in tempo ad asciugarsi le lacrime per l’addio dell’idolo, perchè subito si rende conto di avere per le mani un nuovo craque. E la tristezza post-Torres si trasforma in gioia incontenibile, esaltazione pura. El Kun fa innamorare Madrid, e non soltanto quella biancorossa. Il Real ci prova, ma l’Atletico resiste. Poi arriva la Juve, respinta anch’essa. Non si possono respingere però le sterline sonanti del Manchester City, che nell’estate 2011 compra Aguero per 45 milioni di euro. Lascia il Calderon con un carnet di 101 gol in 234 presenze. Meglio dell’idolatrato Fernando. Ma il passato è passato, e l’Atletico deve ripartire di nuovo. Stavolta, però, i tifosi cominciano a percepire che non c’è da preoccuparsi: Madrid è magica. 

FALCAO, L’UOMO BIONICO – Via Torres, via Aguero, a Madrid sponda Atletico decidono di cambiare strategia. Niente più ragazzini alla riscossa, niente più scommesse stupende. Si punta su un giocatore fatto e finito. Giovane, ma fatto e finito. I soldi della cessione del Kun vengono quasi tutti reinvestiti su Radamel Falcao, attaccantone esploso l’anno prima al Porto. Ad alcuni sembrano troppi 40 milioni per un ragazzo che – dicono le malelingue – segnava tanto soltanto perchè aveva una squadra pazzesca pronta a giocare esclusivamente per lui. Balle. Soldi spesi benissimo, col senno di poi ma anche con quello di prima. Battere i record di Torres e Aguero sembra cosa impossibile, ancor più improba è l’impresa di superare i due beniamini nei cuori dei tifosi Colchoneros. Falcao però non è uno qualunque. Falcao è l’uomo bionico. Rimarrà molto meno degli altri due, soltanto un paio d’anni a fronte dei 7 del Niño e dei 5 del Kun. Basteranno quasi per raggiungerli quanto a numero di gol segnati (!) e per stracciarli a livello di media realizzativa: 70 gol in 91 partite. Poi arriva il Monaco con oltre 50 milioni ed anche Falcao saluta. Il suo testimone sarà oggettivamente il più difficile da raccogliere. Difficile, ma nessuno si azzardi ad andare oltre…

DIEGO COSTA, A TE! LA LEGGENDA CONTINUA… – Siamo arrivati ai giorni nostri. Via anche Falcao, gli scettici cronici stavolta non hanno dubbi: l’incantesimo dell’Atletico Madrid è destinato a finire. Ne sono tutti convinti, finchè non vedono lui. Diego CostaThe next best Superstar. Col nuevo nueve l’Atletico è tornato sui propri passi, lavorando sul prodotto fatto – più o meno – in casa. Dieguito ha ‘studiato’ più di tutti. E’ arrivato zitto zitto nel 2010, giusto il tempo di dialogare un po’ con Aguero. Poi è andato in prestito ed è tornato, trovando Falcao. Un nuovo maestro, da cui imparare i trucchetti nel mestiere. Venti gol in 44 partite l’anno scorso convincono l’Atletico che è arrivato il momento del passaggio di consegne. Il giovane Diego, a 25 anni, è pronto per sostituire Superman Radamel. Ed a testimonianza del fatto che l’Atletico non sbaglia mai, arrivano i numeri. Sono 16 i gol in 17 presenze nella prima parte di stagione. Aguero, nel City, è arrivato a 13. Falcao, a Monaco, ne ha fatti 9. Torres col Chelsea non si è spinto oltre i 5.  Diego guarda ai precedenti craque con ammirazione, ma sa già che in questi primi mesi ha segnato più di loro. Inizio incoraggiante, verrebbe da dire. E’ la magia dell’Atletico Madrid. Veni, vidi, vici. Vieni, segni, vendi. Avanti il prossimo.

Vincenzo Galdieri
Twitter: @Vince_Galdieri 

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