Giuseppe Folchini
No Comments

Roma invasa dai manifestanti a sostegno della Costituzione. La coalizione dei vincenti

I duecentocinquanta pullman che si sono riversati a Roma, e le 420mila firme raccolte dal Fatto Quotidiano, ci mostrano un Italia diversa dagli stereotipi. Un Paese lontano si dai politici ma non dalla politica

Roma invasa dai manifestanti a sostegno della Costituzione. La coalizione dei vincenti
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

 

 

Manifestazione per la Costituzione

Manifestazione per la Costituzione

Costituzione. La via maestra, si legge sullo striscione in testa al corteo, dove si trovano anche Rodotà, Landini , Zagrebelsky.

PIAZZA GREMITA –  All’arrivo dei primi due, i manifestanti hanno fatto scoppiare un lungo e intenso applauso scandendo i loro nomi e rivolgendo loro degli incoraggiamenti. E’ il prologo della manifestazione in difesa della Carta, che sabato a Roma ha visto decine di migliaia di persone sfilare in Piazza del Popolo. Organizzata e promossa dai personaggi citati poco sopra, oltre ad Antonio Ingroia, Lorenza Carlassare, don Luigi Ciotti ed un variegato mondo di associazioni della società civile, l’evento ha avuto un successo insperato. Come ha ammesso lo stesso Rodotà, lanciando l’idea di un nuovo soggetto politico.

LA COALIZIONE DEI VINCENTI – “Possiamo mettere insieme una coalizione dei vincenti che abbia al centro la Costituzione. Non ero convinto – ha aggiunto il giurista – che avremmo riempito la piazza in questo modo, ci hanno accusato di essere un partitino, abbiamo avuto qualche imbarazzante diserzione. Alcuni non sono venuti qui abbandonando la battaglia comune di anni per calcoli molto modesti. Non si perde l’identità qui, la si rafforza.”

ASSENZA AMBIGUA DEL M5S –  Effettivamente dinanzi ad una piazza gremita, le assenze possono divenire una sorta di complicità ambigua con chi sta cercando di scardinare la Costituzione. Sulla riduzione del numero dei parlamentari e la modifica del bipolarismo perfetto, Rodotà ha convenuto che esiste ampio consenso sociale. Ecco perchè, sarebbe stato sufficiente avviare un processo di revisione limitata della Carta, invece di intraprendere scorciatoie pericolose. Stare attorno alla Costituzione oggi vuol dire evitare un rischio per la democrazia. Anche il M5S, protagonista in Parlamento di teatrali iniziative, è assente ingiustificato. Manlio Di Stefano, deputato pentastellato, parla di “cialtroni di sinistra” che in Parlamento non hanno ostacolato l’iter dellla modifica all’articolo 138. Ovviamente Di Stefano è poco attento ai dettagli. Gli organizzatori dell’ evento non sono deputati o senatori e sia Zagrebelsky che Rodotà sono mesi che sollecitano l’attenzione dell’opinione pubblica. In ordine sparso hanno partecipato esponenti del PD come Civati e la Puppato, criticando la rincorsa del “centro” nel loro partito. Ricordando che a sinistra ci sono praterie ancora incolte.

UN’ITALIA CIVILE – I duecentocinquanta pullman che si sono riversati a Roma, e le 420mila firme raccolte dal Fatto Quotidiano,  ci mostrano un Italia diversa dagli stereotipi. Un Paese lontano si dai politici ma non dalla politica, critico ma non demagogico. Anche l’invito del Capo dello Stato a proseguire nella riforma della Costituzione, che poteva apparire provocatoria in concomitanza della manifestazione, è stato accolto con moderazione. “ Noi siamo una piazza di moderati, non dobbiamo rifiutare tutti coloro che sono disposti ad ascoltarci ”, ha replicato Zagrebelsky. “ Noi siamo stati esclusi da tanti, ma non dobbiamo escludere nessuno ”.

ARTICOLO 18 E F35 – E’ stato inevitabile toccare altri temi. Porre domande che non hanno ancora avuto risposte. Come quella di Landini, che si chiede  dove sono le multinazionali che avrebbero dovuto investire nel nostro Paese, dopo l’abrogazione dell’articolo 18. Il segretario della Fiom rammenta che, mentre il Quirinale e le larghe intese premono sulla Carta, “..sono già passati più di 2800 giorni da quando è stata fatta una legge elettorale definita un minuto dopo, da chi l’ha creata, una porcata e ancora non l’hanno modificata. Facciano quella in Parlamento, facciano quello che devono fare ”. Per il presidente di Libera, don Ciotti la politica ha tradito la sua funzione di servizio alla comunità. “ Cosa ce ne facciamo degli F35 quando non ci sono i soldi per le persone, per assicurare loro i servizi ? ”.

Insomma la sensazione è quella che si stia facendo un’operazione assai più difficile della creazione di un partitino. E’ qualcosa di molto più impegnativo, è il tentativo di restituire a tutti uno spazio politico, perché stiamo vivendo nel vuoto della politica.

Giuseppe Folchini

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *