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Milan, la bomba: Trapattoni lupo di mare, traghettatore di Prandelli

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MangiaNon abbiamo aggiunto appositamente l’aggettivo “vecchio“, perché quando si parla del Trap e dei suoi 73 anni bisogna sempre ricordarsi che, se per chiunque quella rappresenti l’età in cui mettere ciabatte e pigiama, per lui no: è sempre tempo di nuove avventure, di rimettersi in gioco ed insegnare ancora. Un’esperienza di oltre mezzo secolo sui campi da calcio, una longevità con pochi precedenti nella storia di questo sport: capace di meravigliare il mondo anche alla soglia dei 70 anni con una Nazionale mediocre come l’Irlanda. Mediocre, da rilanciare: come questo Milan.

TRAP O MANGIA, 40 ANNI DI DIFFERENZA ED UN SOGNO COMUNE – Una qualificazione ai Mondiali in Sudafrica nel 2010 scippata all’ultimo minuto dalla mano beffarda di Henry, ed una partecipazione ad Euro 2012 che mancava da tempo immemore. Questo il bilancio straordinario di Trapattoni alla guida dell’Irlanda, a 70 anni suonati: cosa può dare al Milan? Tanto, due cose soprattutto che mancano terribilmente a questa squadra allo sbando. Personalità: i giocatori sono anarchici, uno soprattutto, vagano per il campo fra confusione tattica e cali di concentrazione paurosi. Allegri è evidente come non abbia più la squadra in pugno, lecito quando i giocatori sanno che non sarà più la loro guida dal prossimo giugno. Esperienza: nel gestire situazioni al limite, il Trap ne ha passate lui solo sa quante in 50 anni di carriera. Il catenacciaro per eccellenza potrebbe diventare la più grande fortuna di questo Milan, alla disperata ricerca di un ordine tattico e difensivo. A tutto questo, si aggiungono carisma, classe, reputazione e disponibilità immediata ed a breve termine: nessun progetto, zero pretese. Trapattoni guiderebbe il Milan in un porto sicuro e dignitoso sino alla fine della stagione, quando poi Berlusconi e Galliani sfoglieranno la margherita fino ad arrivare alla scelta più ovvia ed annunciata: Cesare Prandelli.

Devis Mangia è l’altro candidato, ma forse la scelta meno logica: affidare nelle mani di un “esordiente” la panchina del club più titolato al mondo, in uno dei momenti storici più difficili per i rossoneri, sarebbe quanto meno azzardato. Pur di allenare il Milan, del suo idolo Sacchi, accetterebbe anche un contratto fino a giugno, ma è un allenatore che per quel poco che abbiamo potuto notare, privilegia la fase offensiva ed un gioco aggressivo. Difesa alta, a zona, pressing asfissiante e tanti uomini d’attacco: insomma, tutto il contrario di quanto necessiti il Milan odierno. Per gli stessi motivi, inesperienza e giovane età, non sono consigliabili le opzioni Seedorf ed Inzaghi, per quanto penda a loro favore la conoscenza dello spogliatoio e l’immenso carisma.

Ad oggi, sono due le opzioni plausibili: la permanenza di Allegri o l’arrivo di un uomo di grande esperienza a servizio fino a giugno di una squadra allo sbando, Giovanni Trapattoni.

Orazio Rotunno

SPORTS AGENCY SC24

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