Andrea Croce
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Real Madrid, bisogna curare in fretta le ferite del derby

Si salva solo Diego Lopez. Nell'Atletico Diego Costa e Koke sugli scudi

Real Madrid, bisogna curare in fretta le ferite del derby
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Diego Costa, attaccante Atletico Madrid

Migliore in campo contro il Real Madrid

Il risveglio del Real Madrid dopo la disfatta nel derby di ieri sera è di quelli pesanti, soprattutto perché sa di notte passata in bianco (e non è un gioco di parole), a ripensare alla serata del Bernabeu, ma dovendo comunque preparare l’impegno di Champions League. Ancelotti sa benissimo che la sconfitta del derby deve essere messa alle spalle al più presto, ma non prima di averla analizzata a fondo, per correggere i troppi errori del Real.

CALO FISICO O MENTALE? – I primi campanelli di allarme per Ancelotti erano suonati già mercoledì quando contro l’Elche il suo Real Madrid aveva faticato non poco per portare a casa i 3 punti. Nelle dichiarazioni del post-partita, il tecnico italiano aveva provato a mettere in guardia i suoi dicendo che senza intensità, nel derby sarebbe stata durissima, ma l’avvertimento non è bastato. Proprio la differenza di intensità con cui è stato affrontato il match, ha permesso all’Atletico di controllare sempre senza troppi affanni (nonostante Courtois le abbia provate tutte per aiutare il Real), e solo qualche errore di troppo sotto porta ha permesso al Real di non chiudere con un passivo più pesante. Lo staff tecnico del Real dovrà interrogarsi sui perché di questa flessione, ma soprattutto capire se si tratta di un calo fisico o mentale. Ronaldo e compagni ieri sera arrivavano quasi sempre secondi sul pallone e le difficoltà in fase di impostazione, anche per merito del pressing dei cugini, hanno limitato le incursioni degli avanti merengues. Però più che dal punto di vista fisico, il Real è mancato dal punto di vista mentale. Proprio l’aspetto che doveva pesare di più sull’Atletico Madrid si è rivelato fatale per i padroni di casa, e il nervosismo crescente, specialmente di Pepe e Sergio Ramos ne sono un esempio evidente.

MEDIANA DA RIVEDERE – La difesa è rimasta in costante affanno ad inseguire l’inesauribile Diego Costa, che partiva prevalentemente dall’esterno, e non aveva punti di riferimento perché Villa arretrava tra le linee per portare fuori almeno un centrale. I problemi maggiori però sono stati a centrocampo dove Khedira e Illarramendi sono stati sempre presi in mezzo da fraseggio dei centrocampisti dell’Atletico. La mancanza di un regista di ruolo poi comincia a farsi sentire, specialmente quando Isco non riesce ad entrare nel vivo del gioco e ci si deve appoggiare sempre sugli esterni. Di Maria prima e Bale poi, ma anche lo stesso Crisitano Ronaldo sono stati puntualmente raddoppiati e non hanno mai creato apprensioni alla difesa dei colchoneros. Il centrocampo fino ad oggi è stato il reparto dove Ancelotti ha cambiato di più, sintomo che non ci sono ancora gerarchie definite, e questo certamente non agevola. Modric, Khedira e Illarramendi non possono sostituire Xabi Alonso, per caratteristiche e per esperienza, ma non si capisce come mai Ancelotti non punti qualche fiches su Casemiro, che nel pre-campionato aveva ben figurato. Il brasiliano potrebbe dare quell’equilibrio che manca, specie in fase di costruzione.

PROMOSSI E BOCCIATI – L’Atletico passa l’esame più difficile, perché battere il Real Madrid al Santiago Bernabeu significa molto, e l’ultima volta è stato 34 partite fa, ad opera del Barcellona di Guaridiola, perché sette vittorie consecutive sono un record, e la vetta della classifica è una certezza, entrambe in condivisione con il Barcellona. Insomma perché dopo la stagione dello scorso anno servivano delle conferme, e sono già arrivate, facendo dimenticare un certo Falcao. Il Real Madrid non può essere bocciato dopo sole 7 giornate, ma i 5 punti di distacco dalla vetta cominciano a pesare, e ancora di più pesano le difficoltà a creare gioco. Sintomi di un raffreddore che potrebbe trasformarsi in polmonite, quindi meglio una medicina, anche amara, e qualche cambio presto, che una cura lunga e dolorosa più avanti.

TOP E FLOP DEL DERBY – Solo Courtois non raggiunge la sufficienza nell’Atletico, nonostante l’intervento decisivo su Morata. Nel Real si salva Diego Lopez, che tiene in piedi la baracca fino alla fine.

10 – DIEGO COSTA – Oltre al goal (rete n.8 in 7 partite) che decide il derby, fa a sportellate con tutti (arbitro compreso) e manda in tilt la difesa del Real Madrid. INDOMABILE.
9 – KOKE – Un assist e un’infinità di palloni giocati, sempre con i tempi giusti. Una traversa gli nega il goal del raddoppio.RAFFINATO.
8 – MIRANDA – Dirige la difesa con personalità e anticipa costantemente Benzema. Sempre puntuale nel gioco aereo non perde mai la calma. ORDINATO.
7 – FELIPE LUIZ – Se la deve vedere con Di Maria prima e Bale poi, ma non sfigura mai. Rimane sempre alto e aiuta anche in fase di spinta. Sua la palla recuperata dalla quale nasce il goal. SORPRESA.
6 – DIEGO LOPEZ – Non può nulla sul goal dell’Atletico, ma dove può ci arriva sempre e tiene vivo un match quasi a senso unico. Il tormentone con Casillas non lo distrae, e non è lui il problema del Real. CONCENTRATO.
5 – RONALDO – Da lui ci si aspetta qualcosa in più. Viene sempre raddoppiato e non cambia mai passo. L’unica occasione su calcio da fermo la spara al terzo anello. OPACO.
4 – COURTOIS – Una bella parata su Morata gli vale un voto in più ma per il resto rischia di combinare un disastro dopo l’altro. Non trattiene un pallone neanche con la colla ed in pieno recupero con la palla tra i piedi aspetta troppo e Bale rischia di beffarlo. PERICOLOSO.
3 – DI MARIA – Non osa come dovrebbe quando è nella tre-quarti avversaria e perde la palla che porta al goal di Diego Costa, avventurandosi in un dribbling criminale. SPAESATO.
2 – PEPE – Si perde Diego Costa nell’occasione del goal, protesta in continuazione e si fa vedere solo per delle sceneggiate melodrammatiche ogni volta che viene sfiorato. PATETICO.

Andrea Croce

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