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Champions League

Hulk genio e sregolatezza: segna e sbaglia il rigore, ma il Porto è nei guai

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Hulk e Spalletti
Hulk con la maglia dello Zenit

Hulk con la maglia dello Zenit

Primo tempo del Porto, ripresa dello Zenit: è questo lo scenario racchiuso in pochissime parole della prima sfida di questo mercoledì europeo che ha visto i russi agguantare i portoghesi, dopo un avvio totalmente di marca ospite con Jackson Martinez & Co. a caccia di tre punti d’oro per una classifica che adesso complica la situazione dei lusitani, partiti al massimo con i locali in cerca del primo contropiede utile per colpire.

PRIMO TEMPO – Allo scoccare del 5′ è Danilo a tentare il vantaggio, trovando l’opposizione, in due tempi, di Lodygin. Danny e Shatov non riescono a sostenere l’ex di turno Hulk, imbrigliato dalla retroguardia ospite che trova il vantaggio dopo 20′ di assedio: Danilo trova un cross dalla destra sul quale si avventa, timidamente, Lucho: il suo colpo di testa si insacca lentamente verso la porta mal difesa da Lodygin che non accenna neanche un tuffo per fermare la sfera. Il club di San Pietroburgo reagisce e dopo 6′ si rimette in carreggiata, subito dopo l’addio al campo di Danny (infortunato) per Kherzakov. Criscito avvia un’azione con un lancio dalla sinistra: la difesa del Porto ed Helton si addormentano, Hulk spunta alle spalle con l’inserimento giusto, dribbla il portiere e gonfia la rete con troppa facilità. Fayzulin da una parte e Josuè dall’altra, poi, cercano il nuovo vantaggio senza successo.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre ancora con ritmi altissimi, che vedono però prevalere i padroni di casa in termini di opportunità da rete. Prima è Shatov a fare la barba al palo, poi è Kherzakov a lavorare un pallone sulla sinistra che termina sul braccio di Otamendi: per il direttore di gara è calcio di rigore e l’occasione per ribaltare completamente il punteggio. Sul dischetto si presenta il solito Hulk, ipnotizzato però dall’ex compagno di squadra Helton, che riscatta l’errore del primo tempo, e salva il punteggio. Al 69’ si rivede Jackson Martinez: la conclusione, da grande centravanti, trova un pronto Lodygin che riesce ad indirizzare la palla in corner con qualche brivido. La gara trova cambiamenti di scena da una parte all’altra e tocca poi al nuovo entrato Arshavin impensierire Helton, che blocca l’ex-Arsenal con un’altra vitale parata. Il finale è ricco di capovolgimenti, senza però vere opportunità, fatta eccezione per l’ultimo timbro di Varela che muore sul fondo e chiude così ogni velleità di vittoria per la compagine ospite, ora sempre più in difficoltà nella graduatoria del girone di Champions. Ottimo pareggio per lo Zenit di Spalletti che, invece, ha avuto la possibilità di portare a casa l’intera posta in palio grazie al rigore, poi fallito da Hulk.

Marco Fornaro

SPORTS AGENCY SC24

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