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Amichevoli

Milan: altra figuraccia. Allegri sconfitto dalla primavera di Inzaghi

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Massimiliano Allegri con Filippo Inzaghi

Inzaghi con la maglia del Milan salutato da Allegri

Inzaghi con la maglia del Milan salutato da Allegri

Chi ha studiato l’XI canto del purgatorio si ricorderà forse la frase: “Credette Cimabue Tener lo campo, e ora ha Giotto il grido, Sì che la fama di lui oscura”. Riassunto con parole non dantesche, l’allievo supera il maestro. Deve farne i conti, non con la divina commedia, Massimiliano Allegri. Si, perché durante la partitella di allenamento contro la primavera di Filippo Inzaghi, la prima squadra ha rimediato una sconfitta, non pesante fortunatamente.

IL MATCH – La partita di allenamento, 25 minuti a tempo, ha visto imporsi i ragazzi di Inzaghi, forti anche delle presenze di Gabriel, Vergara, Saponara e Niang, per 1 a 0 contro i “senior”, con gol del giovanissimo Yaffa.
Nel secondo tempo, al posto di De Jong e Kakà, sono subentrati Saponara e Niang, ma neanche con i nuovi innesti la prima squadra ha saputo trovare il gol.
Sorride Inzaghi, Allegri sicuramente un po’ meno. Se il mini-ritiro punitivo doveva servire a risvegliare l’animo e quel po’ di orgoglio per suscitare una reazione, di sicuro i risultati non si sono visti.

LE PAROLE DI GALLIANI – Galliani dichiara che non si tratta di un ritiro punitivo, avendo anticipato la preparazione della partita contro l’Udinese di un solo giorno. Il DS milanista continua: “Certamente abbiamo detto ai giocatori, allenatori, che il Milan non può essere soddisfatto del 12esimo posto in classifica. Serve essere concentrati e rimanere assieme, serve pensare e il ritiro in questo senso ci sembra la soluzione migliore, senza scopi punitivi. E’ una decisione dell’allenatore, condivisa dalla Societa’ e quindi nessun giocatore ha eccepito nulla”.

IMPEGNI RAVVICINATI – A parte le buone prestazioni di Silvestre, Robinho e Birsa che daranno ad Allegri una possibilità di scelta in più, per il tecnico livornese è arrivata, o quasi, la resa dei conti. Il calendario parla chiaro: prossime avversarie in campionato saranno Udinese, Parma, Lazio e Fiorentina, mentre in Champions l’avversario da battere è il Barcellona. Prima gara con i blaugrana il 22 Ottobre a San Siro e ritorno al Camp Nou il 6 Novembre. A parte il forfait di El-Shaarawy, c’è molta fiducia di poter recuperare De Sciglio proprio per la sfida di coppa, sfida che, negli ulltimi 3 anni, è diventato il vero “clasico” della Champions.

ARIA DI CAMBIAMENTO – Forti dell’arrivo di Rami, in Giappone danno ormai per sicuro anche Honda a Gennaio.
In più si vocifera della possibilità di far passare il giovane Modic, sostituto naturale di Pirlo (da quanto si può evincere dalle voci che circolano per Milanello) in prima squadra, oltre che per svezzare qualche under 18, anche per dare una mano a quel centrocampo che tanto soffre la mancanza di geometrie e di uomini che possano impostare l’azione.

Punizioni o no, la sensazione è che Allegri rischi molto, ancora più di quanto successe la scorsa stagione, quando però già si vociferava di un malcontento del Presidente Berlusconi per quanto riguardava il tecnico. E infatti, sedate le voci per un clamoroso ritorno di Seedorf, idea cara al presidente appunto, a far cadere Allegri dalla panchina potrebbe essere proprio il suo vecchio allievo, quel Pippo Inzaghi che, dopo la partita di allenamento, ha già dato una piccola spintarella allo scricchiolante Allegri. Forse l’ora di comprare il gommone è già arrivata?

Luca Porfido

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