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Juventus, ecco il top player: venti milioni subito, ma per Mutu

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Adrian Mutu, attaccante dell'Ajaccio

Giuseppe MarottaVenti milioni di euro, ventuno per l’esattezza, per Juventus e Livorno: da pagare, s’intende. Lo ha stabilito la Dispute Resolution Chamber (la Camera di risoluzione delle vertenze) della Fifa, in merito al caso di Adrian Mutu del 2005. Licenziato per uso di cocaina dal Chelsea, la Fifa prima aveva predisposto il pagamento a carico del giocatore, il quale vinta la causa, ha spostato l’onere sulle due società. Ora ci sono 21 giorni di tempo per il ricorso al Tas.

TEGOLA PREVISTA, BLUFF DI MAROTTA? – Come un fulmine a ciel sereno arriva la mazzata dalla Fifa. Juventus e Livorno condannate al pagamento della cifra di 17 milioni di euro più interessi, pari a 2.500 euro al giorno, per un totale di 21 milioni da dividersi. Questo per aver tesserato Adrian Mutu all’epoca del licenziamento col Chelsea, avvenuto il 29 ottobre del 2004 per via del ritrovamento di cocaina nel sangue del rumeno durante un controllo antidoping. Non si trattava di violazione del codice Wada, infatti la FA inglese inflisse all’attaccante sette mesi di squalifica ed appena 20 mila sterline di multa. I blues procedettero comunque alla rescissione del contratto. Troppo ghiotta l’occasione per Lucianone Moggi, che si fiondò come un avvoltoio sull’affare a costo zero portando il “cocainomane” ad indossare la maglia bianconera. Nessuno scrupolo, solo affari, seppur moralmente discutibili. In quanto extracomunitario, Mutu venne parcheggiato al Livorno: che almeno potrà vantarsi di un record di tutto rispetto, quello del parcheggio più costoso di tutti i tempi. La Juventus spinge sulla data del contratto firmato con l’ex Parma: 12 gennaio 2005, tre mesi dopo l’addio di Londra e con una squalifica da scontare sino al 18 maggio 2005.

La pesante cifra che spetterebbe alla Juventus sarebbe stata messa preventivamente a bilancio nella sezione “bassi rischi”: questo farebbe pensare ad un’incidenza minima della questione nelle finanze bianconere, ma la situazione non è così superficiale come sembra. L’effetto concreto sulle casse è meramente teorico, anche perché non si può inserire delle cifre a bilancio se non realmente elargite o incassate. E questo caso, seppur anomalo, non fa eccezione. 21 giorni per il ricorso al Tas: Livorno e Juventus si dicono ottimisti, puntando sulla firma del contratto del rumeno avvenuta abbondantemente dopo il licenziamento col Chelsea, seppur nel periodo della squalifica.

Inoltre, il Chelsea ha chiesto un risarcimento ai club solo dopo non averlo ottenuto dal giocatore: circostanza in più che farebbe ben sperare ai fini di una risoluzione positiva della vicenda.

Orazio Rotunno

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