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Europa League

Pagelle Trabzonspor-Lazio 3-3: Henrique incontenibile, Floccari redentore

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Lazio; Europa League; Apollon;

Pagelle Trabzonspor-Lazio Sergio Floccari - Sportcafe24.comGara scoppiettante a Trebisonda,  dove la Lazio riesce ad evitare la sconfitta in meno di 30 minuti. Il primo tempo si conclude disastrosamente per gli uomini di Petkovic che subiscono il 3-1 di Henrique a poco più di mezz’ora di gioco. Nella ripresa fondamentale l’ingresso di Floccari che in meno di mezz’ora mette a segno una doppietta importante.

TRABZONSPOR

Kivrak 6,5: Fa il suo dovere, prese ed uscite sicure. Non può nulla sui tre gol laziali.

Bosingwa 5: Lulic non è in giornata e lui pigramente si limita a coprire. Nel secondo tempo il suo avversario si sveglia e prova astargli dietro.

Yumlu 5,5: Gara senza troppi scossoni. Si fa bruciare da Onazi in occasione del  primo gol. Lento e fuori posizione in occasione degli altri due.

Demir 6: Sulla destra può contare sull’aiuto di Bosingwa che non sembra molto preoccupato di spingere; lui ringrazia. Come il resto della squadra è costretto a contenere.

Olcan Adin 5,5: Se la cava come può nel contenere Candreva e Cavanda, gli unici attivi da quella parte.

Zokora 5,5: Funge bene nel primo tempo, quando la Lazio è in letargo; ectoplasma nel secondo quando i biancoazzurri dilagano.

Colman 5: Doveva aiutare Zokorà in fase di contenimento: dal primo al 90′ corre dietro la palla inutilmente cercando di fare qualcosa di utile. Dal 57′ Akgun 5.

Erdogan 6,5: Pericoloso per tutta la partita; suo il primo gol dell’incontro sfruttando la scarsa copertura di Cavanda.

Mierzejewski 6: Arriva spesso alla conclusione. Arriva al gol sfruttando un’indecisione di Lulic e una deviazione di Cana.

Malouda 5,5: Poco attivo nella manovra dei turchi; lo si vede giusto in un paio di occasioni. Dal 74′ Alanzinho 5.

Paulo Henrique 7: Il migliore dei suoi: prima si traveste da uomo assist, poi con la complicità della difesa laziale batte Marchetti senza problemi. Da solo mette in difficoltà i due centrali difensivi laziali.

LAZIO

Marchetti 6: Dopo il 3-1 mantiene a galla i suoi nonostante il reparto difensivo sia privo dei suoi pezzi da 90. Nel finale salva il risultato su Alanzinho che manca di freddezza avanti a lui.

Lulic 5: Schierato nel suo vecchio ruolo, si sveglia solo negli ultimi 20 minuti; troppo tardi per uno come lui che avrebbe dovuto dare una grossa mano alla difesa ed invece da un suo errore scaturisce il gol del 2-1.

Cana 5,5: Ritorna nel suo vecchio ruolo per sopperire alle assenze di Dias e Biava; male il primo tempo, dove grazie al pasticcio tra lui e Biglia Paulo Henrique firma il 3-1; si riscatta parzialmente nel secondo insieme al resto della squadra

Ciani 5: Non una buona prestazione per lui; si rende pericoloso su calci piazzati dove impensierisce in un paio di occasioni Kivrak.

Cavanda 6: L’unico dei quattro difensori a sbattersi anche tanto attacco insieme a Candreva arrivando più volte nella trequarti del Trabzonspor.

Onazi 6,5: Sull’imbucata di Perea si dimostra freddo e alla prima occasione batte Kivrak; nella ripresa da una mano a tutti. Generoso

Biglia 5: Al rientro da un infortunio non è al top e si vede; dovrebbe essere lui il regista basso insieme ad Hernanes ma non riesce ad ingranare la marcia.

Candreva 6,5: mentre tutta la sua squadra è ferma a leccarsi le ferite è uno dei pochi a suonare la carica seguito da Cavanda sull’out di destra; la Lazio non può fare a meno di lui. Dal 61′ Floccari 7: manda un messaggio chiaro a Petkovic; in 30 minuti cambia le sorti della gara con due reti.

Hernanes 5,5: il terreno scivoloso gli fa perdere palla a centrocampo in occasione del primo gol; qualche acuto ma niente di più.Dal 74′ Ederson 5,5.

Felipe Anderson 5,5: doveva sfruttare al meglio la pigrizia di Bosingwa che si limitava ad aspettarlo; mette al centro un paio di cross interessanti. Dal 79′ Keita 6.

Perea 6,5: Alla prima gara in Europa League il 20enne parte in maniera titubante poi prende coraggio e serve due assist perfetti ad Onazi e Floccari; il talento c’è, la voglia di far bene anche.

Fabio Pengo

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