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Brasile 2014; panoramica sulle prime 21 qualificate

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Neymar, deve guidare il Brasile oltre l'ostacolo Croazia
Brasile 2014: Tutti a caccia della Spagna campione del mondo

Brasile 2014: Tutti a caccia della Spagna campione del mondo

Il puzzle dei Mondiali di calcio brasiliani si sta completando sempre di più. Nella serata di ieri Bosnia, Russia, Inghilterra, Spagna, Ecuador, Chile ed Honduras si sono aggiunte alle già qualificate Germania, Olanda, Italia, Belgio, Svizzera, Argentina, Colombia, USA, Costa Rica, Giappone, Iran, Corea del Sud, Australia ed ovviamente al Brasile paese ospitante. Mancano dunque solo 11 posti, che si decideranno il prossimo mese con la disputa degli spareggi europei, africani ed inter-continentali. Una serata amara per l’Italia, che con il 2-2 interno patito con l’Armenia, a cui va ad aggiungersi il medesimo risultato registrato 5 giorni prima in Danimarca, perde il diritto di arrivare al sorteggio del 6 dicembre come testa di serie. Anche se, ad onor del vero, potrebbe riacquistare questo status se l’Uruguay dovesse soccombere contro la Giordania nello spareggio inter-continentale, cosa però francamente improbabile. Ma diamo un’occhiata generale alle “magnifiche” 21.

LE TESTE DI SERIE – Incominciamo con le prime 7 nazionali decretate dal Ranking FIFA più il Brasile, padrone di casa già inserito nel girone A. Davanti a tutti c’è ovviamente la Spagna, campione in carica e assolutamente desiderosa di ripetere il trionfo sudafricano. Inutile rimarcare il potenziale offensivo e la qualità del centrocampo della “Roja”, dove troverà sicuramente spazio il giovane Isco, già assoluto protagonista col Real Madrid. Nelle qualificazioni la squadra non ha assolutamente incantato, giocando un calcio essenziale sufficiente per mandare la Francia agli spareggi e vincere il girone. Altra nazionale europea che come sempre ambisce al successo finale, è la Germania, che ha letteralmente dominato il proprio girone. Squadra praticamente uguale a quella che in Sudafrica e agli Europei 2012 incantò col proprio gioco frizzante ma che in entrambe le occasioni si fermò in semifinale. Questa volta i teutonici vogliono superare la sindrome del braccino corto e provare a conquistare un titolo mondiale che manca ormai da 23 anni. Restando in Europa, a suon di successi si è conquistato il titolo di testa di serie anche il Belgio, rampante e promettentissima nazionale che ha stravinto il girone A dando un distacco abissale alla Croazia seconda. Scorgiamo i nomi dei nazionali belgi e ci accorgiamo che in questa nazionale militano giocatori come Courtois, Benteke, Company, De Bruyne, Fellaini, Lukaku ed Hazard, stelle di primissimo livello del calcio europeo. Chi vuole sorprendere è anche la Colombia, quarta nel ranking FIFA ed in ascesa continua. Trascinata da Radamel Falcao e da giocatori fortissimi come Cuadrado, Muriel, Teo Gutierrez, Jackson Martinez, Fredy Guarin, la nazionale “cafetera” vuole essere la risposta sudamericana al Belgio.

Altra protagonista molto interessante del mondiale in Brasile è la Svizzera, trionfatrice del girone E ed allenata da quella vecchia volpe di Ottmar Hitzfeld, che dopo gli ottavi di finale di 4 anni fa punta a migliorare il risultato con una suqadra giovane e talentuosa, in cui spiccano i tre “napoletani” Inler, Dzemali e Behrami, accompagnati dai 2 kosovari Xhaka e Shaqiri. Ha faticato molto ma alla fine ce l’ha fatta, anche l’Inghilterra, che ha vinto il proprio girone relegando l’ucraina agli spareggi e difendendosi dalle insidiose Montenegro e Polonia. Per i “tre leoni” c’è sempre la voglia di fare finalmente un mondiale da protagonisti, raggiungendo come minimo le semifinali dopo delusioni cocenti negli ultimi 20 anni. La squadra, però, non sembra attrezzata per competere per il titolo mondiale, anche a causa della Premier League, campionato troppo “esterofilo” ed in cui faticano ad esprimersi nuovi talentini d’Oltremanica. Tra le 8 “regine” mettiamo anche l’Uruguay, non ancora qualificato ma estremamente favorito contro la cenerentola Giordania, con cui se la vedrà a metà novembre. La “celeste” potrà giocare da testa di serie grazie soprattutto agli straordinari risultati degli ultimi anni, in cui gli uomini di Tabarez hanno conquistato la Coppa America 2011, il quarto posto in Sudafrica e le semifinali di Confederations Cup. Per quanto riguarda le qualificazioni, è stato il solito mezzo disastro, così lo spareggio inter-continentale appare come un successo dopo un avvio spaventoso.

Chiudiamo con i padroni di casa, ovvero i verde-oro del Brasile. Non ci sono altre opzioni, esiste solo la vittoria per “Felipao” Scolari, chiamato a gran voce dopo i disastri del Brasile targato Menezes. La squadra nell’ultimo anno è cresciuta enormemente, vincendo in maniera netta la Confederations Cup e trionfando in tutte le amichevoli disputate da agosto in poi. La squadra sarà trascinata dal talento di Neymar, sulle cui spalle sarà riposta una responsabilità enorme. Riuscirà il “nuovo Pelè” a portare i suoi ad un trionfo che vendicherebbe la ferita apertissima del 1950?

Brasile 2014: qualificata anche la Russia di Capello

Brasile 2014: qualificata anche la Russia di Capello

LE OUTSIDER EUROPEE- Oltre all’Italia, anche un’altra big europea, l’Olanda, si deve accontentare della seconda fascia per i mondiali in Brasile. Gli “orange”, che hanno massacrato le proprie avversarie nel girone D, vinto con 28 punti frutto di 9 vittorie ed un pareggio conditi da 34 gol segnati. Il sogno è quello di ripetere la cavalcata sudafricana che aveva portato Van Persie e compagni in finale, ma attualmente la squadra sembra poco attrezzata per tentare il colpo grosso, a causa soprattutto di una difesa giovane ed in cui non brillano “mostri sacri”. Con gente come Robben e Robbie Van Persie (capocannoniere delle qualificazioni), però, il divertimento è sempre assicurato.

Cenerentola del mondiale è la Bosnia, che vincendo per differenza reti la serrata sfida con la Grecia è riuscita a staccare per la prima storica volta il pass per la rassegna iridata. Apparentemente poca esperienza, ma dando un’occhiata alla rosa si nota che gente come Pjanic, Dzeko, Ibisevic, Lulic  o Spahic può davvero far volare alto la squadra balcanica. Altra europea è la Russia di Fabio Capello, che è riuscita a spuntarla nella lotta a due contro il Portogallo di Cristiano Ronaldo, condannato ai terribili spareggi. L'”Orso europeo” torna ai campionati del mondo dopo aver mancato le ultime due edizioni, è già questo è un gran risultato. L’ambizioso obbiettivo è però quello di arrivare addirittura ai quarti di finale.

LE ASIATICHE- Altro italiano in panchina è Alberto Zaccheroni, che prosegue lo strabiliante lavoro che dal 2010 svolge sulla panchina del Giappone. La squadra nipponica è stata la prima qualificata in ordine di tempo, grazie al tranquillo primato nel gruppo A di qualificazione asiatica. Il sogno è quello di raggiungere per la prima volta nella storia i quarti di finale, un obbiettivo che appare davvero difficile. Tuttavia le possibilità di superare il primo turno sono ottime per la squadra guidata dall’oggetto dei desideri milanisti Keisuke Honda, faro di centrocampo della formazione del Sol Levante, che spera nella buona vena realizzativa di Okazaki e nei centimetri di Mike Havenaar per tentare di raggiungere grandi traguardi. Altra esperienza ormai fissa ai campionati mondiali è quella della Corea del Sud, che non manca una rassegna iridata da Messico 1986. Tuttavia la squadra, qualificatasi senza incantare come seconda nel gruppo B, non sembra possa ambire al passaggio del turno, data l’eta fin troppo giovane di un gruppo in cui la maggioranza dei componenti milita nel campionato di casa. Da segnalare i due attaccanti Ji Dong-Won e Son Heung-Min, punte rispettivamente classe ’91 e ’92 militanti in Sunderland e Bayer Leverkusen. Sembra possa fare poca strada anche l’Iran, di ritorno al Mondiale dopo Germania 2006. La squadra allenata dal portoghese Carlos Queiroz, vincitrice del girone B di qualificazione, punta tutto sui gol di Ashkan Dejagah, attualmente al Fulham dopo aver convinto con la maglia del Wolfsburg e sulla visione del gioco di Javad Nekounam, capitano trentaduenne dei persiani e tornato in patria all’Esteghlal dopo essere stato un idolo a Pamplona con la maglia dell’Osasuna. Per chiudere la parentesi riguardante le qualificate della zona asiatica ci occupiamo ora dell’Australia. Da quando i “Socceroos” hanno abbandonato la zona oceanica per quella asiatica la qualificazione al mondiale è diventata un’inedita e piacevole abitudine, dato che con quello brasiliano saranno 3 mondiali disputati di fila. La squadra però ha appena subito un terremoto tecnico, con la cacciata del coach olandese Pim Veerbeek, che ha pagato le brutte sconfitte in amichevole con Brasile e Francia, ed attualmente è priva di allenatore. Va detto anche che nelle qualificazioni la sqaadra non ha per niente incantato, soffrendo fino all’ultima giornata le pene dell’inferno contro squadre come Giordania ed Oman. La squadra non sembra attrezzata per ripetere gli ottavi di finale di Germania 2006, in cui gli “Aussies” vennero piegati solo dal rigore trasformato al 90′ da Francesco Totti. La squadra ha perso dei totem come Harry Kewell e Mark Viduka, ormai arrivati a fine carriera, ma punta ancora sull’usato sicuro con Mark Bresciano e Tim Cahill fondamentali bussole per il cammino dei “canguri”.

Brtasile 2014: Arturo Vidal, centrocampista della Juventus e stella del Cile

Brtasile 2014: Arturo Vidal, centrocampista della Juventus e stella del Cile

LE AMERICANE- La notte di qualificazioni ha decretato il passaggio europeo di Cile ed Ecuador, che proprio nell’ultima gara si sono affrontate a Santiago del Cile, dando vita ad un 2-1 che premia i padroni di casa ma che è dolcemente indolore per gli ospiti. La “Roja” torna dopo 4 anni ai Mondiali con un gruppo ben rodato e voglioso di stupire. Gonzalo Vidal, Alexis Sanchez e David Pizarro guidano un gruppo talentuoso in ogni reparto che vuole bissare gli ottavi di finale conquistati in Sudafrica e, se il destino lo permetterà, possibilmente migliorarli. “El equipo Tricolor”, invece, torna nella coppa del Mondo dopo i mondiali tedeschi, in cui vennero conquistati degli storici ottavi di finale. Felipe Caicedo è l’uomo a cui si chiedono i gol per provare a tentare di arrivare tra le prime 16, mentre Antonio Valencia rimane la stella di una squadra che può annoverare un centrocampo interessante in cui figurano elementi come Christian Noboa e Jefferson Montero, rispettivamente solido mediano e velocissima ala. Con il termine “americane” intendiamo anche le prime 3 classificate dell’esagonale di qualificazione CONCACAF, vale a dire le rappresentanti di Centro e Nord America. Al primo posto spiccano gli USA, dominatori del proprio girone e guidati in panchina dalla “pantegana” Klinsmann. La selezione americana ha dimostrato grande solidità difensiva ed incredibile voglia di vincere, dimostrata anche ieri, con una doppietta nei minuti di recupero che ha battuto fuori dallo spareggio intercontinentale Panama. Occhio in difesa a Michael Orozco, roccioso difensore centrale pericolosissimo su calcio d’angolo, mentre in attacco molto interessante è la coppia Jozy Altidore – Chris Wondolowski. Al secondo posto non c’è il Messico, autore di un’orrenda campagna di qualificazione che non è ancora conclusa, visto che la “Tricolor” dovrà affrontare a novembre la Nuova Zelanda in un terribile spareggio intercontinentale. Ci sono invece Costa Rica ed Honduras. “Los Ticos” tornano alla fase finale del Mondiale dopo aver fallito l’obbiettivo nel 2010, registrando così la quarta presenza dopo Italia ’90, Giappone/Corea 2002 e Germania 2006. Assoluta stella della squadra è Bryan Ruiz, punta del Fulham ed assoluto uomo più della propria selezione. I gol li fa l’esperto Alvaro Saborio, arrivato a quota 31 centri, mentre a centrocampo la qualità viene garantita da Christian Bolanos, faro del centrocampo del Copenaghen. I “catrachos”, invece, per la seconda volta consecutiva sono tra le magnifiche 32 nazionali. La squadra allenata dal colombiano Luis Fernando Suarez ha compiuto il capolavoro qualificazione in settembre, quando ha clamorosamente sbancato il gigantesco Azteca di Città del Messico, tana della disastrata nazionale bianco-verde. Il tandem fermato dai navigati Carlos Costly e Jerry Bengtson ha segnato reti pesantissime che hanno regalato la qualificazione alla “hache”, in cui spicca la presenza di Wilson Palacios, stella del centrocampo dei bianco-blu e militante nello Stoke City dopo una parentesi trascorsa al Tottenham. Sulla fascia sinistra giganteggia Emilio Izaguirre, punto fermo del Celtic, mentre al centro il roccioso Maynor Figueroa, titolare fisso all’Hull City, fa buona guardia.

Aspettando gli spareggi di novembre abbiamo fatto un’accurata panoramica delle nazionali già qualificate per Brasile 2014, ora non ci resta che dare l’appuntamento a novembre, quando gli ultimi 11 nomi verranno fuori dai vari spareggi.

Enrico Cunego

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