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Open di Andre Agassi: la storia di uno sportivo

Open di Andre Agassi: la storia di uno sportivo
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copertina "Open, la mia storia" edizione Einaudi stile libero

copertina “Open, la mia storia” edizione Einaudi stile libero

Il caso editoriale che pone l’attenzione su un libro del tutto singolare: Open di Andre Agassi. Probabilmente il nome vi sarà noto, infatti parliamo del tennista statunitense oggi famoso o tra i più importanti dello sport. Tra le pagine si cela la sua storia che, per i risultati raggiunti negli anni, può sembrare avvincente, unica, rara. Ma Agassi ci narra qualcos’altro, un’infanzia difficile e spesso soffocante, uno sport divenuto obbligo sin dall’età di due anni quando il padre gli impone di elevarsi con il tennis. I ricordi scorrono in una crescita difficile, con un continuo odio-amore per il suo sport. Duri gli allenamenti a cui il padre lo sottopone tra cui il “drago” ovvero una macchina sputa palle, studiata appositamente per rendere il piccolo il più grande della galassia. Lo sport per Agassi diventa una lotta: lui il protagonista, inerme e ubbidiente, il padre e lo sputa palle due avversari, l’antagonista come diventerà lo stesso tennis, lo sport che lo ha reso uno dei più importanti nel panorama mondiale, ricco e facoltoso.

La parabola è sempre la stessa: a che serve un successo se non è accompagnato da una vera vocazione? Il conflitto interiore di Agassi e l’inettitudine della sua stessa vita, sono la sua prima ferita. Ricordo la figura di Michael Jackson, lo stesso grande artista ma lacerato dalla sua infanzia anch’essa vissuta con un padre despota. Allora poniamo l’attenzione su questo libro per trovare delle risposte o trarre insegnamento da un grande Sportivo che allo stesso tempo ci insegna a seguire quello che ci detta la nostra vita: una passione sana e veritiera

Francesco Cornacchia

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