Modestino Picariello
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36 volte B: tornano sogni, fantasmi e spettacolo

La B torna ricaricata: sedici centri in più dello scorso turno e tanto spettacolo. Lanciano capolista, il Palermo è rinato: e le panchine a rischio....

36 volte B: tornano sogni, fantasmi e spettacolo
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Spettacolo: Abel Hernandez con la maglia del Palermo

Spettacolo: Abel Hernandez con la maglia del Palermo

Abbiam volutamente atteso per scrivervi qualcosa di completo sulla Serie B. Perché il posticipo tra Siena e Palermo prometteva troppo bene tanto da non meritare un commento lontano da quello che si rivela un campionato tornato finalmente sui suoi standard.

PIU’ SEDICI – dopo tanti, tantissimi, errori che hanno frenato le emozioni della cadetteria in sostituzione alla Serie A domenica scorsa, l’ultima giornata ha fatto capire di che pasta è fatto un torneo che presenta un saldo di ben 16 reti in più rispetto al turno precedente che aveva portato a casa la miseria di venti esultanze per i protagonisti della seconda massima categoria nazionale. E invece lo spettacolo abbonda sin dal venerdì, dove il Cesena, ma solo per una notte, aveva conquistato il trono più alto della graduatoria ai danni di un Bari ridimensionato dopo le tre note vittorie consecutive. Galletti quasi all’ultima spiaggia contro il Trapani dopo un poker di gare che ha di fatto fermato la classifica biancorossa: i pugliesi, dopo un trittico di vittorie interessanti, tra cui non vanno dimenticati, però, colpi rifilati a squadre come Pescara (solo una vittoria per gli abruzzesi, segno del rendimento ancor più altalenante) e Palermo (i rosanero, con Gattuso al timone, producevano poco e nulla) che hanno di fatto illuso una squadra capace di proporre un buon calcio, ma incapace di mettere all’atto pratico i gol, subendo troppo le scorribande avversarie per via di una difesa ballerina.

CERTEZZA LANCIANO – E poi c’è la sorpresa sempre più travolgente: il Lanciano non smette più di incantare dando spettacolo e, dopo un mezzo passo falso contro la Ternana, sbanca uno “Scida” che presentava di contro un Crotone in grande forma. I pitagorici, dopo cinque colpacci nelle ultime sei, devono inchinarsi allo strapotere della squadra di Baroni, sempre più in vetta con tanto di sorpresa in allegato. Non ci stancheremo mai di ripeterlo: l’obiettivo numero uno è la salvezza, ma questo è il momento giusto per allungare sulla zona rossa e conservare di fatto la categoria con largo anticipo. E l’impresa è possibile.

Spettacolo: Alessandro Fabbro, difensore dell'Avellino

Spettacolo: Alessandro Fabbro, difensore dell’Avellino

INSEGUIMENTO ALLE SPALLE – Ma alle spalle si corre: perché la B, Palermo a parte, vede quasi tutti sullo stesso livello. Ma torniamo ai rosanero: Iachini ha dato la sua impronta alla squadra, cosa mal riuscita al collega Gattuso, approcciatosi nel difficile mondo degli allenatori nel posto più sbagliato da cui partire, Sion a parte. Presidente mangia-mister a parte, “Ringhio” aveva perso per strada l’essenza del grande tecnico: la gavetta. Che non parte certo dalla cadetteria. Zamparini ha sbagliato nella scelta, ma si è rifatto alla grande: l’ex Samp è una garanzia. Energico e concreto: dieci punti in quattro gare, questa volta con tanto di reazione spettacolo da grande squadra. Il Palermo adesso è in discesa e deve cogliere il momento. Il Siena ha spaventato con il vantaggio-lampo di Grillo, ma non ha travolto i siciliani bravi ad aggrapparsi alle vere qualità di Abel Hernandez, un lusso per la categoria. Ma l’impresa viene dopo: quando Giannetti trova l’acuto del pari e Morganella si fa espellere qualche attimo dopo, trasportando l’inerzia del match in mano ai bianconeri, colpiti e affondati, però, nel finale dal giovane e promettente Belotti. E adesso Sorrentino & Co. possono fare paura. Anche all’Empoli troppo superiore a un Varese ancora a metà del suo percorso ed inginocchiato da Croce e Tavano. Ed a proposito di sorprese, particolare attenzione merita la neo promossa Avellino che schiaccia con un 4-1 spettacolo un sin troppo modesto Carpi.

ZONA PLAYOUT – In basso si scricchiola, come sempre. Lecito partire dalla sorprendente, negativamente parlando, Juve Stabia. Anche da Padova si torna con un pugno di mosche in mano e tanti rimpianti per un punto che poteva arrivare ed è sfumato per via del centro di Pasquato, seguito alla girata spettacolo di Melchiorri, nuovo punto di riferimento per l’Euganeo. Braglia deve trovare l’assetto giusto, è riconfermato. Ma non può permettersi di sbagliare ancora. Così come non poteva permetterselo Atzori prima della sfida persa in quel di Modena per 3-0 che è costata la panchina al tecnico. Premesso che, stagione positiva a Reggio a parte (era il 2010), ha raccolto solo insuccessi tra Catania, Sampdoria e Spezia, quest’anno il mister di Collepardo non si è smentito, incassando un altro abbandono alla panchina. Dentro Castori, che ha voglia di riscatto dopo l’avventura di Varese. Ha le ore contate Marino: con una squadra simile molte partite erano più facili da vincere, che da perdere. Eppure il Pescara, che ha un organico almeno due spanne sopra il Latina, è riuscito “nell’impresa” di perdere ancora all’Adriatico contro i pontini, corsari grazie all’ennesimo gioiello di Jonathas. Rischia Alfredo Aglietti: la macchina da gol e di bel gioco della scorsa stagione sembra esaurita, rotta ed inceppata. Mancano diversi interpreti, ma l’organico non si sposa con tutte le batoste arrivate. Dallo 0-3 casalingo con il Lanciano, passando per la sconfitta di misura di Carpi sino al 5-0 umiliante firmato dalla Ternana: qualcuno suoni la sveglia, prima che sia troppo tardi. E poi c’è il Bari, che vi raccontavamo in apertura. Perché adesso nelle storie di “ultime spiagge” ci entra anche il binomio Alberti-Zavettieri.

La B torna a sorridere e viaggiare al massimo grazie al ritrovamento dello spettacolo, che adesso mette in crisi le idee e sogni dei presidenti e il futuro degli allenatori: scaldate i motori, si entra nel vivo.

Marco Fornaro

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