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Udinese, fabbrica di talenti: da Sanchez a Muriel tutti “nati” a Udine

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Giampaolo Pozzo, patron dell'Udinese

Giovani, poco costosi e futuri talenti: la crisi economica ha spinto i club di serie A verso una vera e propria rivoluzione. Basta acquisti faraonici a suon di milioni (o meglio miliardi delle vecchie lire), finita l’era dei grandi patron che per i loro tifosi erano disposti a intaccare il loro patrimonio finanziario. Non c’è più per nessuno, è necessario intraprendere un’altra strada, più rischiosa certo, ma anche più fruttuosa se fatta con convinzione e con intelligenza: a dimostrarlo ci sono i club di Bundesliga, che hanno salvato il modello tedesco con questa nuova strategia, ritrovandosi in pochi anni con due squadre sul tetto d’Europa. E così la serie A è diventata terra di giovani talenti, arrivati sottovoce da sconosciuti e poi ripartiti (ahinoi!) per nuovi campionati da campioni affermati.

CAMPIONI DEL PASSATO

Ad aprire la strada in Italia è stata sicuramente l’Udinese: la squadra di Pozzo non solo ha sempre i conti in attivo e in ordine, ma è stata capace di sfornare una quantità incredibile di grandi talenti, esplosi in Friuli e poi affermatisi in giro per l’Italia e per l’Europa. L’omaggio a un club che è stato pioniere di una filosofia vincente e fruttuosa è quindi doveroso: cercheremo di scovare i migliori talenti che hanno vestito la maglia bianconera per poi diventare dei top, mettendoli insieme in una ipotetica stellare formazione. Guardando al passato saltano agli occhi i nomi di grandi giocatori degli anni 90′ come Balbo, Sensini, Helveg e Bierhoff,Amoroso ed Appiah: talenti arrivati a Udine da semi sconosciuti e ripartiti verso grandi squadre con un un futuro radioso davanti. Restando però negli anni 2000, più freschi e noti anche ai lettori più giovani, si scoprono dei giocatori che tuttora militano (quasi tutti) nei principali campionati mondiali.

ANNI 2000

Benatia, leader della difesa dell'Udinese

Benatia, leader della difesa dell’Udinese

In porta si sono susseguiti giocatori come de De Sanctis (attuale portiere della Roma dei record di Garcia, con due soli gol al passivo) che ha militato nell’Udinese dal 1999 al 2007, per poi trasferirsi in Spagna al Siviglia e Samir Handanovic, scoperto nel 2007 e rivenduto all’Inter nell’estate del 2012 per la cifra di 12 milioni di euro. L’ultimo talento è Brkic, attualmente numero 1 della squadra bianconera ma già sotto osservazione dei principali club europei. In difesa per un’ipotetica coppia di centrali si possono fare i nomi di Zapata, venduto come grande difensore al Villareal nel 2011 per 9 milioni e attualmente al Milan e Benatia, arrivato nel 2005 per 500 mila euro e rivenduto alla Roma l’estate scorsa per 13,5 milioni; sugli esterni due terzini di prima fascia come Isla e Armero, attualmente alla Juventus e al Napoli e venduti ciascuno una cifra superiore ai 10 milioni di euro. Grande centrocampo formato dal trio Pizarro (passato prima alla Roma e ora alla Fiorentina), Inler (Napoli) e Asamoah (Juve) a supporto del tridente Sanchez (pagato 30 milioni dal Barcellona nel 2011), Quagliarella (Juve) e Muriel (tuttora all’Udinese ma futuro gioiello in esposizione nel mercato estivo del 2014).

ALLENATORE

Come se non bastasse la scelta è molto ardua anche per la panchina: da Spalletti a Guidolin, passando dai vari Zaccheroni, De Canio, Roy Hodgson, Ventura, Cosmi, Malesani, Galeone e anche Marino. Quanto talento anche tra gli allenatori!

DREAM TEAM UDINESE (4-3-3): Handanovic; Isla, Zapata, Benatia, Armero; Inler, Pizarro, Asamoah; Sanchez, Muriel, Quagliarella

A disposizione: De Sanctis, Brkic, Felipe, Jankulovski, Pepe, D’Agostino, Dossena, Muntari, Iaquinta, Asamoah Gyan.

Jacopo Gino

SPORTS AGENCY SC24

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