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Del Piero, Zanetti & Co.: capitani in via d’estinzione

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Alessandro Del Piero
Totti e Zanetti: capitani, leader e leggende

Totti e Zanetti: capitani, leader e leggende

“Oh capitano mio capitano”, scriveva il poeta Walt Withman parlando di Lincoln.

Potremmo dedicare gli stessi versi in ambito calcistico alle ultime bandiere del calcio italiano che hanno fatto la storia dei loro club e che non hanno ancora intenzione di appendere gli scarpini al chiodo, scrivendo nuove pagine di calcio e diventando così delle leggende viventi. Forse le ultime leggende, in un’era che pensa solo ai trasferimenti milionari più che al cuore dei tifosi e ai colori della maglia.

Zanetti, Totti, Del Piero e Di Natale, sono forse gli ultimi esemplari di capitani fedeli. Dietro loro solo Buffon e De Rossi.

 Zanetti, 40 anni e non sentirli – Dopo l’infortunio al tendine di Achille di sei mesi fa, il capitano e simbolo dell’Inter, rischiava di chiudere la carriera e invece ha lottato come un leone contro il dolore e contro il tempo, riuscendo a tornare in campo nei minuti finali della sfida di campionato contro il Livorno e mettendo lo zampino con un assist sul secondo gol dell’Inter. Come fosse un ragazzino esordiente, Javier è tornato a macinare chilometri e record: è lo straniero con più presenze in serie A. Capitano dal 1999 è il giocatore con più presenze nella massima serie alle spalle del mitico Paolo Maldini.

Francesco Totti: il pupone de Roma – Il capitano della Roma, campione del mondo 2006 è una leggenda vivente. Alle sue spalle, De Rossi, altro idolo della curva, rischia di rimanere a vita “Capitan futuro” visto che di smettere di giocare a calcio, Francesco non ne vuole sapere. E’ sempre rimasto fedele ai giallorossi rifiutando destinazioni più importanti nei grandi club d’Europa ed ingaggi superiori essendo legato non solo alla società ma alla sua città, che da sempre lo considera l’ottavo re di Roma a dispetto dei libri di storia.

Del Piero e l’addio alla Juve – Dopo aver vinto praticamente tutto, la carriera di Alex Del Piero alla Juve finisce il 13 maggio del 2012 allo Juventus Stadium e finisce da capitano e da vincente, con la vittoria del secondo scudetto dell’era Conte dopo calciopoli, gli scudetti revocati e la serie B. La vecchia signora non gli rinnova il contratto e Pinturicchio continua a giocare ma in Australia, nel Sidney, in attesa di ritornare alla Juventus in giacca e cravatta e continuare la carriera da dirigente. 

Di Natale e l’Udinese – La storia di Totò con l’Udinese è una storia fatta di emozioni e di attaccamento ad una maglia, ad una società e ad una città che va al di là dei trofei che Di Natale non ha vinto, perchè la scelta di restare in Friuli e non cedere alla avances dei grandi club che gli avevano messo gli occhi addosso è una scelta di cuore. Totò, di cambiare maglia non ne ha voluto sapere, restando fedele ai colori bianconeri di Udine, vincendo così solo la classifica cannonieri per ben due volte.

Nadia Gambino

SPORTS AGENCY SC24

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