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Formula 1

Addio a Marìa de Villota, la donna che conquistò la F1

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Maria de Villota, collaudatrice della Marussia si è spenta oggi a 33 anni

E’ arrivata questa mattina la tragica notizia della scomparsa della pilota spagnola Maria de Villota, deceduta questa mattina a Siviglia per cause che al momento sembrano naturali.

LA CARRIERA – Il mondo dello sport e dell’automobilismo piangono la morte di Maria de Villota, collaudatrice del team Marussia, prima donna dopo 30 anni a ricoprire una posizione ufficiale nel mondo della Formula 1. La sua straordinaria carriera inizia nel 2003 quando entra nella Spanish F3 dove corre per circa 4 anni prima di approdare nel circuito europeo del Ferrari Challenge iniziando ad attirare attenzioni su di se per gli ottimi risultati conseguiti. Dopo aver girato diverse categorie e circus tra il 2007 e il 2009, tra cui la Formula Palmer Audi, approda nella Super League Formula, anticamera della Formula 1 che permette alla de Villota di entrare nella storia quando nel 2011 effettua il suo primo test su una monoposto F1: il 18 agosto del 2011 sul circuito francese di Paul Ricard la pilota spagnola gira a bordo della Lotus Renault GP ed entra in trattativa con la dirigenza Lotus per diventare la terza guida ufficiale del team allora gestito da Eric Boullier. L’affare sfuma ma nel 2012 arriva la sua grande occasione quando la de Villota viene ingaggia dal Team Marussia come collaudatrice ufficiale con possibilità di promozione a terza guida.

La de Villota dopo l'incidente in cui perse l'occhio destro

La de Villota dopo l’incidente in cui perse l’occhio destro

L’INCIDENTE – Il 3 luglio del 2012, durante uno dei suoi primi test proprio a bordo della Marussia per testare un nuovo pacchetto areodinamico sul circuito britannico del Duxford Aerodrome, la pilota spagnola perde il controllo della sua monoposto rientrando nella corsia dei box, andando ad urtare un camion del suo team a quasi 70 km/h dopo una improvvisa ed inspiegabile accelerazione. La situazione appare subito grave quando il casco della de Villota venne sbalzato lontano dalla monoposto: dopo mesi di cure e prognosi riservata la spagnola, nata a Madrid nel gennaio del 1980, riuscì a riprendersi perdendo però l’occhio destro che ne sancì la fine della carriera automobilistica.

LA MORTE E IL CORDOGLIO DEI COLLEGHI – A distanza di un anno e mezzo dal terribile incidente si spegne a Siviglia la vita di una grande donna e lottatrice, capace di rialzarsi dopo mille difficoltà e di far valere la posizione delle donne in un mondo che è quasi interamente dominato dal carattere maschile. Il suo corpo senza vita è stato trovato nella città spagnola e le prime analisi portano verso la morte per cause naturali, forse dovuta ad una trombosi. Proprio questa sua tenacia dove essere raccontata questa mattina in una conferenza stampa tenuta dalla de Villota. Grande il dolore nel mondo dell’automobilismo che non ha fatto tardare le sue manifestazioni di dolore tra cui quella di Fernando Alonso che dichiara come “ti togli il casco e ti danno una notizia cosi’, è strano. Non resta che pregare per lei ed essere vicini alla sua famiglia”, e quella di Sergio Perez, suo grande amico nel circuito F1: “E’ una notizia molto, molto triste. Quando se ne va qualcuno che ha dato la vita per questo sport e corso dei rischi, come tutti noi, è molto triste. Maria teneva molto ad essere qualcuno nella vita e aveva lottato molto per questo. E’ una notizia molto triste per tutti”. Anche il mondo della Moto Gp si stringe attorno alla famiglia della spagnola e al suo dolore attraverso le parole del suo conterraneo Jorge Lorenzo che dalla Malesia definisce la de Villota come “una lottatrice, una grave perdita per i motori e per la Spagna”.

Così sarà sempre ricordata Maria de Villota, una grande combattente che ha dato tutto per lo sport che amava senza mai risparmiarsi contro tutto e tutti.

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