Enrico Steidler
3 Comments

Felice Evacuo e la dura legge del “Far South”

Il giocatore del Benevento commette lo “sgarro” di salutare i suoi vecchi tifosi al termine della partita e gli ultrà gli danno ventiquattro ore di tempo per rescindere il contratto e lasciare la città

Felice Evacuo e la dura legge del “Far South”
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

Siamo a Benevento, Italia, e l’autunno del 2013 è cominciato da poco, ma forse invece no. Forse stiamo vivendo un’interferenza di Matrix, o più semplicemente un incubo, e in realtà ci troviamo con Trinità e Bambino nel turbolento villaggio di Tucson, Arizona, dove l’unica legge è quella del più forte. Nel più malfamato saloon della Main Street, proprio davanti alla bottega del beccamorto e alle due bare aperte che abbelliscono la vetrina, c’è un piccolo calendario sforacchiato dai proiettili di una colt dove a malapena si legge october 1867. Ok! Ora sì che tutto torna! Ma quale giocatore di calcio, quali minacce degli ultrà! E’ con lo sceriffo che ce l’hanno “gli uomini del Maggiore”, è lui che ha sgarrato e che “deve lasciare la città entro stasera”. Sembrava impossibile, infatti…

La curva sud del Benevento, "offesa" da Felice Evacuo

La curva sud del Benevento, “offesa” da Felice Evacuo

RITORNO AL PRESENTE – Ben presto, però, ci accorgiamo che c’è qualcosa che non quadra, che una forza misteriosa ci strappa dal pittoresco mondo dei cowboy e dei cacciatori di taglie per farci ripiombare a viva forza in quello non meno inquietante degli stadi e degli ultrà di casa nostra. “Eravamo stati chiari con tutti. Ognuno è responsabile delle proprie azioni” per un attimo possono sembrare le parole del “Maggiore”, o del solito mandriano prepotente che vuole allargare i suoi pascoli a spese di quei cenciosi dei contadini, ma quel che segue ci riporta bruscamente alla grigia realtà di una terra ugualmente senza legge, ma molto più tetra.

PAROLA DI RINCO KID – “Lo avevamo detto anche a lui prima dell’inizio della stagione. I fatti verificatisi al termine della gara contro la Nocerina avranno le conseguenze ed il peso che meritano, senza il minimo dubbio o tentennamento: il signor Felice Evacuo entro stasera deve effettuare la rescissione del contratto senza attendere decisioni altrui; contestualmente alla rescissione è pregato di lasciare la città entro lo stesso termine. Non solo. L’eventualità che Felice Evacuo possa presentarsi alla prossima seduta di allenamento sarà considerato un affronto alla curva sud e come tale sarà trattato. Su quanto accaduto negli spogliatoi a riguardo delle posizioni societarie di altri elementi dello staff non nutriamo alcun interesse, rimettendoci a qualsiasi scelta venga presa. Ribadiamo il concetto nel caso fossimo stati poco chiari: FELICE EVACUO DEVE LASCIARE LA CITTA’ ENTRO QUESTA SERA SENZA FARVI PIU’ RITORNO. CURVA SUD BENEVENTO”.

I tifosi della Nocerina, salutati da Felice Evacuo

I tifosi della Nocerina, salutati da Felice Evacuo

SCONCERTO GENERALE – “Ma dove siamo finiti… Questo calcio è sempre più ostaggio degli ultras” – ha sbottato il noto giornalista sportivo Mario Sconcerti davanti alle telecamere di Sky dando voce a un (ri)sentimento diffusissimo – “E’ davvero incredibile che le società debbano cedere di fronte a simili ricatti da parte di frange della propria tifoseria. Si dà sempre più peso ad alcune posizioni, spesso intransigenti, degli ultras. Lo dico anche allo stesso Evacuo” – ha concluso Sconcerti – “bisogna liberarsi dagli scemi”. E invece, purtroppo, gli scemi hanno già vinto.

E SE POI CI PENTIAMO? – Sentite un po’ le parole scelte dal presidente del Benevento Oreste Vigorito per commentare la penosa vicenda: “Oggi abbiamo consumato qualcosa di grave, molto più grave che perdere una partita di calcio. Oggi uno dei giocatori del Benevento (…), con il fatto aggravato (sic!) dall’indossare la fascia di capitano ha voluto esprimere un sentimento di gratitudine nei confronti di una tifoseria senza rendersi conto che quello che per lui era un gesto di ringraziamento diventava un gesto di offesa per l’altra tifoseria (…) Felice Evacuo ha consegnato alla società la volontà di rassegnare il contratto e ha detto: io sono qui per fare il mio lavoro e se non sono in condizioni di farlo, se ho sbagliato chiedo scusa a tutti tramite la società e metto sul tavolo il mio contratto che può essere risolto oggi…Io mi sono riservato di accettare o meno queste dimissioni (…) Mi sono riservato non perché io non creda a quello che mi ha detto Evacuo” – ha spiegato il presidente giallorosso prima di concludere col botto il suo memorabile intervento in sala stampa – “ma perché credo che sia compito di un presidente guardare al di là degli episodi pur gravissimi che hanno offeso una tifoseria e una città….la domanda che deve porsi un presidente è: domani saremo ancora della stessa idea (far fuori Evacuo, nda) quando magari ci accorgeremo che ci manca un centravanti? Io devo guardare anche queste cose! (…) Non posso farmi prendere dalla stessa passione che condivido e che apprezzo e alla quale chiedo scusa a nome di tutta la società e di tutta la squadra.

Neanche il tempo di riprendersi, e di misurare la profondità del baratro, ed ecco che arriva la breaking news: Evacuo ha avuto un chiarimento con i tifosi: pace fatta, tarallucci e vino. O’ presidente ha vinto, insomma, e pure gli scemi. Anzi, soprattutto.

Enrico Steidler

Share Button

3 Responses to Felice Evacuo e la dura legge del “Far South”

  1. Beneventano 8 ottobre 2013 at 16:39

    Caro Enrico, chi le ha dato la Breaking News? In che modo si è informato sulla vicenda realmente accaduta? Le basta leggere un articolo di un collega (fra l’altro sicuramente che non ha assistito ai fatti) per farsi un’idea e avere premura di scrivere un articolo? E’ così facile giudicare senza fare una panoramica di 360 gradi nella vicenda? Probabilmente si, ma d’altronde cosa le importa essere sbugiardato dai 3000 che sono a conoscenza della realtà dei fatti? Il suo articolo è rivolto al resto degli italiani, che non sanno e continueranno a non sapere, ma a loro importa di gossip, pettegolezzi, tette al vento, razzismo e falso moralismo, quindi il suo articolo in pasto a loro andrà benone ugualmente. E allora viva la demonizzazione, viva il mostro in prima pagina. Potenze di internet e della globalizzazione. Ad ogni modo, per enciso, non c’è stata ad oggi alcuna pace con gli ultras che hanno inviato quel comunicato, ma a lei cosa importa, lei ha avuto i suoi “like”, i suoi “retweet”, le sue “views” ed il suo momento di gloria! Buona giornata.

    Rispondi
  2. Nocerino 8 ottobre 2013 at 19:36

    Beneventano, intuile nascondersi dietro il lei c’era o il lei non ha visto. La realtà è fin troppo chiara ed evidente. Il Sig. Felice Evacuo è un UOMO e ha tutti gli attributi che mancano a tutte le persone che si sono permesse di giudicare il saluto rivolto ai tifosi della Nocerina Domenica pomeriggio.
    Lui ha espresso un gesto di riconoscenza ad un popolo che lo ha accolto e sostenuto (venendo ampiamente ripagato con la massima professionalità, impegno ed abnegazione, nonchè ben 17 goal messi a segno, tutti su azione !!!) da subito, e poi osannato una volta che ne ha riscontrato le doti morali e professionali.
    Il comunicato della curva e l’atteggiamento della vostra dirigenza sono incomprensibili e al limite del disturbo duale.

    Rispondi
  3. Enrico Steidler 9 ottobre 2013 at 15:52

    Caro Beneventano,
    ebbene sì, non me ne importa un granché. Se la notizia cui lei fa riferimento (riportata da numerose fonti, fra cui Sport Mediaset) non corrisponde al vero ne prendo atto, ma la verità è che tutto ciò è assolutamente marginale. Cerchiamo di fare chiarezza: qui abbiamo una curva (i 3000 bene informati cui lei allude, immagino) che mette nero su bianco un comunicato vergognoso e di singolare idiozia, e poi c’è un presidente che invece di censurare l’episodio con la necessaria fermezza si abbandona a considerazioni sciagurate e parla del gesto del suo giocatore – per il quale si scusa e si riscusa – come di una gravissima offesa arrecata alla tifoseria e a un’intera città. Basta e avanza, purtroppo, per farsi un’idea, e non c’è alcun bisogno della lente di ingrandimento per capire chi è la vittima e chi il carnefice, chi ha vinto e chi ha perso. Di fronte a simili evidenze, tutto il resto passa in secondo piano e non cambia di una virgola la sostanza delle cose. C’è però da sottolineare un aspetto: grazie alle potenze di Internet e della globalizzazione, qualcosa di molto più squallido del gossip o del falso moralismo ha avuto il suo momento di gloria, per così dire, e la vergognosa demonizzazione di un giocatore ha fatto il giro del mondo insieme ai “mostri” che ne sono responsabili, chi più, chi meno. Giustizia, almeno in parte, è fatta.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *