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Cinema

The Metropolitan Opera di New York: arriva la Tosca di Giacomo Puccini

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La Tosca di Giacomo Puccini
Giacomo Puccini

Giacomo Puccini

Tutta l’opera si svolge a Roma nell’atmosfera tesa che segue le conseguenze degli avvenimenti rivoluzionari in Francia, e la caduta della prima Repubblica Romana in una data ben precisa: Sabato 14 giugno 1800, giorno della Battaglia di Marengo.

ATTO I: All’interno della chiesa di Sant’Andrea della Valle , è fuggito un prigionerio romano, Cesare Angelotti, il quale irrompe attraverso le porte in cerca di rifugio . Dopo aver trovato un posto per nascondersi all’interno della Attavanti, cappella privata , un vecchio sacrestano appare seguito dal pittore Mario Cavaradossi. Mario riprende da dove aveva lasciato il giorno prima e riprende dipingere un quadro di Maria Maddalena. La pittura di Mario è basata su la sorella di Angelotti, marchesa Attavanti. Mario non ha mai incontrato Marchesa, ma lui l’ha vista sulla città. Mentre dipinge, si prende una piccola statua di Floria Tosca, cantante e sua amante, dalla tasca per confrontare la sua bellezza a quella della sua pittura. Dopo un pò il sacrestano borbotta la sua disapprovazione del dipinto e se ne va. L’ evaso, Angelotti, emerge dal suo nascondiglio per parlare con Mario. I due sono stati amici per un bel po’ di tempo e avevano anche le stesse convinzioni politiche. Mario lo saluta allegramente, gli dà cibo e acqua prima di spingerlo indietro velocemente a nascondersi, appena sente Tosca avvicinarsi alla cappella. Tosca è una donna gelosa e interroga Mario sulla sua fedeltà ricordandogli il loro appuntamento programmato più tardi quella sera. Lei riconosce immediatamente la donna nella pittura di Mario come marchesa Attavanti. Dopo un po’ di spiegazioni, Mario è in grado di calmare la donna. Quando lascia la cappella, Angelotti riappare per raccontare a Mario della sua fuga pianificata. Intanto i cannoni si sentono in lontananza di segnale che la fuga di Angelotti è stata scoperta. I due uomini fuggono rapidamente alla villa di Mario. Il vecchio sacrestano viene messo in discussione, ma gli agenti sono in grado di ottenere lo stesso le risposte che cercano. Quando Tosca entra di nuovo nella chiesa, Scarpia le mostra un ventaglio con lo stemma di famiglia Attavanti inscritto su di esso. La donna viene presa in un altro attacco di gelosia, Tosca giura vendetta e si precipita alla villa di Mario a confrontarsi con lui con le sue bugie. Scarpia, sempre sospettoso di Mario, manda i suoi uomini a seguire Tosca. Allora comincia a predisporre un piano per uccidere Mario.

ATTO II: Nel suo appartemento, sopra Palazzo Farnese, Scarpia imposta il suo piano e invita Tosca chiedendole di unirsi a lui per la cena. Dal momento che gli uomini di Scarpia non sono stati in grado di trovare Angelotti, portano Mario per un interrogatorio. Quando arriva Tosca, Mario le dice di non dire niente prima che sia portata in un’altra stanza per le torture. Scarpia dice a Tosca dice che lei può salvare Mario dal dolore, se lei accetta di dirgli dove Angelotti si nasconde. Per un po’ Tosca rimane forte e non dice niente a Scarpia. Tuttavia, quando le grida di Mario diventano più forte e più disperate, lei cede e dice a Scarpia il loro segreto. Quando Mario viene portato nella stanza, diventa furioso dopo aver scoperto che Tosca aveva detto il luogo del nascondiglio di Angelotti a Scarpia. Improvvisamente, annucia che Napoleone ha vinto la battaglia di Marengo – un duro colpo per la squadra di Scarpia, e Mario grida: “Vittoria! “Scarpia lo afferra subito e i suoi uomini lo gettano in prigione. Infine solo con Tosca, Scarpia le dice che può salvare la vita del suo amante, se lei accetta di darsi a lui. Tosca si ferma e canta, “Vissi d’arte”. Tutta la sua vita si è dedicato all’arte e l’amore, e per cosa? Di essere ricompensati con il dolore e la sfortuna? Tosca prega il Signore. Spolleta, uno degli uomini di Scarpia, entra nella stanza e gli dice che Angelotti si è ucciso. Scarpia dichiara che Mario deve essere eseguito a meno che Tosca cede alle sue avances. Se lo fa, Scarpia metterà in scena una finta esecuzione. Tosca fine accetta il piano, a condizione che egli fornirà un passaggio sicuro per i due amanti a fuggire. Scarpia accetta e dà ordini a Spolleta che l’esecuzione sarà un falso, Spolleta scuote. Mentre Scarpia si avvicina a lei per un abbraccio, lei tira fuori un coltello che ha fregato dalla sua tavola e lo pugnala a morte. Dopo aver preso il documento firmato dalle mani senza vita, si pone accanto al suo corpo e pone un crocifisso sul suo petto.

ATTO III: prima dell’alba in Castel Sant’Angelo, Mario ha lasciato detto che ha solo un’ora di vita. Si rifiuta di consigliarsi con un sacerdote e scrive una lettera alla sua amata Tosca. Mario non è in grado di completare la sua lettera a causa di un’ondata di emozioni. Pochi istanti dopo Tosca si precipita a dirgli tutto quello che è successo dopo che è stato portato via dall’appartamento. Mario, felicissimo, canta a Tosca che le sue mani dolci e morbide hanno dovuto uccidere un uomo per la vita sua. Tosca spiega che l’esecuzione sarà un falso, ma deve dare una performance credibile in modo per loro di fuggire liberamente. Mario viene portato via e Tosca viene lasciata in attesa con impazienza. Poiché l’esecuzione viene effettuata con le pistole vere non a salve, Mario cade a terra. Tosca grida, felice che il tutto si è concluso come pattuito. Una volta che ognuno lascia la propria postazione di tiro, lei si precipita da Mario per abbracciarlo, felicissima per la nuova vita davanti a loro. Lei gli dice di fare in fretta in quanto devono fuggire in città prima che il corpo di Scarpia viene scoperto, ma Mario non si muove. Quando si china verso di lui, si rende conto che è morto. Scarpia l’ha tradita dalla tomba. Sono stati usati proiettili veri. Con il cuore spezzato, si getta sul suo corpo e piange. Le grida si sentono in lontananza, e quando il corpo di Scarpia viene scoperto, Spolleta e una legione di funzionari del castello ordina di arrestare Tosca. Ma essa li elude, e con un ultimo grido, si lancia fuori dal castello e precipita verso la morte.

Caratteristiche tecniche della Tosca:

Musica: Giacomo Puccini

Libretto: Giuseppe Giacosa, Luigi Illica

Fonti letterarie: La Tosca di Victorien Sardou

Atti: tre

Epoca di composizione: primavera 1896 – ottobre 1899

Prima rappresentazione il 14 gennaio 1900: Teatro Roma, Teatro Costanzi

Personaggi:

Floria Tosca, celebre cantante: (soprano)

Mario Cavaradossi, pittore: (tenore)

Il Barone Scarpia, capo della polizia: (baritono)

Cesare Angelotti: (basso)

Il Sagrestano: (basso)

Spoletta, agente di polizia: (tenore)

Sciarrone, Gendarme: (basso)

Un carceriere: (basso)

Un pastore: (voce bianca)

Luca Parenti

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