Antonio Casu
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Dove c’è Barilla non c’è casa

Non si spengono le polemiche sulle dichiarazioni rilasciate mercoledì da Guido Barilla

Dove c’è Barilla non c’è casa
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La famiglia di guido Barilla: i 3 fratelli a capo dell'omonima azienda

La famiglia di guido Barilla: i 3 fratelli a capo dell’omonima azienda

“Sono per la famiglia tradizionale, non realizzerò mai uno spot con i gay. Se gli piace la nostra pasta, la nostra comunicazione, la mangiano. Se non gli piace quello che diciamo, faranno a meno di mangiarla e ne mangiano un’altra. Ma uno non può piacere sempre a tutti”. Le dichiarazioni di Guido Barilla, presidente dell’omonima multinazionale della pasta, rilasciate mercoledì a Radio24, hanno lasciato il segno e scatenato un putiferio in Rete. L’hashtag #boicottabarilla è trend topic su Twitter da giorni, in Italia e in tutto il mondo, l’immagine di una delle più grandi aziende italiane è segnata con il fuoco del marchio omofobo.

LE SCUSE NON BASTANO – Le scuse ufficiali arrivate dallo stesso Barilla nella giornata di ieri non sono bastate, le polemiche non si spengono. “Mi scuso – scrive in una nota –  se le mie parole hanno generato fraintendimenti o polemiche, o se hanno urtato la sensibilità di alcune persone. Nell’intervista volevo semplicemente sottolineare la centralità del ruolo della donna all’interno della famiglia. Barilla nelle sue pubblicità rappresenta la famiglia perché questa accoglie chiunque, e da sempre si identifica con la nostra marca”.

UNA QUESTIONE DI COMUNICAZIONE – Prescindendo dalla retorica ormai abituale in Italia sul tema dell’omofobia, tema caldo ma quasi mai affrontato con necessaria profondità di argomentazione, il punto focale del tema è un altro: la strategia comunicativa della Barilla ha da sempre al centro la famiglia media italiana, forse troppo perfetta nel trucco e nei capelli per una prima colazione o un pranzo, ma tradizionalista come nessun’altra al mondo, unita nel pasto di metà giornata nei valori di una Nazione che si riconosce laica, ma laica di fatto non è.

UNA QUESTIONE DI CULTURA – La famiglia media italiana ha il crocefisso appeso in camera da letto, spesso e volentieri un rosario sul comodino. Il retaggio cristiano-cattolico in questa visione della famiglia è evidente, e Barilla incarna alla perfezione nelle sue parole questa prospettiva. In tutto questo gli omosessuali non c’entrano nulla, sono fuori dal quadro idilliaco, si accettano ma vengono accolti con difficoltà. Il percorso di avvicinamento a questo mondo di Papa Francesco argina la discriminazione, li fa entrare in casa, ma dalla porta di servizio, non da quella principale. Una carezza sul viso del “diverso” e un moto di carità, facendo sì che il “peccatore” possa ritrovare la strada perduta, nulla di più.

“NON DISTURBINO GLI ALTRI” – Il concetto è chiarito dallo stesso Barilla nel corso dell’intervista incriminata, con una frase riferita ad un eventuale spot con gay passata inosservata ai più: “Non lo farei, ma non per una mancanza di rispetto agli omosessuali, che comunque hanno il diritto di fare quello che vogliono e ci mancherebbe altro, però senza disturbare gli altri, ma perché non la penso come loro e penso che la famiglia cui ci rivolgiamo noi è comunque una famiglia classica”. In sostanza, i gay prendano le strade che ritengono più opportune, ma non siano un peso per gli altri, sono “diversi”, mica della nostra stessa “pasta”.

UNA STRATEGIA DI SUCCESSO – In molti sostengono che il boicottaggio nato dalla Rete produrrà nei prossimi mesi un calo delle vendite della Barilla. Tesi discutibile, in molti hanno criticato con spiccata ipocrisia le parole del presidente, ma sono tanti, forse i più, che silenziosamente la pensano come lui, chiudendo le porte della propria casa al “diverso”. Le porte della casa continueranno a proteggere dal mondo esterno che si evolve, colazioni e pranzi perfetti sono al sicuro.

Antonio Casu

Twitter: @antoniocasu_

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2 Responses to Dove c’è Barilla non c’è casa

  1. mirko 29 settembre 2013 at 7:41

    intanto io, la mia famiglia, i miei amici non compreremo piu Barilla
    Barilla è Omofobia…..

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  2. Franco 23 gennaio 2015 at 11:47

    Io non compro più Barilla, perchè sono calati gli standard qualitativi del grano usato per produrla…
    Rispettare l’Omosessualità, ma non condividerla, è Democrazia è libertà di pensiero e di azione e non Omofobia.. Quello che stanno facendo gli omosessuali e le loro lobby invece è un imposizione di pensiero, ci stanno portando all’Eterofobia… Rispetto la loro condizione di Omosessuale (che per me rimane un disturbo/deviazione della psiche) ma non cambierò mai il mio concetto di Famiglia e sulla natura umana. Etero è bello!!!

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