Enrico Cunego
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Chievo-Juve, il guardalinee Preti fermato per due mesi. E nulla cambia

L'assistente di De Marco, guardalinee di Chievo-Juventus, paga caro l'annullamento del gol di Paloschi. Ed intanto nulla cambio a causa della sudditanza

Chievo-Juve, il guardalinee Preti fermato per due mesi. E nulla cambia
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Rizzoli è tra gli arbitri designati questa giornata

Rizzoli

Uno sbaglio che pesa come un macigno. E’ quello del guardalinee Fabiano Preti, che mercoledì ha annullato clamorosamente un gol regolarissimo di Alberto Paloschi, punta del Chievo che aveva segnato il nuovo vantaggio dei veronesi. Un errore marchiano, dato che Paloschi non è assolutamente in fuorigioco, anzi sembra in posizione regolare di un paio di metri. Sembra quasi che il frastornato assistente abbia confuso Paloschi con Thereau, il quale però non partecipava assolutamente all’azione. Sacrosanti i due mesi di squalifica per colui che già l’anno scorso si era reso protagonista in Juventus-Inter, non segnalando un evidente fuorigioco di Asamoah nell’azione che aveva portato al vantaggio bianco-nero con Arturo Vidal. Scontate purtroppo le numerosissime polemiche di tutto il mondo calcistico, con le solite accuse di compravendita della classe arbitrale verso la squadra di Conte. Ma il problema non è solo bianco-nero, il problema riguarda tutte le squadre blasonate non solo del nostro campionato ma in generale di tutta Europa, il problema è uno solo e si chiama sudditanza psicologica.

TUTTO RIMANE INVARIATO- La sudditanza nel mondo del calcio esiste eccome, ne abbiamo avuto la prova un’oretta dopo in quel di Elche, centro della Comunidad Valenciana dove il Real Madrid era impegnato per affrontare la squadra di casa, la quale al 90′ era riuscita ad acciuffare un clamoroso e meritato pareggio. Sembrava tutto pronto per la gioia dei supporter di casa, che mancavano dalla Liga da 25 lunghissimi anni, ma al 93′ ed ultimo minuto di recupero ecco che sugli sviluppi di calcio d’angolo c’è un contatto tra Sanchez, difensore colombiano dei bianco-verdi, e Pepe. Strattonate pesanti tra i due, ma sembra evidente che il brasiliano naturalizzato portoghese abbia commesso un evidente fallo, buttando a terra l’avversario. Ed invece no, l’arbitro Muniz fischia un assurdo calcio di rigore per i blancos, facendo scattare l’ira di giocatori e supporter avversari. Dal dischetto Cristiano Ronaldo da i 3 punti ai suoi e si lascia andare ad un’esultanza che francamente si poteva risparmiare. Anche in Spagna iniziano i processi contro le “merengues” si urla ai “ladrones” ed addirittura viene creato un hastag: #roboalelche. Da evidenziare anche che nel primo tempo Sergio Ramos andavo espulso per somma di cartellini gialli.

Insomma, tutto questo per dire che tutto il mondo è paese, purtroppo gli arbitri sono ancora influenzati dal blasone e dal potere dei grandi team. Ed è proprio la sudditanza psicologica la risposta a chi si chiede perchè il calcio sia così arretrato in fatto di arbitraggi rispetto ad altri grandi sport di massa come rugby,basket e volley. Sembra quasi che i grandi club del mondo insistano per far rimanere invariata la situazione, cercando di apportare il meno possibile novità al regolamento. Per carità, ora iniziamo ad avere il pallone “intelligente” che ci dice se la palla abbia varcato o meno la linea di porta, ma questa innovazione è stata apportata perchè i gol fantasma si verificano spesso ai campionati mondiali di calcio, competizione dove le grandi squadre si scontrano tra di loro più facilmente. In campionato, invece, i big match sono distanti l’uno dall’altro, nel mezzo ci sono tutte sfide “minori” in cui è vietato perdere punti con le rivali. Quindi perchè in una situazione dubbia non ce la si cava con un bel errore arbitrale? Ovviamente tutti vi siete immaginati le ripercussioni mediatiche su un arbitro che danneggia una squadra di vertice.

Quindi mettetevi nei panni dell’arbitro, ma chi ve lo fa fare di fischiare un rigore contro od annullare un gol a Real, Barcellona, Milan, Juve e compagnia? Finchè non verrà apportata alcuna modifica come la moviola in campo o la micro-tecnologia o chi ne ha più ne metta, la situazione sarà sempre a favore delle grandi, mentre con opportune modifiche ad un regolamento ormai ridicolo assisteremmo a campionati più equilibrati, campionati in cui i “top team” soffrirebbero sicuramente di più. Temo che si andrà avanti così ancora per molto.

Enrico Cunego

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