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Decadenza Berlusconi: scelto il voto palese

La Giunta per il Regolamento del Senato vota a favore con 7 sì a fronte di 6 no. Il Pdl parla di "colpo di mano" del Pd

Decadenza Berlusconi: scelto il voto palese
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ROMA – Prosegue animatamente nella Giunta per il Regolamento in Senato la discussione circa la decadenza e l’interdizione dai pubblici uffici di Silvio Berlusconi. Aggiornata la seduta a causa delle forti tensioni bipolari, la decisione riguardante la modalità di voto -palese o segreto- è slittata fino a questa mattina. “Casus belli” è la ormai controversa sentenza della Corte d’Appello di Milano. Il mancato giudizio di incostituzionalità della c.d. “Legge Severino” mette in chiaro, secondo l’ex ministro Nitto Palma, che la decadenza sia una sanzione amministrativa e in quanto tale debba essere considerata come naturalmente “irretroattiva”.

GOLPE IN SENATO –   I Democratici, sostiene il Popolo Delle Libertà, stanno cercando con «un colpo di mano di cambiare a maggioranza il regolamento del Senato che stabilisce come il voto debba essere segreto». Accuse analoghe e complementari vengono indirizzate dal capogruppo PDL in Senato, Renato Schifani, al Presidente Grasso il quale ha respinto la richiesta da parte del capogruppo di sospendere i lavori d’aula proprio al fine di evitare il “colpo di mano” tentato dal polo opposto.

VOTO PALESE – Viene infine registrata in Giunta una maggioranza di 7 componenti contro 6 a favore dell’espressione di voto palese, scelta fortemente influenzata dalla maggioranza di  PD e Scelta Civica. Nonostante il dado sia tratto manca ancora la calendarizzazione del voto in aula, voto che potrebbe essere rinviato ad oltranza. Una volta scelta la natura della votazione, dichiara Grasso, ” verrà convocata una nuova conferenza dei capigruppo per stabilire la data che non sarà necessariamente dopo la legge di stabilità.

Valerio Bucceri 

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