Modestino Picariello
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Vostro onore, cambi sentenza: squalifichi il Milan e non Balotelli

Perché le tre giornate di squalifica inflitte a Balotelli ed il mancato ricorso sono una vergogna per il Milan e per il calcio italiano

Vostro onore, cambi sentenza: squalifichi il Milan e non Balotelli
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Massimiliano Allegri: è lui il mandante del crimine per il quale Balotelli sconta la pena

Mi rivolgo a Giampaolo Tosel, uno dei più importanti magistrati italiani, conosciuto da tutti come il giudice sportivo della Serie A, la firma di ogni comunicato post-partita: ricorsi, squalifiche, chiarimento dubbi e tutto il resto. E’ molto probabile che la rinuncia ad un ricorso porti all’attuazione immediata della decisione presa, ma il caso è eccezionale, può fare giurisprudenza e urge una rivisitazione della sentenza; non le chiedo, signor Tosel, di annullarla, ma solo di trasferirla: non deve essere Balotelli a pagare le colpe del Milan, ma il Milan a scusarsi con lui ed assumersene la pena.

LA REALTA’ DEI FATTI – Nel giorno in cui il Milan ha dichiarato che farà ricorso soltanto per i cori razzisti e non per la maxi-squalifica di Balotelli dopo la partita del San Paolo, ha annunciato ufficialmente un trittico di prestazioni da incubo (la prima, Bologna-Milan, ha assolutamente mantenuto le attese), la sua rinuncia alla corsa per lo scudetto 2013/2014 (perché senza Balotelli lo scontro, diretto e sulla lunga distanza, con la Juve, non avverrà per manifesta inferiorità) e la sua incapacità nel portare avanti un qualsivoglia progetto nella stagione in corso.
Ma non può dirlo! Perché ci sarebbero da accusare troppe persone per la loro mancanza: alcune con giustificazioni validissime, sia chiaro, ma molte altre non hanno avuto il coraggio di metterci la faccia e hanno preferito lasciarlo solo, sbattendo il mostro in prima pagina e sacrificando l’agnello all’altare di un’ipocrita convenienza di facciata.

LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE IL VASO – Contro il Napoli Balotelli ha sbroccato contro l’arbitro dopo aver passato 90 minuti a giocare da solo, subendo praticamente di tutto, con Britos prima e Dzemaili poi (chissà perché la palese gomitata a palla lontana non è stata oggetto di alcun forum di discussione) che avrebbero meritato la doccia anticipata, gli altri giocatori di Benitez che lo picchiavano a turno come fabbri ferrai e la fase offensiva del Milan che si limitava a guardarlo annaspare nel gioco, semplicemente perché, senza Balotelli, una fase offensiva il Milan non ce l’ha. Eppure Balotelli, mai come contro il Napoli, ha dimostrato di essere devastante e semplicemente l’unico giocatore che in Italia oggi può fare quello che faceva Maradona: far vincere le partite da solo. Ha preso in mano dall’inizio una squadra senza né capo né coda, schierata da un allenatore ignorato nelle campagne acquisti e fissato nella disposizione in campo, che ha un solo schema: palla al più forte e che lui ci tolga le castagne dal fuoco perché io non ho le capacità di farlo.

E Balotelli ci stava riuscendo a rimontare e pareggiare da solo gli errori di tutti: le papere di Abbiati, il posizionamento di tutta la linea difensiva sui calci piazzati (ah già, dimenticavo, da quando c’è Allegri il Milan non ha neanche una fase difensiva), la presenza di Birsa (ma diamine, questo fa la riserva nel Torino e tu lo schieri titolare persino in Champions League? Ma ci sarà un motivo se quando l’hai preso eri l’unico a volerlo!), anche il suo stesso rigore sbagliato, segnando con una facilità impressionante un gol che se fosse stato Del Piero Tuttosport ci avrebbe fatto le lenzuolate per un anno intero, facendo ammattire tutti i difensori partenopei, caricando a testa bassa, tornando indietro a prendersi il pallone perché nel fare la formazione quello che stava in panchina si è accidentalmente dimenticato un uomo che servisse l’ultimo passaggio. E al fischio finale non ce l’ha più fatta: ha chiesto a Banti perché non avesse sanzionato la gomitata di Dzemaili e lui fondamentalmente ha preferito ignorarlo e andarsene. A questo punto, chi conosca sportivamente Balotelli anche solo un attimo sa che ha un unico difetto: quando sbrocca, non lo fermi più. E allora bastava che uno del Milan, uno solo lo vedesse (o dalla panchina desse disposizioni… ma va beh, su quello stendiamo un velo pietoso) e partisse per portarlo via di forza. Niente, la sua squadra non ha avuto il coraggio di fare niente per evitargli la squalifica, come prima non aveva avuto neanche il coraggio di scendere in campo contro un Napoli stanchissimo, che non ha avuto, pochi giorni dopo, le forze per battere il Sassuolo.

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IN RISPOSTA ALLE CRITICHE – Si potrà rispondere “Eh, ma Balotelli è una testa calda!”, Bene, ditemi, da quando è tornato in Italia, uno e un solo episodio nel campo che lo qualificasse come tale. “Eh, ma Balotelli coi suoi comportamenti ci fa fare brutte figure nel mondo, è giusto che sia punito”. Fino a prova contraria Balotelli è quello che ha portato il Milan in Champions League e la Nazionale a giocarsi il mondiale, nonostante Allegri e Prandelli. Io ancora non l’ho visto sputare contro un avversario, passeggiare su un giocatore a terra o dare una gomitata in piena faccia ad un calciatore a centrocampo. E, a proposito di Prandelli, “Balotelli non rispetta il codice etico della Nazionale”: sì, quella stessa nazionale che ha come colonne fisse giocatori i cui comportamenti cozzano col codice etico imposto dal ct molto più di quanto Balotelli si sia mai arrischiato a fare. E Balotelli non ha mai dovuto testimoniare in processi in cui era implicato. Ed infine “Balotelli viene espulso perché si rivolge continuamente male agli arbitri”: avete ragione, ma stiamo tentando di fargli cambiare il cognome in “Totti”, appena ci riusciamo ve lo comunichiamo.

LA RICHIESTA CONCLUSIVA – Detto questo io chiedo, vostro onore, che le 3 giornate inflitte a Balotelli siano caricate interamente sulla squadra e sulla società Milan, che venga quindi squalificata per tre turni (oltre quello già passato) dal campionato in corso: al suo posto Balotelli giocherà le partite dei rossoneri con qualsiasi undici lui ritenga adatto a scendere in campo, composto da un portiere che sa ancora abbassarsi a terra, dei difensori che si ricordano che l’area di rigore non è il giardino dove giocare a fare i nanetti, un centrocampo che faccia filtro e magari passi anche qualche pallone in avanti ed infine…. El Shaarawy,  appena starà bene, col quale formare la coppia del Milan e della Nazionale per i prossimi dieci anni, al netto delle stupide convenzioni di allenatori, d.s. e compagnia cantante. Preservi un patrimonio dell’Italia: al di là degli odi di facciata, le assicuro, il tifo, stavolta, sarebbe tutto per lei.

Modestino Picariello

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