Modestino Picariello
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Coming soon England: i giovani inglesi a caccia del mondiale

Vi presentiamo l'Inghilterra del futuro: una Eldorado di ottimi giocatori ma la difesa e il centrocampo inglesi fanno davvero paura

Coming soon England: i giovani inglesi a caccia del mondiale
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Roy Hodgson nuovo ct degli inglesi

Roy Hodgson nuovo ct degli inglesi

Per sfatare la maledizione che dal 1966 vige su tutti i calciofili inglesi, un esercito di talenti affiora in Inghilterra: esercito che, tanto per essere chiari è l’ennesimo da considerare come El Dorado. La domanda, a questo punto, è legittima: ennesimo bluff, come faceva presagire la precedente stagione dei Rooney e non solo oppure ritrovata competitività?

MODULO CLASSICO, MA ORA LA PORTA E’ DAVVERO SOLIDA Il modulo prescelto per l’11 da favola inglese è un solido, compatto e lineare 4-4-2. L’affluenza di giovani tecnicamente dotati, infatti, si presenta soprattutto a centrocampo e per questo è essenziale che giochino più elementi validi possibili.

In porta largo spazio è concesso a Jack Butland, dello Stoke City. A soli 20 anni questo portiere si è già visto riconoscere numerosi meriti e grandi articoli dalla modesta stampa locale. Nonostante la sua giovanissima età, il suo fisico possente e muscoloso gli permette di incutere timore agli avversari e di essere un valido protagonista in tutte le situazioni di gioco che lo coinvolgono. Nel 2010, ad appena 17 anni, è stato nominato giovane dell’anno del Birmingham City e nella Leauge two si è dimostrato uno dei portieri meno battuti. Insomma, 193 centimetri di assoluta sicurezza e di serafica prestanza.

UNA DIFESA A 5 STELLE – Quartetto difensivo interessante e tutto da scoprire con quattro giovani d’eccezione. In ordine rigorosamente tattico, da sinistra a destra, ecco Eric Dier, Phil Jones, Steven Caulker e Luke Shaw. Dier è stato prelevato in fretta e in furia dallo Sporting Lisbona: le sue doti principali sono gamba e fermezza nei contrasti. Impossibile, invece, non pensare a Phil Jones come autentica certezza già del presente. Seppur il ragazzo abbia compiuto a Febbraio 2013 21 anni, ha un’eccezionale forza fisica, che unita ad una tecnica sopraffina, gli consentono di anticipare costantemente l’avversario e di leggerne sempre le mosse con qualche attimo di anticipo. Caulker è un gemello di Jones, ma gioca ancora in una piccola squadra: il Cardiff: il ragazzo ha una fisicità straordinaria ed un senso della posizione da veterano e non stupirebbe vederlo, da qui a qualche anno, titolare della formazione maggiore inglese. Terzino sinistro con licenza di offendere è invece Luke Shaw, diamante puro del Southampton, che possiede uno dei migliori vivai di tutto il Regno Unito. La cosa che fa sbiancare, parlando del ragazzo in questione, è che è titolare nella formazione biancorossa ad appena 17 anni(!): è veloce, abile con i piedi, altruista e partecipa costantemente alla manovra, cosa che gli affibbia anche un’altra dote fondamentale: una resistenza fisica a dir poco necessaria, almeno nel calcio odierno.

CENTROCAMPO: QUALITA’ E ABBONDANZA – Affluenza esagerata di talenti nel centrocampo. I titolari però sono i quattro che più hanno fatto parlare di loro. Si inizia dunque con il duo centrale formato da Jack Wilshere dell’Arsenal e Jack Rodwell del Manchester City. Wilshere è un pupillo dei Gunners (club di cui è tifoso fin da bambino) ormai da anni. Sulle qualità del giovane, fermato a dir la verità da numerosi infortuni, non ci sono mai stati dubbi: straordinaria la sua capacità palla al piede e meravigliosa la propensione alla regia, qualità che l’estate scorsa lo aveva reso appetito niente poco di meno che dal Barcellona. Per chi lo chiede, la sua valutazione è di 50 milioni di euro tondi tondi, cifra che lo rende off limits per i club italiani e per buona parte di quelli europei.

Jack Rodwell ha tentato il grande salto passando dal modesto, ma dignitoso Everton , allo sfarzoso e possente City dello sceicco Mansour. Il ragazzo ha una valutazione inferiore(circa 20 milioni) rispetto a Wilshere, ma non si può dire che abbia qualcosa da invidiare al compagno in forza all’Arsenal.  Il classe ’91 nasce difensore centrale, ma poi l’Everton ha cominciato a schierarlo come mediano, ruolo del quale si è praticamente innamorato. L’esperienza nelle retrovie però è stata tutt’altro che vana: grazie a quest’ultima, infatti, oggi Rodwell ha un fortissimo senso tattico ed una personalità non indifferente. Da mediano invece, le maggiori doti che ha acquisito sono gli inserimenti senza palla, la capacità di appoggio per i compagni in fase di manovra offensiva e il furore agonistico. Due playmaker, Wilshere e Rodwell, che costituiscono, parlando sempre di prospettiva futura, una delle più forti coppie di centrocampisti centrali al mondo, forse solo seconda a quella della Francia campione del mondo U20, composta da Pogba e Kondogbia.

Gli esterni sono tutto pepe e fantasia. Scendono in campo Wilfried Zaha, neoacquisto del Manchester United e Rahem Sterling, raggio di luce nella tempesta targata Liverpool. I due esterni in questione sono diversissimi, ma complementari: Zaha nasce centravanti puro, ma ultimamente si è spostato sulla fascia per valorizzare la sua progressione palla al piede, e la sua incredibile capacità di fornire assist ai compagni di squadra. L’allenatore del Crystal Palace (club in cui militava fino a poco tempo fa) gli rimproverava di essere poco freddo sotto porta, ma al contempo gli riconosceva una grande potenzialità: quella di dirigere sapientemente la manovra offensiva e di riuscire a trovare sempre varchi interessanti per gli attaccanti.
Discorso completamente differente per Sterling. Il ragazzo ha senza dubbio un carattere burrascoso e difficile, ma il talento che possiede è cristallino. Devastante sulla corsa, distruttivo nell’uno contro uno, ad oggi è potenzialmente il talento U20 migliore dell’intera Inghilterra. Dribbling felpato e passo della stessa maniera, il Liverpool lo ha prelevato dal QPR per, si dice in giro, 5 milioni di sterline, cifra notevole se consideriamo che il soggetto in questione non ha ancora 19 anni. Zaha e Sterling hanno in comune una sola cosa: il carattere difficile le risposte piccate che amano offrire ai propri interlocutori, specie in campo.

DOPPIA W IN ATTACCO – Il primo componente dell’attacco a due  si chiama Connor Wickham e gioca nel Sunderland. Il ragazzo ha solamente vent’anni, ma una media gol niente male (34 presenze, 11 reti e 1 assist nell’ultima stagione). La sua dote migliore è il tiro dai 16-20 metri, che spesso effettua con potenza inusuale e precisione chirurgica.
Il secondo nome per l’attacco è quello di Danny Welbeck, 22 anni e talento puro dello United. La concorrenza in attacco è sempre stata forte (dalle sue parti si sono alternati Cristiano Ronaldo, Tevez, Rooney, Hernandez, Berbatov), ma quando chiamato in causa, il giovane dal passaporto ghanese ha sempre risposto con grande entusiasmo e risultati evidenti. Non è propriamente un goleador (180 gare tra i professionisti, 40 reti e 21 assist), ma non si può dire che abbia sempre giocato con continuità, anche a causa di molti infortuni. Work in progress.

Nel paese di Sherlock Holmes i talenti sono molteplici e stessa cosa vale per i misteri. Quello più grande, almeno a livello calcistico, si può formulare più o meno così: Come diavolo ha fatto l’Inghilterra a rimanere a digiuno per tutti questi anni, nonostante la grande produzione di talenti? In attesa di sviluppi e di un english reloaded, il paese è unito per cercare di far risolvere ad Holmes e Watson questo mistero dai contorni incerti. E se il detective e il suo fido dottore risolveranno il caso, ci sarà da divertirsi.

 Matteo Iacobucci

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