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Fifa, aboliamo la sosta: la pausa per le Nazionali non ha senso

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ibra show rovesciata svezia inghilterraBasta con la sosta per le Nazionali! Non è uno slogan di un nuovo spot pubblicitario, o una nuova campagna a favore della pace nel mondo. Tutto molto più futile e superficiale: ma dietro il mero interesse di noi “malati di calcio“, sofferenti per 2 settimane senza pallone, si celano motivi ben più fondati e seri sui quali sarebbe opportuno riflettere. Serve davvero una pausa, per le partite della Nazionale? In particolar modo quando si tratta solo di amichevoli? E’ possibile rivedere il calendario stagionale per far si che tali “”intoppi” non debbano più aver motivo di esistere? Certi che la Fifa continuerà con la sua mentalità da dinosauro, proviamo ad esporre le nostre ragioni.

ZERO SOSTE, TOCCATA E FUGA IN NAZIONALE: CLUB SALVAGUARDATI – Una considerazione è d’obbligo: delle amichevoli e qualificazioni nei gironi non importa a nessuno. Spesso perché sono meno di una semplice formalità, o perché l’Italia, nel caso nostro, esiste solo ai Mondiali o Europei. Osservando i risultati, l’approccio dei nostri atleti alle gare non ufficiali è pressoché lo stesso: una sola vittoria negli ultimi 12 mesi. E allora che senso ha fermare campionati, coppe e lavoro di un club per partite che non servono e importano a nessuno? Soldi, ovviamente: per le federazioni nazionali e per la Fifa, soprattutto. E allora ecco che tornano giocatori infortunati, dal Sudamerica perdono aerei arrivando solo 24 ore prima dal match con la squadra che versa milioni di euro l’anno per le sue prestazioni, rilasciano interviste nel proprio Paese scatenando l’inferno perché tradotte male ed interpretate peggio e chi più ne ha più ne metta. Che questi raduni servano a qualcosa tipo lo spirito di gruppo, la conoscenza dei giocatori, lo sviluppo di un progetto tecnico-tattico, rientra perfettamente nei luoghi comuni creati ad hoc per giustificare un qualcosa di evitabilissimo. La vera preparazione all’evento, Mondiale o Europeo che sia, avviene nei 20 giorni successivi alla fine della stagione: e restando all’Italia, abbiamo un mare di esempi a dimostrarlo. Tappe di avvicinamento alle competizioni disastrose, fra figuracce in amichevole, scandali extra-calcistici, gironi mediocri vinti a stento, oltre 100 diversi giocatori convocati: insomma, tutto tranne che utile alla creazione di un gruppo coeso, che si conosce e che possa trarre beneficio dall’esperienza maturata insieme di tanto in tanto durante la stagione. Puntualmente, nonostante tutto, l’Italia è sempre lì, o le grandi nazionali, a lottare per vincere un Mondiale o la competizione del proprio continente. Il primo discorso da rivedere è senza dubbio relativo al calendario: avere intermezzi con trasferte oceaniche e 20 giocatori che lasciano il proprio club non giovano a nessuno.

Ecco dunque che una soluzione potrebbe essere quella di creare periodi ad hoc per le Nazionali: un mese specifico in cui giocare le qualificazioni, eliminando magari andata e ritorno, in due momenti diversi della stagione. Abolire le inutilissime amichevoli favorendo il lavoro dei club e delle Nazionali al tempo stesso, che avrebbero modo di lavorare per un periodo continuato e non spezzettato con i propri giocatori.

Fantacalcio, soprattutto finché sulla poltrona della Fifa siedono tirannosauri e non innovatori.

Orazio Rotunno

SPORTS AGENCY SC24

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