Filippo Di Cristina
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Intervista Esclusiva a Giuseppe D’Agostino, nota voce del Palermo Calcio

Il giornalista e radiocronista siciliano risponde ad alcune domande sul calcio nazionale e siciliano

Intervista Esclusiva a Giuseppe D’Agostino, nota voce del Palermo Calcio
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Giuseppe D'Agostino, giornalista e voce del Palermo calcio

Giuseppe D’Agostino, giornalista e voce del Palermo calcio

Giuseppe D’Agostino, noto giornalista siciliano e voce ufficiale del Palermo Calcio, risponde con simpatia e disponibilità ad alcune domande della nostra redazione

1) Cosa ne pensa dell’attuale Palermo? Iachini sembra essere la scelta giusta ma basterà per far volare l’aquila rosanero in serie A?

 E’ una squadra che, a dispetto dell’opinione di molti tifosi, ha una rosa competitiva in ogni reparto. Giocatori come Sorrentino, Munoz, Verre, Barreto e Belotti sono un lusso per la categoria, e se dovessero finalmente cominciare ad ingranare anche Dybala e soprattutto Hernandez, i rosa sarebbero una squadra difficilmente contenibile. Le difficoltà che il Palermo sta avendo sono dovute principalmente a due ragioni: la difficoltà di alcuni giocatori a calarsi nella mentalità della cadetteria, e la scelta iniziale di Gattuso, un allenatore non ancora pronto per reggere la pressione di una piazza come Palermo. Iachini è sicuramente la scelta migliore che Zamparini potesse fare, e il fatto che la squadra stia acquistando costanza di rendimento e di risultati ne è la dimostrazione. Le critiche sul gioco poco brillante della squadra le trovo totalmente inopportune: sia perchè Iachini deve ancora trovare i giusti equilibri e capire come utilizzare tutti i giocatori, sia perchè in serie B il bel  gioco conta pochissimo. Essere cinici e sparagnini nella serie cadetta è spesso una necessità, visto che la maggior parte delle squadre gioca solo con il vecchio e benedetto “catenaccio e contropiede”. A gennaio saranno comunque necessari dei rinforzi in difesa e a centrocampo.

Qual’è la sua opinione in merito alle ultime vicende legate al mondo degli ultras, cosa possono fare le società a riguardo?

 Un paio di settimane fa ho visto uno striscione che recitava “Lo stadio non è  un teatro, lo sfottò non è un reato”. Il concetto è chiaro: i cori di scherno e gli insulti tra tifoserie sono deprecabili ma sono sempre esistiti, e se non sfociano in violenza fanno un po’ parte del gioco delle rivalità. La condanna della cosiddetta “discriminazione territoriale” è assolutamente giusta dal punto di vista etico e morale, ma di fatto impraticabile in un luogo come lo stadio. Occorrerebbe un’educazione diversa a monte, inculcando sin da piccoli il rispetto delle regole e degli avversari, e la lealtà e la correttezza sportiva. Quando si è adulti e si vede lo stadio come un posto per sfogare le proprie frustrazioni o il proprio odio, si può fare ben poco. Certo è che chiudere le curve non serve a niente, perchè il calcio si impoverisce e il problema tanto rimane uguale a prima. Si cerchi di fare prevenzione a livello giovanile, e forse in futuro avremo meno cori razzisti e più tifo sereno. Non so cosa possano fare le società perchè non ho mai fatto il dirigente, e non è mio costume esprimere giudizi su cose che ignoro. Il mio è un parere da giornalista e da tifoso.

3)     Come si diventa la voce ufficiale di una squadra?

 Con tanta passione e molti sacrifici. E con un pizzico di fortuna. Il resto lo fanno la professionalità e soprattutto la credibilità. Che deve essere la dote principale di un cronista, assieme al rispetto per chi legge o ascolta.

 4)     Qual’è il momento più bello che ricorda della storia del Palermo? e quello più Brutto?

I momenti più brutti, almeno da me vissuti, sono sicuramente la radiazione del Palermo nel 1986 e la retrocessione in C2 nel 1998 contro la Battipagliese. Momenti che sono vivi nella memoria degli ultraquarantenni e che purtroppo molti tifosi “moderni” sconoscono o dimenticano. Altrimenti si lamenterebbero meno e farebbero meno gli schizzinosi. I momenti più belli sono ovviamente la promozione in serie A nel 2004, la prima qualificazione in Coppa Uefa e la finale di Coppa Italia di Roma.

5)  Cosa pensa del calcio in Sicilia?

 Viviamo da anni momenti felici, grazie al Palermo e al Catania. Il Trapani sta facendo molto bene, e si spera che anche il Messina possa quanto prima tornare nel calcio che conta. A livello giovanile ci sono diversi giocatori interessanti, che speriamo possano trovare spazi importanti per affermarsi. Il nostro calcio nazionale, che vive un momento interlocutorio, ne avrebbe davvero bisogno.

Si ringrazia Giuseppe D’Agostino per la cortese disponibilità

Filippo Di Cristina

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