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Football

Inter, quanto amore sei: da Ronaldo a Moratti, un legame infinito

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Ronaldo, vincitore del Pallone d'Oro nel 1997 e 2002

Moratti ultimatum a StramaccioniL’addio tra Ronaldo e Moratti è stato burrascoso, il tradimento per eccellenza secondo i tifosi neroazzurri. Ma un fondo di affetto non puo’ che essere rimasto, come fra due fidanzati che si sono amati profondamente nel periodo passato insieme, fra gioie e dolori, esperienze intense di vita e professionali. Uno ha rappresentato la svolta per il proprio club, un lancio di immagine improvviso e decisivo nei primi anni di Presidenza, l’altro è stato come un padre nei momenti drammatici, del doppio infortunio e della lunga riabilitazione. Poi la guarigione, il Mondiale e la fuga. Amici mai…più?

RONALDO, QUELLO VERO, CHIEDE AFFETTO: VERO? – Il Fenomeno è in Italia per pubblicizzare lo sponsor di cui è testimonial, ed è sempre una grande occasione per i media intervistare il più grande calciatore della storia, dopo Maradona e Pelè: una carriera troppo breve, ma terribilmente intensa. Di emozioni, vittorie e sconfitte: la più grande, forse, aver perso l’amore infinito dei tifosi neroazzurri, secondo forse solo a quello che legò Diego ai napoletani. “Il rapporto con Moratti è stato freddo, da quando me ne sono andato. Vorrei riavvicinarmi, per me l’Inter è sempre qualcosa di speciale“. Un tradimento che dieci anni dopo fa ancora male, soprattutto dopo un Mondiale vinto, rimesso in piedi dalle cure di 2 anni alla Pinetina, fra fisioterapie e gesti d’amore dei tifosi interisti che mai lo hanno lasciato solo. Inevitabile un suo commento sull’Inter di Thohir, ma soprattutto sull’idea di un Inter senza più Moratti a capo: “Mi auguro che questa nuova Inter sia la stessa che tutti vogliamo vedere: forte e che fa appassionare la gente. La passione di Moratti è e rappresenterà sempre questa squadra, ma in affari bisogna pensare con un’altra testa. Lui ha speso tantissimo ed è giusto che si riprenda qualcosa“. Compreso l’affetto che vi lega, un giorno.

PRESIDENTE O NON PRESIDENTE, QUESTO E’IL DILEMMA – Sono giorni intensi, di pensieri e decisioni da prendere. Oggi è il Cda-day, non ci saranno novità sostanziali riguardo il futuro dell’Inter ma sarà ripianato il bilancio della stagione uscente. Nell’assemblea straordinaria in programma a metà novembre, quando Thohir sbarcherà in Italia, si conoscerà qualcosa di più delle intenzioni di Moratti. I nuovi soci chiedono a gran voce il mantenimento della carica, seppur con poteri ridimensionati, ovviamente. “Essendo abituato ad avere un certo ruolo è difficile assumerne un altro. Non credo di avere il diritto di dire che continuerò sempre io perché l’Inter ha una sua bellissima storia e deve continuare ad averla con chi avrà la buona volontà di prendersi la proprietà“. Come al solito elegante, responsabile e pacato nelle sue dichiarazioni, è consapevole al tempo stesso dell’importanza che avrebbe una figura di continuità col passato in questo passaggio di consegne. Soprattutto considerando la non conoscenza profonda del mondo-Inter di chi arriva e più in generale del calcio. “I nuovi soci non hanno vissuto cinquant’anni di storia dell’Inter ma quando si fa il presidente si fa in fretta a diventare tifosi, vista la sofferenza. La loro possibile difficoltà è quella di essere lontani ma proprio per questo hanno una certa prudenza“.

Prudenza ed intelligenza: due aspetti che hanno colpito e convinto il Massimo dirigente a spartire il proprio gioiello. Di cui, siamo pronti a scommettere, rimarrà proprietario anche in futuro.

Orazio Rotunno

 

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