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Overvaluation oggi: l’importanza della “curva”

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I tifosi della Nocerina
Giancarlo Abete, presidente FIGC: perché dare troppa importanza alla "curva" è controproducente

Giancarlo Abete, presidente FIGC: perché dare troppa importanza alla “curva” è controproducente

Esimio Presidente Figc Giancarlo Abete

Credo che lei abbia già ricevuto la telefonata di Adriano Galliani sulla squalifica di San Siro per discriminazione territoriale; nel mio piccolo vorrei spezzare un’ulteriore lancia a favore del Milan ed invitarla a dare uno sguardo indietro per poi vedere più lontano.

“LEVI” MANO ALLE PUNIZIONI – “Distruggere il tifoso è difficile, quasi quanto crearlo: non è stato agevole, non è stato breve, ma ci siete riusciti, signori del calcio. Eccoli docili sotto i vostri sguardi: da parte loro nulla avete più da temere: non atti di rivolta, non parole di sfida, neppure uno sguardo giudice”. Forse troverà l’aver riadattato Primo Levi non particolarmente indicato per parlare di calcio, ma le assicuro che il mio è un sincero complimento. Bravi, ce l’avete fatta: da quando avete capito che l’unico modo per far terminare le violenze dei tifosi allo stadio era impedirne l’accesso, non ai violenti, ma a quanti più possibile vi siete dedicati al compito con tenacia e ostinazione. Ma non l’avete detto a nessuno, avete seguito un piano progressivo e chirurgico, che da anni sta dando i suoi frutti. Ci vorrà ancora un po’ ma non fermatevi sul più bello con queste dichiarazioni o sottolineature malsane. Rischiate di sprecare un lavoro fatto di anni, portando alla luce procedure ancora segrete.

UN “BENEFICO” STILLICIDIO – Cosa avete pensato prima, in concerto col ministero degli interni (a cui competono le questioni di pubblica sicurezza, ovviamente)? Ai tornelli? Alla tessera del tifoso? All’addio ad ogni sorveglianza sulla valutazione della sicurezza negli stadi? All’abbandono di ogni idea di ammodernamento degli impianti? Al rendere complicatissimo perfino regalare un biglietto ad un amico? Al permettere alle Pay-tv di migliorare la propria offerta qualitativa facendo pagare di meno il prodotto calcio a Sky e Mediaset che così hanno molti più spazi per nani e ballerine di contorno? Non lo so, fatto sta che siete stati bravi e i risultati vi hanno dato ragione: l’ultimo ReportCalcio stilato per conto della Figc presenta numeri strabilianti: negli ultimi otto anni il numero di partite con incidenti è diminuito di oltre i 2/3 (da 204 a 69). Ora allo stadio si può andare in sicurezza! E poco male se le famiglie non ci vanno più perché solo tre stadi tra Serie A e Serie B sono considerati al top dalla Uefa, se tra i non appassionati andare allo stadio per divertirsi non è più di moda e nell’ultimo campionato analizzato la serie A riempie i suoi stadi solo per il 55% mentre negli altri paesi europei si veleggia oltre il 75%!

LA CURA PEGGIORE DEL MALE – Avete tolto alla generazione presente la voglia di andare in curva ed a quella futura anche solo la curiosità di vedere dal vivo una partita: gli avete tolto la forza, facendo macerare il tifo organizzato dall’interno, aggrappandovi al bisogno di sicurezza per difendere ogni burocratica nefandezza e alla mancanza di soldi per rifiutare ogni concreta miglioria; avete lentamente messo la “curva” sempre più in disparte, come fattore sociale, come valore economico e  come importanza morale. E adesso? Volete farci credere che le parole di qualche ultrà bastino per condizionare il destino di ogni possibile società di calcio? Suvvia! Ciò che è successo a Felice Evacuo, calciatore del Benevento o quanto accaduto durante Juventus-Milan sono sicuramente propaggini fastidiose, ma non vi preoccupate: dategli il tempo e scompariranno anche quelle, insieme ai volti, insieme alle grida, insieme alle facce, insieme ai cuori. Non so se era quello il risultato finale, ma so che avete fatto di tutto per ottenerlo ed adesso, anche per un attimo, ridare un po’ di importanza ai tifosi della “curva” è insensato ed incoerente: passeranno da sole le curve, col tempo, come le malattie, come l’amore: avete fatto di una passione una semplice abitudine, è il primo passo verso la morte, ma del resto, quando sei morto, non puoi più far male a nessuno. E allora lasciatele morire in pace, queste curve, e smettere di dar loro attenzione, giuridica e mediatica: avete decretato la loro inutilità (tranne quando vi ricordate che le curve spostano voti, ma lì è un altro discorso), tributate loro almeno una fine dignitosa.

Confidando nel suo buonsenso, presidente Abete, presidente dei presidenti, non certo dei tifosi, la invito ancora una volta a non chiudere San Siro per Milan-Udinese. A noi nuovi tifosi la curva piena piace ancora: dalla nostra TV al plasma in FullHD si vede una meraviglia!

Postilla: l’articolo è stato scritto prima che la corte di giustizia decidesse di sospendere il provvedimento e far giocare a porte aperte Udinese-Milan: attenzione, sospendere, non annullare. Dei geni: con i tempi italiani, la decisione non verrà mai presa, quindi non costituirà precedente ed al prossimo caso analogo ognuno potrà agire ancora come vuole. Nessuno di loro perde, perde solo il tifoso, che non vede una regola certa all’orizzonte: un altro passo avanti: signori del calcio, “bene” così!

Modestino Picariello

MEDIA PARTNER

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