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Crisi Milan: rifondare e il “clan Raiola” da vendere per ricominciare

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niang-robinhoDopo le grandi depressioni nascono le grandi rivoluzioni. In casa Milan, questo è il periodo più nero della gestione Berlusconi-Galliani. Periodo che in tanti si aspettavano dopo l’estate rovente che ha portato il separato in casa Allegri ad essere riconfermato con grande sorpresa sulla panchina del Milan ma solo per mancanza di alternative e senza un progetto futuro. E così, vivendo troppo alla giornata e senza punti di riferimento né all’interno dello spogliatoio dove mancano i senatori ed i leader, né sulla panchina, dove Allegri continua a fare buon viso a cattivo gioco sapendo di avere ormai i mesi contati e di non poter fare né mercato né nient’altro. Insomma una crisi che porterà una rivoluzione societaria e non solo.

Una squadra da smembrare – A farne le spese saranno i giocatori, (oltre al già citato Allegri). Sono loro che scendono in campo e che ultimamente non stanno più giocando, sono a corto di idee e di motivazioni. Già perchè le motivazioni dovranno essere alla base della nuova squadra.

Portieri: L’unico senatore rimasto in squadra è Abbiati. Non ha però né il carattere né la grinta dei vari Gattuso, Ambrosini, Nesta o Inzaghi. Della sua personalità si sono perse le tracce, così come la bocciatura di Amelia da parte di Allegri, ha destabilizzato le gerarchie vigenti almeno in porta, dando spazio al giovane Gabriel e regalando musi lunghi in un reparto che più o meno era, rispetto agli altri era più sereno e stabile.

Difesa : Il reparto più criticato e meno forte. Troppi gol presi, difensori centrali non all’altezza delle situazioni e mancanza di alternative. L’arrivo di Rami dovrebbe aprire le porte ad una nuova era, chiudendole definitivamente, forse al duo Zapata-Mexes.

Attacco : All’inizio del campionato era forse il reparto migliore, formato da attaccanti nazionali. Ora si sono spente le luci su Balotelli, pessimo dal punto di vista comportamentale. Dopo un avvio importante, ora SuperMario sente addosso lo stress del momento nero, è il più attaccato da pubblico e critica e i cartellini presi (troppi) e le squalifiche non stanno aiutando per nulla la squadra, già orfana di El Shaarawy e Pazzini infortunati. Se dovesse partire Balotelli, (PSG alla finestra) gli indiziati a sostituirlo sarebbero proprio loro, insieme e Matri e Kakà (il migliore in campo in questo momento)

Via il clan Raiola –  Partenze certe per Niang e Robinho oltre che per Abate, così da chiudere l’era Mino Raiola al Milan. Sono infatti tutti clienti del procuratore che con le sue dichiarazioni su Balotelli, ha già fatto infuriare la dirigenza rossonera più volte. Inoltre, a parte qualche prestazione positiva  di Abate, solo ombre sul talento mai esploso di Niang e su Robinho.

Insomma la vera rivoluzione ora è alle porte. La guerra continua in via Turati tra Galliani e Barbara Berlusconi. Questa situazione non ha aiutato i risultati e la squadra ha fatto passi indietro rispetto all’anno scorso. Tempi duri per i rossoneri che dovranno giocare adesso, la partita più importante, quella con loro stessi. Da ritrovare infatti, veri leader in campo e fuori, nuove motivazioni e idee per il futuro. E questa partita, il club più titolato al mondo, che non vince più niente da troppo tempo non può perderla.

Nadia Gambino

SPORTS AGENCY SC24

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