Filippo Di Cristina
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Cesena, meno tiri, più vittorie: si vince anche così

Romagnoli freddi e pragmatici: sei vittorie arrivate calciando meno degli altri

Cesena, meno tiri, più vittorie: si vince anche così
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Pierpaolo Bisoli, allenatore del Cesena

Pierpaolo Bisoli, allenatore del Cesena

In alto, ma ancora per quanto? È quello che si chiede la tifoseria del Cesena, spettatrice di un avvio strano che, nonostante un gioco non così entusiasmante, ha proiettato la squadra di Bisoli in terza posizione, grazie al successo interno inflitto al Bari per 2-1. La mentalità è solida: i romagnoli non realizzano un calcio esageratamente bello da vedere, tutt’altro. Eppure si è creata una base pragmatica che consente di produrre i punti, anche creando di meno.

LE STATISTICHE – In sintesi, è il vero segreto di una squadra, quella bianconera, che registra una delle statistiche più curiose dell’intero torneo: su sei partite vinte, ha sempre calciato di meno verso la porta dell’avversario, pur riuscendo però ad agguantare i tre punti al termine dei 90’. Segno di una riduzione dello spettacolo ed un aumento di lucidità e concretezza nelle poche occasioni costruite. Lampante l’esempio dell’ultimo turno che ha visto Succi & Co. superare il Bari grazie a sole tre conclusioni verso la porta di Guarna, due delle quali si sono insaccate alle spalle del numero uno pugliese. Il club di Alberti, invece, aveva avuto l’opportunità di segnare in ben dieci occasioni, riuscendo a sfondare solo una volta e, nonostante la differenza abissale di tiri, raccogliere un pugno di mosche dal Manuzzi, dove il Cesena ha raccolto undici dei venti punti totali. Stessa sorte aveva avuto la Juve Stabia sei giorni prima: alle vespe non erano bastate dodici opportunità (contro le otto ospiti), tra cui un rigore fallito, per segnare almeno una rete a una difesa dura a morire sin dall’inizio del campionato, dove i romagnoli solo in un’occasione hanno subìto più di una rete nello stesso incontro, dimostrando a tutti la difficoltà nel riuscire a perforare una retroguardia ben strutturata e collaudata nei suoi meccanismi. Ma il Cesena dispone di una freddezza sotto porta unica, che si era già verificata a Trapani dove arrivarono tre punti grazie all’unico tiro nello specchio della porta (saranno quattro quelli totali) contro i tredici dei siciliani, incapaci ancora una volta di oltrepassare la muraglia issata da una squadra ancor più letale quando conclude poco. Sembra un paradosso, ma il calcio è bello anche e soprattutto per questo. E perché anche il 4-1 al Carpi, che di per sé sembra il risultato di una partita senza storia, ha visto gli ospiti arrivare più volte al tiro (9-13 il bottino finale) nonostante il poker eccessivamente pesante. Quasi impossibile da raccontare la vittoria al secondo turno in quel di Crotone, dove i pitagorici ci hanno provato senza successo per sedici volte, a fronte delle sei cesenati, che avevano dato un segnale sin dalla prima giornata con l’1-0 rifilato al Varese che aveva calciato sempre tre volte in più.
 Il calcio non è una materia esatta, lo ha sempre dimostrato. E il Cesena, nel campionato cadetto, è uno degli esempi migliori da poter offrire, lanciando un avviso ai naviganti molto importante nel quale ci personifichiamo: “Vietato lasciare anche un minimo spazio, potrebbe essere fatale. E se avete calciato troppo spesso verso la nostra porta, è l’ora di iniziare a preoccuparsi.”
Marco Fornaro
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