Orazio Rotunno
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Caro Presidente Moratti, lettera di un tifoso: l’Inter nel cuore

Lettera di un tifoso, l'addio a Massimo Moratti: la storia prosegue, l'Inter guarda avanti. Ma il passato non si può dimenticare

Caro Presidente Moratti, lettera di un tifoso: l’Inter nel cuore
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Caro Presidente,

è un tifoso neroazzurro che Le scrive. Sono nato interista con Lei come Presidente di questa squadra, i cui colori mi scorrono nelle vene, come nelle Sue. Ho imparato a vedere in lei e nel suo mandato un segno del destino, perché certe coincidenze non possono esser semplicemente tali. Il Suo primo acquisto è diventato il più grande uomo che abbia mai vestito la gloriosa maglia neroazzurra: Javier Zanetti. Il capitano ed il Presidente insieme in quella foto del 1995, ed oggi ancora insieme. Il destino, ancora una volta: nel 2010 a distanza di 45 anni, dall’Inter di suo padre. L’ultima capace di portare la Coppa dei Campioni nella Milano neroazzurra, prima di Lei.

Di Moratti in Moratti, e come nel 1995 con accanto Javier Zanetti. Nel mezzo, 15 anni e 16 titoli: e l’orgoglio di aver visto con la nostra casacca il più grande giocatore italiano di tutti i tempi, Roberto Baggio, ed il più grande di sempre per molti, Ronaldo. Sarebbe riduttivo sintetizzare il Suo affetto per l’Inter con il miliardo e mezzo di euro speso durante questi 18 anni di presidenza, ma renderebbe l’idea di quanto amore sia capace di provare come noi, per questa Inter. Il gesto più grande, il più difficile da fare, è quello che lo porterà a dividere la Sua Inter con altri, fino a non essere più Sua esclusiva proprietà. L’immensità del gesto racchiude tutta la fedeltà per questi colori, la volontà di volere per essi solo il meglio, dal momento in cui Lei non può più offrirlo. In tanti si sarebbero fatti prendere dall’egoismo di andare avanti comunque, sacrificando la competitività e l’immagine della squadra per la megalomania di esserne a capo. Invece Lei no, ha scelto di compiere il più grande gesto d’amore che si possa realizzare: cedere un pezzo della Sua vita, che era già stata di Suo padre per 13 anni, portandola in vetta al mondo per ben due volte e dando vita alla Grande Inter.

Ha regalato a tutti gli interisti la notte più bella della nostra vita, una notte che nessuno mai in oltre un secolo di calcio in Italia ha provato, lo storico Triplete. Qualcosa di cui essere orgogliosi, come non aver mai provato l’umiliazione della serie B al contrario di chiunque nel Belpaese, ma soprattutto siamo fieri di Lei. Della sua persona, prima che del suo operato: della Sua indiscutibile signorilità, eleganza, pacatezza e disponibilità. E se ha commesso degli errori, sarà stato per amore. Perché quando si ama, e così tanto, si sbaglia ma sempre in buona fede. Lei rimarrà sempre il mio Presidente, ed io un Suo tifoso.

Con stima e affetto.

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