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Chievo Verona: esonerato Sannino, la rivoluzione è fallita

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Giuseppe Sannino, ora tecnico del Chievo
Eugenio Corini, possibile successore di Sannino

Eugenio Corini, possibile successore di Sannino

Ora è ufficiale: Giuseppe Sannino non è più l’allenatore del Chievo. Al tecnico romano non è bastato il pareggio contro il Milan per evitare l’esonero. Sannino paga un pessimo avvio di stagione con una vittoria, tre pareggi e otto sconfitte.

RIVOLUZIONE ESTIVA –  Ora il Chievo potrebbe riaffidarsi a Corini, cioè il predecessore di Sannino, il cui rapporto con il club clivense si era chiuso l’estate scorsa per divergenze sui programmai. Non si può certo dire che la dirigenza gialloblù non abbia fatto di tutto per dare a Sannino la possibilità di esprimere il suo gioco. Sartori e Nember, nel mercato estivo avevano adottato una vera e propria rivoluzione, consegnando al neotecnico un centrocampo del tutto nuovo, acquistando 6 ali  (Improta, Estigarribia, Lazarevic, Sestu, Kupisz, Acosty) proprio per sviluppare il 4-4-2 che il tecnico aveva intenzione di fare.

SANNINO INCARTATO –  Sannino però ha finito per perdersi, prima provando un falso 4-4-2 CON Hetemaj (uno dei due sopravvissuti del centrocampo gialloblù della scorsa stagione insieme a Rigoni), nel ruolo di ala, poi passando al 3-5-2. Risultato: la squadra non ha mai avuto un’identità precisa. Giocatori come Dramè, Thereau e Rigoni, pilastri del Chievo fino a qualche mese fa, hanno finito per perdersi e i nuovi (non solo quelli nominati, ma anche i vari Bernardini, Clayton e Radovanovic) hanno tutti toppato. Risultato: il Chievo si ritrova a – 4 dalla salvezza con soli sette gol segnati (peggior attacco del campionato) e ben 18 subiti.

FINE DELLA RIVOLUZIONE – Con l’esonero di Sannino il Chievo prova quindi a invertire la rotta e a rivitalizzare  i suoi giocatori cardine, senza cui la salvezza sarebbe impossibile. Oltre al già citato Corini, in ballo c’è un altro ex, Di Carlo, che tornerebbe sulla panchina veneta per la terza volta. Più staccato c’è Carmine Gautieri che piace molto a   In ogni caso, di sicuro il 4-4-2 (o il 3-5-2 visto nelle ultime apparizioni) andrà in soffitta. Il nuovo modulo di riferimento dovrebbe essere il 4-3-1-2, cioè il sistema che ha permesso di esaltare la vena realizzativa di Thereau e Paloschi negli ultimi anni. Si torna al vecchio, quindi, per non affondare. La rivoluzione iniziata questa estate è fallita. Ora conta solo non perdere la serie A.

Davide Luciani

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