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Champions League

Juve, a Madrid non è una gita

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Antonio Conte, tenta l'assalto al Real Madrid con la sua Juventus
Cristiano Ronaldo alla guida della corazzata Real Madrid

Cristiano Ronaldo alla guida della corazzata Real Madrid

Tra il Prado, il Parque del retiro e il palazzo reale sbuca imponente all’interno di Madrid lo stadio Santiago Bernabeu. Tra indicibili bellezze e oltre 3 milioni abitanti ci sono i galacticos. I marziani di cui qualcuno parla. Una delle squadre che, quando in Estate si discute di mercato, è vista come “inarrivabile”. Di un livello totalmente diverso rispetto al calcio italiano. Coloro che spendono 100 milioni per un solo calciatore.

Sei qui Juve, in questa Madrid. Nella Madrid di Ronaldo, Isco, Benzema, Casillas, Sergio Ramos. Nella capitale della Spagna, e in uno dei maggiori centri diffusori di grande calcio in Europa. Sei nella casa di chi ha in museo 9 coppe dei campioni, ed è ormai (poco) piacevolmente ossessionato dalla “decima”.

Real Madrid – Juventus non sarà solo una partita del girone, per la Juve sarà molto di più. Esame di maturità, prova del nove, chiamatela come volete. E’ quel momento in cui affronti qualcuno di più grande di te, in cui ti presenti in campo sapendo di essere tutt’altro che favorito. Il momento in cui ribalti quello che ti succede ogni domenica in Italia, e devi essere tu a cercare l’impresa. Quando non puoi sbagliare nulla, e devi fare l’operaio e il lavoro sporco, sperando in un po’ di fortuna e nella giornata giusta.

Ma la Juventus vuole aiutare la fortuna, e Conte tiene alta la concentrazione nello spogliatoio. La sconfitta di Firenze è stata metabolizzata a tempo record, non c’è tempo per leccarsi le ferite. Oggi più che mai bisogna guardare avanti, e magari cambiare qualcosa. Capire, in fretta, cosa è successo domenica e fare l’esatto contrario. Cambiare, magari anche il modulo. La Juve pensa al 4-3-1-2, al ritorno alla difesa a 4, al “classico”. Un ritorno al futuro, con un dubbio amletico: perseverare nella difesa a 3 dei due scudetti consecutivi o no? Nella partita meno indicata per gli esperimenti solo uno di essi può portarti lontano.

Caceres intanto è a disposizione e dovrebbe essere lui il terzino destro in caso di rivoluzione tattica. A centrocampo Pogba giocherà da interno destro, o da esterno se dovesse esserci la difesa a 3, con Marchisio, Vidal e Pirlo a metà campo. Con il 4-3-1-2 ne farebbe le spese Asamoah, che non troverebbe posto né da terzino (c’è Chiellini) né da centrale di centrocampo (vista l’agguerrita concorrenza). Dietro le punte Marchisio o Giovinco, con Llorente e Tevez pronti a colpire.

E’ questo lo scenario che si presenta davanti ad Antonio Conte. Lo scenario dei giganti. Quelli per cui la Champions è un obiettivo concreto, e non un sogno. Quelli che hanno tutto “alla portata”. Tra il Prado e il Parque del ritiro, attento Real, al Bernabeu non sarà una gita.

Giuseppe Andriani

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