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Cinema

Royal Opera House: al cinema dal 4 novembre

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I Vespri Siciliani di Giuseppe Verdi
Giuseppe Verdi: i suoi "vespri siciliani" rivivranno al cinema

Giuseppe Verdi: i suoi “vespri siciliani” rivivranno al cinema

La Royal Opera House presenta per la prima volta la grande opera di Verdi, I Vespri Siciliani, in una nuova importante produzione.

LA TRAMA: Atto I: Mentre i soldati francesi invasori festeggiano in una piazza di Palermo, Elena, duchessa e sorella del duca Federigo d’Austria, dichiara espressamente il desiderio di vendicar il fratello. I soldati francesi la invitano a cantare. Elena canta un’aria che incita alla rivolta i siciliani. Scoppia una sommossa, ma l’arrivo del governatore Monforte atterrisce i siciliani. Subito dopo arriva Arrigo, che, non riconoscendo Monforte, esprime il suo odio per il governatore nonostante questo abbia dato ordine di liberarlo. Monforte si svela, e offre ad Arrigo di diventare ufficiale dell’esercito francese. Arrigo rifiuta inorridito, e sprezza il consiglio del governatore di star lontano da Elena.

Atto II: Giovanni da Procida, patriota siciliano, è appena sbarcato (O tu, Palermo, saluto del patriota alla Sicilia). Viene raggiunto dai suoi fedeli soci, tra i quali Elena ed Arrigo, che discutono con Procida sul modo con cui indurre i Siciliani alla rivolta. Arrigo rivela il proprio amore ad Elena, che dice di ricambiarlo, ma deve pensare prima a vendicare il fratello, non all’amore. Appaiono i soldati di Monforte che prelevano Arrigo e lo portano dal governatore. Intanto, i soldati francesi hanno rapito le dodici future spose di alcuni palermitani durante le nozze. Istigati da Elena e Procida, i siciliani si stanno ribellando, ma da lontano echeggiano le risa dei nobili francesi che s’avviano alla festa a casa di Monforte per la sera. I siciliani, arrabbiati più che mai, giurano vendetta.

Atto III: Nel palazzo, Monforte rilegge una lettera inviatagli da una donna siciliana, che, costretta a diventare sua amante, lo informa di essere il padre di Arrigo. Convocatolo, il governatore dice al giovane di essere suo padre. Durante la festa, viene fatto un ballo (Ballo delle stagioni). Arrigo si imbatte in Elena e Procida, che gli confidano che Monforte verrà ucciso seduta stante. Arrigo, mentre Elena si avventa sul governatore, gli fa scudo col proprio corpo. I cospiratori rimangono attoniti per il tradimento di Arrigo. Elena e Procida vengono rinchiusi in prigione.

Atto IV: Arrigo, vicino alle prigioni, convocata Elena, le rivela il motivo del suo gesto. La donna cambia atteggiamento, e lo perdona, confessandogli il suo amore (Arrigo, tu parli ad un core). Anche Procida, comprendendo ciò, lo perdona. Subito entra Monforte, che ordina l’esecuzione dei cospiratori. Elena e Procida danno l’addio alla patria. Un coro di monaci intona il De profundis. Arrigo supplica Monforte di non ucciderli. Monforte lo farà solo se lo chiamerà “padre”. Alla fine, proprio prima che il boia uccida i cospiratori, Arrigo si arrende e lo chiama col fatidico nome. Monforte grazia tutti e ordina il matrimonio tra Elena e il figlio, i vespri dello stesso giorno.

Atto V: Elena riceve le amiche nel giardino (Mercé dilette amiche, bolero), felice del futuro matrimonio e si incontra con l’amato Arrigo. Procida gli si fa vicino e le dice che ci sarà una sommossa al suon delle campane. Elena si ribella, ma Procida l’accusa di star dalla parte del governatore. Arrigo, confuso, tenta di convincere Elena a sposarlo, ma lei è dubbiosa. Entra Monforte, e unisce i due giovani nel sacro vincolo del matrimonio. Risuonano le campane dei vespri, ed Elena, inorridita, tenta di avvertire Monforte, ma i siciliani, guidati da Procida, irrompono nel giardino e lo uccidono.

I Vespri Siciliani debuttarono all’Opéra di Parigi il 13 giugno 1855, e  il 26 dicembre 1855 al Teatro Regio di Parma, con il titolo censurato Giovanna de Guzman; questa censura  annullò l’effetto patriottico dell’opera: nella prima rappresentazione italiana l’opera fu ribattezzata per l’appunto Giovanna di Guzman, e l’azione spostata in Portogallo, su libretto di Ettore Caimi; al Teatro San Carlo, l’opera fu rappresentata con il titolo di Batilde di Turenna.

Personaggi de i Vespri Siciliani:

Guy de Montfort, governatore di Sicilia (baritono)

Il signore di Béthune, ufficiale francese(basso)

Il conte di Vaudemont, ufficiale francese (basso)

Henri, giovane siciliano (tenore)

Jean Procida, medico siciliano (basso)

Hélène, duchessa sorella del duca Federigo d’Austria (soprano)

Ninetta, sua cameriera (contralto)

Danieli, siciliano (tenore)

Thibault, soldato francese (tenore)

Robert, soldato francese (baritono)

Mainfroid, siciliano (tenore)

Siciliani e siciliane, soldati francesi (coro)

Titolo originale: Les vêpres siciliennes

Lingua originale: francese

Genere: Grand Opéra

Musica: Giuseppe Verdi

Libretto: Eugène Scribe e Charles Duveyrier

Fonti letterarie: Vespri Siciliani

Atti: cinque

Epoca di composizione: inverno 1852-1855

Prima rappresentazione: 13 giugno 1855

Teatro: Opéra, Parigi

Tutto il libretto contenente il copione dei vari atti e scene lo potete trovare su:

http://www.giuseppeverdi.it/page.asp?IDCategoria=2170&IDSezione=13890&ID=256709

Luca Parenti

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