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Inter, Moratti-Thohir tempo scaduto

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Massimo Moratti, ex-presidente onorario dell'Inter
Il magnate

Il magnate Thohir

E’ finito il tempo delle parole, delle mezze dichiarazioni e dei proclami conditi da diplomazia e parole di circostanza. Il tempo per trattare è scaduto, il Cda del prossimo 29 ottobre è lontano appena 20 giorni: non c’è più tempo per ripensamenti e nuove clausole: si chiude o salta tutto. le ultime indiscrezioni parlano di un accordo raggiunto in ogni punto, o quasi. Ed è quel quasi a tenere in bilico l’ambiente neroazzurro, prossimo alla svolta più importante della sua storia. 

ANNUNCIO CONGIUNTO IN SERATA, MANCA UN DETTAGLIO – Thohir e Moratti dopo un anno di trattative sono giunti a venti giorni dal Cda che ufficializzerà il passaggio delle quote con praticamente tutti i punti dell’accordo in via di definizione, meno che uno. Il numero di consiglieri in Cda: Moratti ne chiede almeno 4, Thohir spinge per uno in meno. Il Presidente ha smorzato i toni questa mattina riguardo le imminenti firme, “La trattativa prosegue. Non ci sono mai stati grandi problemi nel portarla avanti. Siamo a buon punto e non c’è fretta“. In realtà, nemmeno la scadenza del 29 ottobre sembra essere improrogabile, visti i buoni rapporti instaurati nel tempo fra i due tycoon, ecco perchè spunta l’ipotesi di un’assemblea eccezionale, riunita ad hoc per ratificare l’accordo con l’ingresso dei nuovi soci. La probabilità che tutto salti è remota, il buon senso prevarrà soprattutto perchè a livello umano Moratti è rimasto favorevolmente colpito da Thohir, per il suo riserbo e rispetto del silenzio nelle fasi cruciali della trattativa, dopo qualche uscita di troppo lo scorso giugno che aveva indispettito l’attuale n.1 neroazzurro. Resta un certo mistero sulle deleghe operative che Moratti vorrebbe affidare al figlio, il diritto di prelazione entro 3 anni in caso di mancato impegno degli indonesiani in società e sul numero di soci in Cda della famiglia Moratti.

Questioni non di poco conto, ma che dovrebbero essere risolte, se già non lo è stato fatto, con un compromesso che veda Moratti e i suoi uomini avere peso decisionale a livello finanziario e tecnico sulle decisioni dei nuovi proprietari, così da garantire una continuità col passato ed un’assicurazione per il futuro nei confronti di tutto il mondo Inter.

Quanto emerge da questa trattativa fiume è la sensazione che Moratti voglia garantire il meglio per l’Inter non solo nell’immediato ma soprattutto per il futuro: e se il meglio non dovesse rivelarsi il made in Indonesia, ecco che sarebbe pronto a riprendere le redini della società.

Orazio Rotunno

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