Modestino Picariello
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Il riscaldamento delle big e la bagarre delle ultime: ecco la vera B

Lanciano in testa, ma per altri obiettivi: stanno arrivando le big. E la B dice basta alle squadre materasso

Il riscaldamento delle big e la bagarre delle ultime: ecco la vera B
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Big: Di Gennaro prova un calcio lungo in Brescia - Palermo di Serie B

Big: Di Gennaro prova un calcio lungo in Brescia – Palermo di Serie B

Partiamo da un presupposto: La B è bella, divertente, imprevedibile ed abile a scavalcare tutti gli schemi possibili, per riuscire a disegnare le traiettorie meno praticabili. Ma ha una sola legge ed è rispettata quasi sempre: se sbagli, paghi.

L’OUTSIDER LANCIANO – Eppure la sorpresa Lanciano galleggia ancora lì in alto, nonostante uno svarione rischiato ed annullato dalla caduta della concorrente numero uno: l’Empoli. Ma non prendeteci troppo alla lettera quando parliamo di “concorrente”: i frentani ovviamente, nonostante l’entusiasmo, non devono farsi eccessivamente avvolgere ed apparire ingenui in un campionato che nasconde l’insidia dietro l’angolo e che obbliga Baroni ad inculcare una mentalità-salvezza ad una squadra già a buon punto sulla tabella di marcia. Il tetto dei 50 punti resta la priorità, poi il resto verrà da sé. Specie in considerazione del fatto che le “big” di un campionato molto livellato verso il basso, devono ancora incanalare il passo verso il vero trend da rispettare per conquistare una Serie A per cui si prevede bagarre vera.

LE BIG – A partire dall’Empoli, che in un avvio generalmente mediocre, è già a -2 dalla vetta nonostante qualche scivolone di troppo. Le difficoltà lontano dal Castellani si sono fatte sentire, prima ad Avellino e poi contro una Reggina francamente molto modesta. Ma si sa: affrontare superficialmente qualsiasi squadra in cadetteria, non porta altro che zero punti. Che si tratti del Carpi (a proposito, complimenti per la tenacia che sta portando con un organico modesto una buona dose di risultati) o del maxi-quotato Palermo, capace di cambiare maschera ma non volto con l’arrivo di Iachini. La squadra è poco bella da vedere, questi sono i fatti. Ma organizzazione e ordine sono alla base del gioco del calcio: e l’esperienza di un tecnico così può farsi sentire anche quando non si brilla, ma si producono 7 punti nelle ultime tre gare, pur soffrendo. Eppure i rosanero non possono proseguire secondo rendimenti simili. Il cambio in panchina ha pagato, lo scossone è servito e la conoscenza allenatore-calciatori va verso la conclusione: adesso bisogna saper anche convincere e riprendere in mano le vere parti nobili della classifica. Il Siena è in ripresa, mentre non va dimenticato l’orribile Pescara.

TRA CONFERME E DELUSIONI – Anche i biancoazzurri sono attesi ai vertici della graduatoria, ma stentano parecchio. Marino, prima vittoria a parte, non ha mai portato a casa tre punti in una gara sola, sciupando occasioni su occasioni, frutto anche di errori arbitrali e sfortuna, che non possono però ergersi come giustificazioni eterne. Chi è forte vince e risolve i problemi. Questi sono i fatti e alla lunga emergono se supportati da basi. Altrimenti sarebbe ora di cambiare strategia, senza alibi. Ma torniamo in alto, perché non è solo il Lanciano la sorpresa del momento. C’è un ottimo Cesena che continua a vincere e scalare posizioni, candidandosi come ostica outsider del torneo e il Crotone delle meraviglie che dopo un avvio particolare ha messo a segno cinque vittorie nelle ultime sei gare: un bottino niente male per i pitagorici: giovani, frizzanti ma con un gioco di veterani che riescono a strappare punti ovunque grazie al sudore della fronte ed una difesa impeccabile. Ed a proposito di Crotone, è il Bari, avversario del club di Drago domenica, ad aggiudicarsi il premio “Sfortuna 2013”. Una partita ai limiti del clamoroso, che i padroni di casa hanno concluso con ventidue tiri, tra cui solo uno ha trafitto Gomis. Poi solo tanti tentativi, che tra errori di misura, mancati agganci sotto porta, pali, traverse e rigori sbagliati sono rimasti persi nel nulla. Il tutto mentre gli ospiti alle prime opportunità chiudevano i conti con Del Prete e Pettinari. Sarà sicuramente stato il più bel Bari della stagione, non dovrebbero esserci dubbi, ma il vuoto raccolto nelle ultime tre gare è eclatante in relazione alle prestazioni proposte. Alberti forse può fare poco, o forse qualcosa sì. Ma una domanda è lecita: perché ostinarsi a cambiare modulo e interpreti partita dopo partita? Perché non creare delle gerarchie, un piccolo schieramento di base e poi magari apporre delle modifiche di sabato in sabato? 4-3-3, 3-4-3, 3-5-2, 4-2-3-1 e chi più ne ha più ne metta. Ma cambiare così continuativamente schemi ed interpreti rischia solo di risultare dannoso per una squadra che comunque manca del terminale offensivo da doppia cifra. E qui può poco Alberti, così come poteva poco Angelozzi in sede di mercato.

L’ANALISI – Quest’anno mancano le grandi big ammazza-campionato, la sensazione è questa. Eppure per la lotta salvezza il livello tecnico è cresciuto: Padova, Juve Stabia e Ternana sono le ultime tre della classe: compagini attrezzate, da cui si attende una pronta risalita, e sicuramente meglio formate rispetto magari ad un Carpi, capace con coraggio di strappare i suoi punti ed allontanarsi dalle zone più calde. Siamo solo all’inizio, ma l’impressione è che finalmente siano estinte “retrocesse invernali” come il Grosseto nella passata stagione, tanto per intenderci.

Marco Fornaro

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