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Champions League

Barça-Milan, la notte del coraggio e della verità

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Galliani e Allegri

Ancora poche ore e sul manto erboso del tempio catalano del calcio, il Camp Nou, si affronteranno due tra le più titolate squadre d’Europa, che assieme possono vantare un totale di 11 Champions League. Diametralmente opposte però sono le condizioni delle due formazioni: gli spagnoli, primi (neanche a dirlo) del girone H di Champions e primi in Campionato, anche grazie alle ultime tre vittorie di fila contro Real Madrid, Celta Vigo e nella stracittadina contro l’Espanyol, possono vantare un ottimo stato di forma, unito al doppio vantaggio di poter schierare due stelle come Neymar e Messi supportate dagli oltre 90 000 del Camp Nou. I rossoneri invece vengono da un cammino disastroso in Serie A, solo 12 punti nelle prime 11 giornate (1 punto nelle ultime 3 partite in Campionato), costretti stasera ad evitare la sconfitta per non subire il possibile sorpasso del Celtic nel girone di Champions, a soli 2 punti dal Diavolo.

Prima regola? Non prenderle: non è un consiglio, è il diktat che il tecnico livornese ha imposto alla propria squadra. Già perché se in tre anni Barcellona e Milan si sono affrontate ben otto volte, con risultati quasi sempre deludenti, allora tanto vale essere realisti e pensare ad un pareggio che saprebbe comunque d’impresa contro i funamboli Azulgrana. Allora sotto con il 4-4-1-1, con una diga in mezzo al campo, pronta a fare densità e a guastare il tiki-taka di marca catalana. Davanti agirà solo Balotelli, supportato da Kakà, il quale dovrà sdoppiarsi, agendo sia in fase offensiva, trasformando la formazione in un 4-4-2, che in fase difensiva creando un abbottonatissimo 4-5-1. Novità di rilievo sono il ritorno di Abbiati tra i pali e la scelta di Poli al posto di Robinho. Allegri vuole una squadra attenta, pronta a sfruttare le ripartenze, ma che abbia anche il coraggio di giocare la palla e fare meglio dell’andata.
Di parere opposto è l’allenatore del Barça Martino, che schiera il tridente delle meraviglie, con Sanchez, Messi e Neymar, pronti ad attaccare gli spazi con la loro velocità e la loro tecnica purissima. Martino non si fida del Milan, porgendogli in conferenza stampa il massimo rispetto, temendo l’orgoglio ferito che solo le grandi squadre sanno trasformare in rabbia agonistica.

Tribuna  bollente: nei bagagli da imbarcare il Milan non porta con se solo scarpini e attrezzature sportive, ma anche l’angoscia societaria che attanaglia i rossoneri in questi giorni, con Barbara Berlusconi pronta a rifondare la squadra sulle ceneri di Allegri e Galliani. Stasera la giovane imprenditrice siederà accanto all’a.d. Galliani in tribuna, ma ciò non è da intendersi come un segnale distensivo, la rivoluzione di Barbara infatti è già in atto: spostata già la sede societaria da via Turati alla zona Portello (più vicina a San Siro), la figlia del boss ha già preso contatti con Paolo Maldini, che potrebbe ricoprire la carica di direttore sportivo, sostituendo Braida. Se stasera con il Barcellona e domenica con il Chievo non arriveranno segnali positivi, il processo di avvicendamento tra Galliani e Barbara potrebbe essere accelerato da papà Silvio, il quale incontrerà le parti settimana prossima  per decidere i destini societari dell’azienda.
Stasera dunque, dalle ore 20:45 iniziano due partite, una lunga 90 minuti, giocata sul campo, e una lunga oltre 130 ore per la successione dinastica del Diavolo.

Carlo Andrea Mercuri

SPORTS AGENCY SC24

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