Walter Molino
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Pagelle Inter-Fiorentina 2-1: Ricky Maravilla e il fantasma di Guarín

L'argentino è il giocatore ritrovato di questa Inter, il colombiano il calciatore perso

Pagelle Inter-Fiorentina 2-1: Ricky Maravilla e il fantasma di Guarín
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Pagelle Inter-Fiorentina

Mazzarri, allenatore dell’Inter

L’Inter di Mazzarri continua la sua marcia battendo la Fiorentina in casa per 2-1. Prova di carattere da parte dei nerazzurri che per la prima volta in stagione vanno sotto con la rete di Giuseppe Rossi su calcio di rigore (procurato per un fallo di Juan Jesus). Arriva la reazione con i goal di Cambiasso e Jonathan. Favoloso Ricky Álvarez che ormai sembra incontenibile e fa quello che vuole contro qualsiasi avversario. Il tassello che manca a questa Inter è Guarín che non riesce a trovare una posizione in campo che lo valorizzi. Primo passo falso per gli uomini di Montella. In particolare ai viola si può criticare l’atteggiamento fatto vedere dopo il vantaggio: la squadra si è abbassata e ha cercato di contenere gli avversari. Non è questa la natura dei viola e il risultato si è visto.

INTER

HANDANOVIC 6,5 – Chiamato a qualche intervento nel primo tempo, specie su Rossi e Joaquín, sulle poche sbavature della sua difesa. Sul finale salva anche il risultato con una parata sicura ma non complicata. Regala brividi a tutta San Siro quando stava per perdere una palla in facile presa; riesce a recuperarla subito senza inguaiare tutta la sua squadra.

JESUS 6 – In particolare gli si imputa il fallo da rigore per la trattenuta. In futuro non può commettere ingenuità di questo tipo e costringere la squadra a mettere in piedi rimonte del genere. Per il resto riesce quasi sempre ad uscire palla al piede il grande stile.

RANOCCHIA 7 – La sua maturità nella centesima gara in Serie A è evidente. Esordiva nel massimo campionato proprio contro l’Inter nella prima partita stagionale del Triplete. L’ex Bari è cresciuto tantissimo e oltre a essere il dominatore dei palloni aerei, è capace di impostare anche la manovra nella sua metà campo, pur prendendosi ancora qualche rischio. Fa fatica a perdere palla, e quanto meno riesce a conquistarsi il fallo.

CAMPAGNARO 7 – Il prodigio di mercato di questa nuova Inter risale al Gennaio 2012 (o probabilmente anche prima), quando la dirigenza nerazzurra mette gli occhi su Campagnaro che non rinnovava il contratto con il Napoli. Branca &Co riescono a portare sotto la Madonnina Hugo a parametro zero; poi a giugno arriva Mazzarri che gioca con i tre difensori: perfetto. L’ex partenopeo è una furia, è su tutti i palloni e spesso si spinge anche in avanti aiutando in avanti i compagni. Considerando il rapporto qualità-prezzo un acquisto ottimo dell’Inter.

NAGATOMO 6 – Questa sera le fasce non hanno funzionato al meglio, o almeno come nelle altre partite. Qualche discesa del giapponese la si ricorda, così come qualche conclusione a porta. Durante la gara però non si spinge sull’esterno con convinzione.

JONATHAN 6,5 – Stesso discorso per l’ex Parma che invece riesce a incidere nella partita con il goal decisivo che fa portare a casa i tre punti. La fattura del goal in una prima lettura sembra pregevole, ma poi è evidente la partecipazione di Mati Fernández nella morbida marcatura, nonché il suo primo stop non eccezionale. Sembra ancora pasticciare un po’ con il pallone a volte e non sapere esattamente cosa farne. Rispetto all’anno scorso è comunque uno dei calciatori rinati.

PEREIRA SV – Gioca pochi minuti, ma alla fine avrebbe dovuto chiudere la partita lanciando Palacio in quel contropiede finale invece che cercare la gloria personale.

TAIDER 5 – Nessuno a inizio stagione immaginava che l’ex Bologna potesse relegare Kovacic in panchina (nonostante i problemi fisici del croato che magari non è ancora al 100%); eppure in queste ultime gare il franco-algerino si è conquistato la fiducia di Mazzarri, specie con il goal a Reggio Emilia. Questa sera però, è uno dei primi a essere sostituito e non fornisce una prestazione all’altezza. Perde troppi palloni e non mette in campo la grinta che siamo abituati a vedere.

CAMBIASSO 7+ – Dopo le amichevoli estive sembrava arrivato un po’ sulla fase del crepuscolo, e considerato il ruolo del mediano di Mazzarri lo si vedeva un po’ in difficoltà. Stasera l’argentino va a dissipare ogni dubbio sulla sua inadeguatezza a questi livelli con una grandissima prestazione. Mette a segno anche il goal del pareggio con una bella mezza sforbiciata. Ci sarà bisogno di questo miglior Cambiasso affinché l’Inter possa rimanere su questi livelli.

GUARÍN 4,5 – L’anno scorso il colombiano era il calciatore in più dell’Inter di Stramaccioni, quello che trovava il guizzo vincente in mezzo al buio. Quest’anno Guarín è il calciatore in meno dell’Inter di Mazzarri, proprio mentre le cose sembrano andare a gonfie vele. Avvio di stagione davvero complicato per l’ex Porto, che anche questa sera non riesce ad essere incisivo in avanti e a trovare una posizione offensiva soddisfacente. Il gesto al pubblico durante la sua uscita dal campo manifesta tutto il suo nervosismo e la sua consapevolezza di non star rendendo al massimo. Tralasciamo su gesti del genere, che non vorremmo mai vedere. Il pubblico aveva tutto il diritto e la ragione per fischiarlo. Adesso Guarín dovrà sicuramente fare qualcosa per farsi perdonare.

KOVACIC 6,5 – Entra a mezz’ora dalla fine al posto di uno spento Taider e la differenza in campo si vede. Ormai sembra aver recuperato il passo, e riacquistando minuti nelle gambe, ci si aspetta di vederlo titolare dal primo minuto. Solite giocate di classe a liberare i compagni e progressioni che fanno esaltare i tifosi. Anche lui ha determinato un’inversione di tendenza decisiva per la rimonta nerazzurra.

ÁLVAREZ 7 – Discorso esattamente all’opposto di quello di Guarín. L’anno scorso era il calciatore in meno, quest’anno è quello in più, quello che fa la differenza. In attacco l’Inter aveva bisogno del suo talento, della sua classe cristallina. Appena arrivato in Italia la sua lentezza e la sua propensione a cercare solo passaggi orizzontali non facevano altro che rallentare il gioco e la manovra (già non poco farraginosa). Adesso è lui invece che propone il cambio di passo ed è grazie a lui che l’attacco va forte. Nel primo tempo ci regala delle giocate di classe importantissime, poi nel secondo tempo non trova molto lo spiraglio, ma tocca comunque palloni decisivi e aiuta i compagni in attacco. Quando tornerà Milito (neanche un minuto per lui stasera) bisognerà capire come schierarsi in campo.

PALACIO 6 – I suoi movimenti sono come al solito utili, ma questa sera non riesce a trovare il guizzo giusto, né ha occasioni importanti per marcare il tabellino. Non predilige la posizione di prima punta ma gli riesce alla grande grazie alla sua tecnica e alla propensione nello sfruttare gli inserimenti dei compagni.

ICARDI 5.5 – Circa 25 minuti per l’autore del goal contro la Juventus; sgomita e si sbatte nell’area avversaria ma non riesce ad entrare quasi in nessuna azione offensiva.

FIORENTINA

NETO 5 – Fino al pareggio nerazzurro non aveva avuto un gran da fare, per via dei pochi tiri nello specchio dei suoi avversari. L’indecisione sul goal risulta però decisiva. Un portiere a questi livelli non può intervenire in maniera così morbida su un calcio d’angolo. Con quest’errore torna a essere calda la questione del portiere della Fiorentina.

TOMOVIC 5,5 – Meglio nel primo tempo che nel secondo. Nella ripresa cala molto, soprattutto in fase offensiva. Divide le responsabilità con Neto sul pareggio di Cambiasso: il suo rilancio dopo il liscio del suo estremo difensore non è risultato del tutto convincente.

G.RODRÍGUEZ, SAVIC 6,5 – Pur avendo cambiato modulo questa sera per un 4-3-2-1, i due centrali viola ben si comportano. In particolare Rodríguez fa vedere che è uno dei Top Player difensivi di questa Serie A. Praticamente nessuna colpa per entrambi suoi due goal.

PASQUAL 6 – Esce a mezz’ora dall’inizio della gara per infortunio, lascia poco per essere giudicato in maniera esaustiva.

AMBROSINI 6 – Nel primo tempo in particolare la sua prestazione è risultata molto positiva. Come schermo davanti alla difesa al posto di Pizarro regala più solidità alla squadra, sebbene meno tecnica e tempi di gioco, ma in qualche partita servirà anche il suo apporto. Mette in campo il solito agonismo e la solita cattiveria. Forse trovandosi l’Inter contro e il pubblico che lo fischiava a ogni pallone era doppiamente motivato.

BORJA VALERO 5,5 – Sebbene quando tocchi il pallone, quest’ultimo sembra essere sollevato dal trattamento che lo spagnolo gli riserva, questa sera anche l’ex Villarreal risulta poco incisivo.

AQUILANI 5,5 – Non riesce a toccare palloni decisivi. Nel primo tempo così così, poi nella ripresa cerca di illuminare il gioco con qualche lancio in avanti per i compagni. Non in una delle migliori sere, lascia la contesa anzitempo.

JOAQUÍN 5,5 – Nel primo tempo sembra un po’ in ombra, e si divora un goal su una ripartenza offertagli da Giuseppe Rossi: tiro centrale ma Handanovic è comunque bravo a dirgli di no. Cresce nel secondo tempo e si impegna anche in qualche ripiegamento difensivo. Lontano dalla sua migliore forma, quando al Valencía, aveva gli occhi di mezza europa addosso.

FERNÁNDEZ 5 – Domenica era arrivato il suo primo goal stagionale, ma questa sera si registra un passo indietro. Nel primo tempo non siamo sicuri di averlo visto in campo, perché praticamente non tocca nessun pallone. Nella ripresa cerca di farsi vedere di più con qualche giocata, ma è risultato davvero un corpo estraneo alla partita.

G.ROSSI 7 – Con l’infortunio di Gómez e l’assenza di un sostituto del tedesco (forse unico difetto del mercato toscano condotto dal DS Pradè) gli tocca fare la prima punta e lo fa molto bene. Riesce ad impensierire diverse volte tutta la retroguardia nerazzurra, e a far inserire i suoi compagni in avanti. Ha la freddezza di trasformare il calcio di rigore. Esce a venti minuti dalla fine esausto.

 Walter Molino

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