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Buon compleanno Bonimba: Boninsegna compie 70 anni

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"Credo nelle rovesciate di Bonimba" (cit. RadioFreccia)
Boninsegna oggi

Boninsegna oggi

Roberto Boninsegna, o come veniva chiamato dal giornalista sportivo Gianni Brera “Bonimba”, oggi compie 70 anni. Considerato ad oggi uno degli attaccanti italiani più forti di sempre, comincia la sua carriera di giocatore nelle giovanili dell’Inter. Sin da giovane fa la gavetta in diverse squadre, giocando addirittura nei Chicago Mustangs. Approda di nuovo in maglia neroazzurra nel 1969. Nella sola Inter, sua squadra del cuore, dove ha giocato fino al 1976, segnò la bellezza di 113 gol in 197 presenze, ripetendosi poi nella Juventus, con 22 gol in 58 partite.
Nel Mondiale 1970 inventò l’assist per Gianni Rivera che segnò il gol decisivo del 4 a 3 contro la Germania, e firmò anche l’unico gol nella finale persa col Brasile per 4 a 1.

L’ESORDIO E IL RANCORE – In una recente intervista per il suo 70esimo compleanno, Boninsegna ricorda il suo esordio con l’Inter: “Ero emozionatissimo. Dividevo la camera con Suarez, la notte della vigilia non ho dormito. Quando ho saputo che non sarei sceso in campo, non ci volevo credere. È stata una delle più grandi delusioni che ho provato in carriera. Sarei stato felicissimo di debuttare in quell’Inter, un sogno a occhi aperti. Peccato sia andata diversamente”.
Parlando dell’Inter infatti, Bonimba non nasconde un po’ di amarezza: “”L’Inter sarà sempre la mia squadra, malgrado i tanti tradimenti clamorosi. Quei prestiti forzati, soprattutto quello al Potenza. Allodi mi disse “O vai a Potenza, o smetti di giocare”. Fui costretto ad andare, sempre in B. Intanto l’Inter vinse tutto e io soffrì perché avrei potuto esserci anch’io”.
Alla domanda se avesse qualche rimpianto, risponde: “Non aver mai allenato l’Inter, ma dopo tutti i tradimenti, non voglio più pensarci”.

LA NUOVA INTER – Riguardo la nuova Inter di Thohir, invece, Boninsegna la pensa cosi :“Mi sembra un mistero. E poi, con tutto il rispetto per Ventola, che cosa si può pensare di uno che lo considera il suo interista preferito? Eppure io spero sempre. Se recupera Milito, con tutti i titolari può sperare ancora nel terzo posto perché Mazzarri è bravissimo, altrimenti è da quarto – quinto”.
Anche a 70 anni, per chi ha fatto la storia del calcio, è difficile perdonare le panchine e i vari trasferimenti. Un ulteriore segno di come Boninsegna rappresenti un esempio di attaccamento e amore incondizionato alla sua Inter.

Luca Porfido

SPORTS AGENCY SC24

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