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Euro 2012, la strada verso Kiev: Irlanda e il Trap, il binomio che vuole continuare a stupire

Euro 2012, la strada verso Kiev: Irlanda e il Trap, il binomio che vuole continuare a stupire
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DUBLINO, 1 GIUGNO – Se dovessimo analizzare il palmares di Giovanni Trapattoni potremmo tranquillamente inserire la sua Irlanda tra le squadre che potrebbero trionfare ai prossimi Europei. In realtà è quasi impossibile che i Boys in green possano ambire a tanto, ma di sicuro, conoscendo anche il carisma dell’intero staff tecnico, composto tra gli altri da Marco Tardelli e Liam Brady, siamo certi che l’Irlanda posso davvero sorprendere tutti. Non dimentichiamo che nonostante questa sia solamente la seconda partecipazione ai Campionati Europei, la prima avventura nel 1988 si concluse al primo turno, l’Irlanda ha comunque preso parte a tre edizioni della Coppa del Mondo, nel 1990, 1994 e 2002. Da quando Trapattoni è alla guida dei verdi, maggio 2008, il lavoro svolto certifica una netta crescita sia a livello tattico che caratteriale. Usciti infatti alquanto provati, soprattutto psicologicamente, dallo sfida dello Stade de France, gli irlandesi si sono ripromessi di centrare la qualificazione agli Europei 2012 anche per vendicare l’ingiustizia subita. Il girone è stato concluso al secondo posto dietro la Russia, ma davanti alla temibile Slovacchia. Tale piazzamento ha permesso all’Irlanda di partecipare al playoff per la qualificazione, e questa volta l’urna è stata benevola, poichè è capitata l’Estonia. Il Trap dall’alto della sua esperienza ha caricato i suoi ragazzi, mettendoli al contempo in guardia sui rischi di essere favoriti. I suoi non hanno fallito l’appuntamento centrando la qualificazione con una netta vittoria fuori casa per 4 a 0 e controllando poi il ritorno, finito con il punteggio di 1 a 1. Così ventiquattro anni dopo il tecnico di Cusano Milanino riporta la Nazionale irlandese alle fasi finali di un’Europeo, dimostrando ancora una volta di essere un allenatore vincente. Tra l’altro è ormai entrato nel cuore dei tifosi, avendo accettato nel dicembre del 2010, insieme all’intero staff, una sostanziale riduzione dello stipendio per far fronte alla estenuante crisi economica che attanaglia il Paese.

L’ex allenatore dei green Jack Charlton

GERMANIA, JACK CHARLTON E TRAPATTONI: STORIA DEI VERDI DI GRAN BRETAGNA – Strana storia, quella calcistica dell’Eire: tanti anni d’anonimato rotti all’improvviso da un inglese, esponente di un popolo per tanti motivi storicamente avverso, che lancia i verdi alla conquista di un posto nell’elite del football mondiale. Tanto silenzio, attorno alla nazionale irlandese di calcio, quella rappresentante l’unica area britannica formalmente indipendente dalla corona inglese: l’anonimato è tangibile, e viene rotto dopo un salto a piè pari che esclde i verdi da tutte le competizioni di rilievo, dal Mondiale 1930 fino a Mexico 86. L’unico momento di rilievo è rappresentato da una sola amichevole, che in pochi ricordano ma che diviene storica per motivazioni cromatiche. Siamo al termine della seconda Guerra Mondiale, e la Germania prova a ricostruirsi una verginità internazionale che parte anche dal calcio. Roba facile a dirsi, durissima a farsi: gli stati europee degli anni quaranta e cinquanta non vedono di buon occhio tutto ciò che è retaggio di Hitler e qualsiasi cosa che ricordi una guerra troppo cruenta per poter essere già superata. Anche la nazionale tedesca, quindi, vive una sorta di ostracismo forzato: qualche amichevole sparsa con le nazioni “vicine” e poco altro. Finchè ecco un insperato sì alla richiesta di un’amichevole, proveniente dalla Gran Bretagna: l’Irlanda, forse anche per “provocare” il rivale inglese, dice sì e ospita a Dublino la nazionale teutonica. Da quel momento in poi, per rispetto e stima, la seconda maglia della Germania si colorerà del verde brillante tipico della Nazionale dell’Eire: con questa maglia, i panzer affronteranno la finale Mondiale di Mexico 86, portando, sebbene indirettamente, la nazionale dell’Eire ad una notorietà almeno cromatica impensabile per i carneadi del pallone provenienti dalla zona cattolica dell’isola irlandese. Poi, come detto, venne un inglese e tutto cambiò: già prima dell’esperienza sulla panchina irlandese, Sir Jack Charlton era considerato una vera e propria leggenda del calcio mondiale. Campione del Mondo nel 1966 con la sua Inghilterra, Campione d’Europa col Manchester United e uomo di punta del football made in UK a tutti gli anni sessanta. Un mito vivente, insomma, che rivitalizza dal nulla la storia di una selezione incapace, fino a quel momento, di cogliere risultati di rilievo. La qualificazione all’Europeo 1988 sarà non a torto considerata come un fulmine a ciel sereno, e sarà solo l’avvio di un ciclo felice che conoscerà il suo apice ad Italia 90. Ma andiamo con ordine: i verdi approdano alla loro prima competizione di rilievo e dimostrano subito di non usurpare le posizioni di vertice, perchè ad Euro 1988 vengono estromessi, nella fase a girone, solo da Olanda ed Unione Sovietica, squadre poi protagoniste della finale di Monaco di Baviera. Aggiungiamo la vittoria nel derby contro l’Inghilterra, ed ecco disegnato un Europeo d’esordio che non tradisce assolutamente il noviziato della squadra di Charlton. Non contento, il vecchio Jack ci riprova ad Italia 90. Stavolta, la corsa irlandese sarà interrotta solo ai quarti, contro gli italiani padroni di casa: prima dell’eliminazione, zero vittorie tra girone con ancora Inghilterra ed Olanda ed ottavi di finale: ruolino di marcia forse non esaltante, ma in grado di far sognare tutto il folcloristico popolo irlandese, approdato in massa nel Belpaese per sostenere il piccolo grande sogno di Jack Charlton e dei suoi. La strada è stata tracciata, e la mancata qualificazione agli Europei del 1992 è solo un incidente di percorso: i verdi tornano alla grande ad USA 94, Coppa del Mondo segnata dalla vittoria iniziale contro la futura finalista Italia (1-0, rete di Houghton e rivincita compiuta rispetto ad Italia 90) e da un percorso meno esaltante rispetto a quello italiano, con l’eliminazione negli ottavi di finale. Il ciclone sulla generazione degli ultimi anni ottanta avvia una ricostruzione troppo laboriosa per poter condurre in porto altri risultati di rilievo: Euro 96 viene saltato, così come France 98 e l’edizione 2000 degli Europei. Il nuovo alfiere della Nazionale, Roy Keane, si perde l’ultima occasione di far parte del circo mondiale: nel 2002, l’Eire di McCarthy riesce nell’impresa di tornare ai Mondiali otto anni dopo l’apparizione americana, ma il fumantino capitano litiga nel ritiro con l’inflessibile Ct, che preferisce perdere il grande alfiere piuttosto che la faccia. L’Eire confeziona l’ennesimo mezzo miracolo: la Germania viene domata sull’1-1, così come il Camerun. La vittoria con l’Arabia Saudita vale l’approdo di Keane (Robbie, ex meteora interista) e compagni agli ottavi, da giocarsi contro la Spagna di Camacho. Le Furie rosse soffrono tantissimo la grinta della squadra in maglia verde, e superano lo scoglio solo ai calci di rigore. E’ l’ultimo vagito di rilievo fino al 2008: gli Europei del 2004 e del 2008, insieme a Germania 2006, sono saltati a piè pari. Poi, ecco un altro ciclone, di nome Giovanni Trapattoni. Il mister italiano non si concede neanche il tempo di arrivare, che già quasi orchestra il prodigio di riportare l’Eire al Mondiali: costringe l’Italia a due pareggi, si prende il secondo posto finale e tenta la via dello spareggio. Galeotta sarà la mano di Titì Henry, che nel ritorno spingerà la palla verso Gallas e la Francia, ignobilmente, verso il Sudafrica. Il Trap non si perde d’animo: insieme al fido vice Tardelli riorganizza la truppa e punta Euro 2012. Al secondo tentativo, missione compiuta. Ci sarà di nuovo l’Italia sulla strada dei ragazzi in maglia verde, mina vagante dall’importanza calcistica recente ma colorata di verde Irish, padre di quello tedesco tedesco, e nobilitata da personaggi di peso come Charlton e Trapattoni.

L’esperto tecnico dell’Irlanda Giovanni Trapattoni

UN GRUPPONE IMPREVEDIBILE MA INESPERTO: ECCO LE SCELTE DI GIOVANNI TRAPATTONI – Il sorteggio ha voluto mettere nuovamente a confronto l‘Irlanda e l’Italia, in quella che per Trapattoni non potrà mai essere una sfida come le altre. Ai Mondiali del 1994 i verdi riuscirono addirittura a batterci e certamente anche il 18 giugno a Poznan faranno di tutto per impensierirci e ben figurare. Certo evitare l’ultimo posto, almeno sulla carta, sembra impresa ardua, considerando che oltre gli azzurri, nel gruppo C sono stati inseriti i Campioni del Mondo e d’Europa in carica, la Spagna, ed una squadra molto forte tecnicamente come la Croazia. Ora non ci resta che aspettare le mosse che il Trap utilizzerà per ingarbugliare gli avversari, noi in primis, con gli irlandesi che in fondo sperano nella sua famosa acqua santa  per centrare una qualificazione al secondo turno che sarebbe a dir poco “miracolosa”. I giocatori irlandesi che saranno convocati per l’Europeo 2012 trascorreranno il periodo che precederà la manifestazione proprio in Italia. Il Trap, d’accordo con la Federazione, ha deciso di svolgere il ritiro pre-Europei in Toscana, a Montecatini, dal 27 di maggio al 3 di giugno. Tra i calciatori più rappresentativi c’è sicuramente il portiere Shay Given, classe 1976, che milita attualmente nell’Aston Villa, ed oltre ad essere il recordman di presenze, è ritenuto uno degli estremi difensori più forti della Premier League, dove gioca dal 1994. Da non dimenticare poi il capitano, Robbie Keane, che dopo un gran girovagare in Inghilterra (anche un’esperienza all’Inter nel suo passato), ha deciso di intraprendere l’avventura statunitense, firmando per i Los Angeles Galaxy. L’attaccante di Tallaght ha siglato 53 reti con la maglia della Nazionale, divenendone il giocatore più prolifico di tutti i tempi. La difesa può contare sull’esperienza internazionale di O’Shea, ex Manchester United, e sugli interessanti Foley e Kelly. Il centrocampo è sicuramente il reparto più assortito, con Whelan ed Andrews che garantiscono quantità e geometrie al centro, mentre sulle fasce il compito di creare la superiorità numerica e magari segnare anche qualche goal è affidato a McGeady e Hunt. In avanti, oltre al già citato Keane, le speranze sono riposte sul bomber del Wolverhampton Kevin Doyle e sullo sgusciante attaccante del WBA Shane Long. Da tenere d’occhio infine il giovane centrocampista dell’Everton Séamus Coleman.
PUNTO DEBOLE: La mancanza di esperienza a livello internazionale della maggior parte dei calciatori che prenderanno parte alla spedizione.
PUNTO FORTE: L’imprevedibilità offensiva e la grinta che possono trasmettere sia Trapattoni che Tardelli, oltre al fatto di non aver nulla da perdere, soprattutto visto il girone.

A cura di Nicolò Bonazzi, Alfonso Fasano e Armando Lupo 
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One Response to Euro 2012, la strada verso Kiev: Irlanda e il Trap, il binomio che vuole continuare a stupire

  1. Federico 1 giugno 2012 at 10:35

    Bobby Charlton? Eheheh, bel scheztetto. Caro autore, dai, correggilo.

    Saluti,

    Federico

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