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Champions League

Pagelle Real Madrid-Juventus 2-1: Ronaldo surreale, Llorente profeta in patria

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Llorente per l'1-0 della Juve in Livorno-Juventus

 

Cristiano Ronaldo ancora decisivo

Cristiano Ronaldo ancora decisivo

REAL MADRID

CASILLAS 6,5 – Partendo dal presupposto che per uno come Iker Casillas, uno dei portieri più forti del mondo, giocare ogni quindici giorni è pressoché ridicolo, anche questa sera il capitano delle merengues e della Spagna fa vedere di che pasta è fatto. Sempre sicuro sulle uscite, dà sicurezza ai suoi compagni. Dopo pochi minuti scalda i guanti mettendo in corner una bella conclusione di Marchisio. Sul goal di Llorente non ha eccessive colpe, respingendo come poteva il colpo di testa di Pogba.

ARBELOA 6 – Con l’ingresso del terzino spagnolo, Ancelotti rinuncia a Raphael Varane (non ancora in grandissime condizioni) spostando Sergio Ramos centrale. L’ex Liverpool garantisce la copertura adeguata pur con qualche sbavatura.

S.RAMOS, PEPE 7 – Quasi impeccabile la prova dei due centrali blancos, che spesso salgono fino a centrocampo per arrestare le manovre avversarie. Degno di nota un recupero palla di Sergio Ramos negli ultimi minuti su Giovinco. La difesa non è senz’altro un reparto che mette in difficoltà Ancelotti.

MARCELO 5 – Forse una delle note negative di questo Real. Difficile valutare la sua prestazione, specie nel secondo tempo, quando gli spagnoli, a detta anche di Ancelotti, hanno abbassato il ritmo e hanno gestito la partita. In quelle poche sortite offensive il brasiliano non risulta mai pungente come in altre gare. Si può fare (molto) di più.

ILLARRAMENDI 6- – Quando si danno giudizi su questi giocatori è sempre difficile non pensare a quanto sia stato pagato il loro cartellino. Il basco non sembra valere tutti i soldi spesi in estate, ma garantisce comunque copertura e ordine sulla mediana con Khedira.

KHEDIRA 6 – Solita partita di alti e bassi: quando si tratta di recuperare i palloni e dare fastidio è sempre in pole position; non sempre sicuro però in impostazione. A differenza di altre partite si è anche spinto in avanti alcune volte, riuscendo anche a concludere a tu per tu con Buffon pur sprecando con un quasi impossibile cucchiaio.

MODRIC 7 – La cerniera tra il roccioso centrocampo e la straordinaria classe degli attaccanti è interpretata al massimo da Luka Modric. E’ il playmaker a tutto campo di questo Real Madrid. Ieri forse è mancata un po’ di precisione in fase realizzativa, e con il passare della partita la stanchezza si è fatta sentire. E’ uno dei tasselli imprescindibili di questa squadra.

ISCO 5,5 – Solo 20 minuti per l’ex Málaga che non riesce a entrare in partita.

BALE 4,5 – Ribadendo che il Real nella seconda frazione di gioco, specie dopo la situazione di superiorità numerica, si è limitato a controllare la partita gestendo il risultato, la prestazione del gallese è comunque molto insufficiente. Tocca pochissimi palloni e non garantisce la solita esplosività. Condizione fisica molto in ritardo, deve lavorare molto per rientrare al top. E per non far venire un colpo a Florentino Pérez, dopo tutti i soldi spesi per lui.

C. RONALDO 7,5 – Potremmo riassumere la sua partita così: 3 tiri, 2 goal. Il portoghese è un giocatore sempre decisivo, che non ha bisogno di dominare tutta la partita per risolverla. Le poche occasioni che ha le capitalizza, e nonostante Tévez abbia suggerito a Buffon l’angolo in cui buttarsi per parare il rigore, CR7 lo insacca comunque. Inutile continuare a commentare, per lui parlano i numeri. 7 goal in tre partite di Champions League.

DI MARÍA 7 – Il suo assist per il primo goal di Ronaldo vale il prezzo del biglietto. Le sue giocate, sempre illuminanti, continuano a fare la differenza. L’argentino, uno dei calciatori forse più sottovalutati, o quantomeno non apprezzati per la loro tecnica, è un altro di quei giocatori che Ancelotti fa fatica a togliere dal campo.

BENZEMA 5,5 – Partita complessa per il francese che è sembrato un po’ un corpo estraneo in questa squadra. Non si annovera praticamente nessuna sua conclusione verso la porta. Ha più che altro scambiato con i compagni, svariando sul fronte offensivo. Il ballottaggio con il compagno Morata comincia a essere pericoloso.

MORATA 6,5 – Solo 12 minuti per lui, ma è giusto dargli un’ampia sufficienza. Tocca molti palloni (sicuramente più di Bale, pur giocando la metà del tempo) e si dà da fare in tutti i lati del campo.

JUVENTUS

BUFFON 6 – Nessuna colpa sui gol, tanta sicurezza data al reparto quanto a comunicazione e gestione dei palloni vaganti. Non c’è la controprova perchè gli arriva soltanto un tiro in porta, ma la scoppola con la Fiorentina potrebbe essergli servita.

OGBONNA 5,5 – Schierato in un ruolo non suo, parte in maniera molto timida ed è impacciato nei movimenti. Poi si riprende, ma la sua prova nel complesso è insufficiente.

CHIELLINI 5 – Il disastro, volente o nolente, lo combina lui. Butta giù Ramos in area: in Italia non li danno, ma il rigore è nettissimo. Poi butta giù anche Ronaldo in una zona “rischiosa”: sarebbe punizione ed ammonizione, ma l’arbitro si inventa un capolavoro e lo espelle. Sull’ingiusta cacciata non ha particolari colpe, ma rimane il fatto che con un po’ più d’attenzione da parte sua la Juve sarebbe potuta uscire vincente dal Bernabeu, o quantomeno imbattuta.

BARZAGLI 6  – Non è in forma e si vede. Poca esplosività nelle gambe e grande fatica in alcuni recuperi, se la cava con la tecnica e col mestiere.

BONUCCI 6 – Entra per ricostruire la difesa dopo l’espulsione di Chiellini, si limita all’ordinaria amministrazione perchè il Real non affonda quasi mai.

CACERES 7 (IL MIGLIORE) – Gran bella sorpresa. Riesumato dopo il lungo infortunio, appare subito tonico e molto a suo agio nel 4-3-1-2 da esterno basso. Continuo saliscendi senza mai perdere concentrazione, appoggio costante per attaccanti e centrocampisti, impeccabile dietro. Talmente positivo che Conte potrebbe rivedere le gerarchie difensive dopo questa prestazione superba.

POGBA 6 – Parte e sembra voglia spaccare il mondo, ma non lo spacca. Solita personalità, ma è troppo piacione e compiacente, come spesso gli capita ultimamente. Si batte come un leone nel secondo tempo.

MARCHISIO 5 – Irriconoscibile. Le sue prestazioni da un po’ di tempo a questa parte sono troppo sotto gli standard a cui aveva abituato. Un’involuzione preoccupante, per la quale non si riesce a trovare spiegazione. Pronti-via e sfodera un gran tiro da fuori su cui Casillas si supera: c’è l’illusione di aver ritrovato il vero Marchisio nella notte più importante. Ma si tratta soltanto di un flashback.

PIRLO 5,5 – Solita classe, anche un paio di belle invenzioni, Ma si divora un gol già fatto e cala alla distanza. Il Bernabeu gli tributa un’ovazione al momento della sostituzione, con anche semi-standing ovation. Da queste parti i campioni sono sempre i benvenuti.

VIDAL 6,5 – Quanto corre e quanto “rompe”. Gli avversari se lo trovano sempre addosso, i contrasti sono tutti suoi. Esce Pirlo e si trasforma anche in playmaker. Tuttofare sempre all’altezza dei grandi eventi.

ASAMOAH 6,5 – Entra ed è subito dirompente, con corsa, personalità e qualche buon dribbling. Prova positiva.

TEVEZ 6,5 – Non lo sposti nemmeno con le cannonate. Quando prende palla non gliela puoi togliere, perchè fa quel movimento col corpo che non ti permette di arrivargli addosso, quasi a dire “E’ mia, non ci provare che tanto è tempo perso”. Quando sale in cattedra anche in zona gol fa paura: bellissimi alcuni spunti, uno in particolare meriterebbe maggior gloria ma dopo due dribbling il tiro si perde alto sopra la traversa. A tratti è travolgente, e cresce partita dopo partita.

GIOVINCO 6,5 – Conte lo butta nella mischia con la Juve in dieci, e lui stupisce per piglio e personalità. Slalom giganti con tanto di difensori “bevuti”, costruisce e finalizza un paio di occasioni pericolose, si prende due punizioni dal limite. Il suo talento non è mai stato in discussione, adesso sta tirando fuori anche il carattere. Che stia finalmente arrivando la svolta da tanti auspicata?

LLORENTE 6,5 – Torna nella sua amata España, e l’aria di casa sembra fargli bene. Titolare a sorpresa, non delude le aspettative. Grande partecipazione, sponde sempre puntuali ed il gol che porta la Juve sull’1-1. Da finalizzatore puro, da animale d’area di rigore. Un bomber di questo tipo la Juve non ce l’aveva dai tempi di Trezeguet: va coltivato, perchè potrebbe essere soltanto l’inizio. Può dare grandi soddisfazioni.

All, CONTE 6,5 – Eccolo, finalmente. Il vero Conte, che urla, sbraita e dà indicazioni continue, che sussulta e ci crede fino all’ultimo. Ma soprattutto, che pensa continuamente, cambia se c’è da cambiare, sta sempre sul pezzo e sfrutta tutta la sua innegabile intelligenza. La Juve si presenta a Madrid senza il trito e ritrito 3-5-2, ma con un molto più dinamico ed interessante 4-3-1-2. Gioca per vie centrali, si, ma paradossalmente è più pericolosa anche sugli esterni perchè i giocatori sono sempre in movimento. Un po’ come succedeva il primo anno. Può essere questa la chiave per tornare a vincere. Aggiornarsi è sempre fondamentale ed il Bell’Antonio lo sa. Esce da Madrid sconfitto, ma a testa altissima. Senza quell’espulsione folle di Chiellini la Juve a quest’ora avrebbe potuto festeggiare un risultato positivo, poco ma sicuro. Perchè s’impone al Bernabeu nel primo tempo, a livello di personalità e di gioco. E perchè anche nel secondo tiene botta in inferiorità numerica, quando il 98% delle squadre al mondo sarebbero crollate in una situazione del genere. Il Real è fortissimo, ma la Vecchia Signora se gioca come sa ha grandi possibilità di dargli fastidio. Coraggio, Juve: allo Stadium si può.

 Walter Molino e Vincenzo Galdieri

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