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Milan, ricorso contro i cori: ecco perché i rossoneri hanno ragione

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Curva sud Milan

In foto la Curva Sud del Milan

Domani la Corte federale di Giustizia si riunirà per discutere il ricorso presentato da Adriano Galliani e l’avvocato Cantamessa  contro la squalifica inflitta al Milan per i cori, discriminatori, intonati durante il big match contro la Juventus che sono costati alla società rossonera la chiusura dello stadio per la prossima partita contro l’Udinese.  In questi giorni molte figure importanti del mondo del calcio e dello sport in generale, come Giovanni Malagò e Beppe Marotta, hanno appoggiato la linea intrapresa dall’ a.d. rossonero di far ricorso contro una decisione ritenuta eccessiva e per questo motivo la società di Via Turati spera di ricevere la cancellazione, o quanto meno una riduzione, della squalifica.  Ci riuscirà?

LE REGOLE SONO REGOLE – “Abbiamo deciso di presentare ricorso, e ho già parlato col presidente Abete. Questa norma sui cori e la discriminazione territoriale non ha senso, va abolita e tutti i presidenti di A sono d’accordo. Un conto è il razzismo, un conto la storia della discriminazione territoriale che non può essere paragonata al razzismo” così ha commentato Adriano Galliani la decisione di chiudere lo stadio di San Siro. La norma però a cui fa riferimento Galliani, giusta o sbagliata che sia, è stata introdotta recentemente, ad agosto, e approvata dalla stessa Lega di serie A. Per cui, il giudice sportivo Tosel non ha fatto altro che applicare il regolamento sulla base di un referto presentato dagli ispettori federali presenti allo Juventus Stadium domenica scorsa. Il Diavolo, però, è già pronto a tirar fuori le corna e si giocherà tutte le sue chance per ottenere la revoca della squalifica e avere così la possibilità di giocare il prossimo turno davanti al suo pubblico. Vediamo di cosa si tratta:

LA PROVA TV – La difesa dell’avvocato Cantamessa, attraverso la prova tv, vuole puntare a dimostrare l’inesistenza dei cori incriminati o comunque sulla possibilità che questi siano stati intonati solo da una piccola minoranza di “tifosi” e non dall’intera Curva Sud. Ragion per cui non sarebbe giusto chiudere le porte di uno stadio che ogni settimana ospita centinaia di tifosi e famiglie solo per uno stupido gesto commesso da quattro stupidi.

DISPARITA’ DI TRATTAMENTO – In secondo luogo,  il Milan sostiene che tra i suoi tifosi e quelli bianconeri sia stata attuata una disparità di trattamento in quando anche quest’ultimi abbiano, domenica, innalzato un coro che recitava : “Quel settore lì sembra Napoli che schifo”  ma che tale affermazione non sia stata ravvisata né dall’arbitro né dagli ispettori di gara.

SUPPLEMENTO DI REFERTO – La terza e ultima carta che il Milan proverà a giocarsi è costituito dal supplemento di referto che la Corte federale ha chiesto agli ispettori che erano presenti a Torino. Il supplemento di gara, per chi non lo sapesse,  serve a riferire con maggiore chiarezza le vicende che si sono svolte durante i 90 minuti di una gara e questo consentirà alla Corte di avere tra le mani un resoconto più dettagliato e meticoloso possibile di quanto accaduto in realtà in mezzo alla tifoseria del Milan.

Chi la spunterà?

Nicoletta Pezzino

MEDIA PARTNER

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