Luca Porfido
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Balotelli, siamo alle solite

3 giornate di squalifica a Balotelli. Le espressioni "ingiuriose e intimidatorie" rischiano di far saltare a SuperMario la partita contro la Juventus

Balotelli, siamo alle solite
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tassotti

tassotti allenatore in seconda milan

Se si prova a digitare il nome di Balotelli su google e, poi, ad inserire anche la parola “immaturo”, ecco uscire una sfilza di risultati con dichiarazioni, sia da parte di gente di sport, di sindaci (vedi Tosi) e, logicamente, da parte di varie “fiamme” del rossonero, che affermano all’unanimità la medesima cosa: “Mario non sarà mai un campione, è troppo immaturo”.

Forse la maggior parte del popolo sportivo italiano sperava, Galliani in primis, che gli atteggiamenti da bambino irresponsabile di SuperMario, fossero rimasti a Manchester, sponda City.
Ben lungi dal ricordare però le parole di Mancini, suo grande protettore, qualche tempo prima della partenza per Milano:” Ho detto a Mario che se avesse giocato con me 10 anni fa probabilmente gli avrei dato un cazzotto in testa ogni giorno. Io non parlo con lui ogni giorno altrimenti avrei bisogno di uno psicologo”.

IL FATTO – Frecciatine a parte (senza fare ironia con le freccette che venivano tirate addosso a qualcuno, vedi primavera City), Balotelli ne ha combinata un’altra delle sue e, nel dopo-gara col Napoli, ha, citando il giudice sportivo, “rivolto all’Arbitro espressioni ingiuriose ed intimidatorie”, per cui sono state assegnate 2 giornate, e un’ulteriore giornata di squalifica per “doppia ammonizione per comportamento scorretto nei confronti di un avversario e per proteste nei confronti degli Ufficiali di gara”.

RICORSO – Neanche a dirlo il Milan ha subito presentato ricorso. Difficile però che venga accolto. Infatti già l’anno scorso, durante Fiorentina-Milan, Balotelli fu squalificato per un turno data la somma di 4 cartellini gialli, e per 2 giornate per espressione ingiuriosa all’arbitro (non è la prima volta quindi). La Corte di Giustizia Federale tolse una giornata, ma questa volta oltre a “ingiuriose”compare anche  “intimidatorie”, un aggettivo che potrebbe costare caro al Milan confermando la squalifica di 3 giornate e quindi non avendo a disposizione SuperMario per la partita contro la Juventus del 6 ottobre.

DICHIARAZIONI – A smorzare qualsivoglia sentore di protezionismo in casa Milan, ci pensa Tassotti:
Analizzare con il senno di poi è inutile. Abbiamo partecipato all’incontro con gli arbitri. Mario forse ha sbagliato, non so che cosa abbia detto, ma gli arbitri sono stati chiari durante l’incontro: i giocatori devono essere piu’ educati quando si rivolgono a loro. Queste sono le direttive. Bisogna essere più rispettosi“. Della stessa opinione anche il compagno di squadra Abate:” Non ho visto l’episodio di Balotelli, ho saputo negli spogliatoi del secondo giallo; Mario deve imparare a controllarsi, perché è un punto di riferimento importante per noi, perderlo per alcune gare per noi sarà un problema, quindi deve imparare a controllarsi”.

Ma perché Balotelli soffre di cosi poco autocontrollo? Rispondere a questa domanda non si può, inscenarsi psichiatri è impossibile, si potrebbe tirar fuori e ripercorrere tutta la vita, comunque non facile, che il numero 45 ha avuto, l’infanzia difficile ecc ecc. L’unica cosa sicura è che forse il rapido successo in giovane età ha dato una carica di rivalsa, l’essere diventato famoso una sorta di schiaffo al suo vecchio passato. Escludendo la vita privata, quindi le varie avventure amorose, le auto distrutte e le case incendiate, non bisogna dimenticarsi che stiamo parlando di un classe 1990. Forse il dissidio tra l’essere ancora un ragazzo, e il caricarsi una squadra sulle spalle in un momento difficile, pesano non poco, avendo anche coscienza di essere la punta di diamante del suo club, che su di lui ha investito molto, non solo economicamente, e di una nazionale che cerca nuove colonne su cui poggiare il futuro ( tra l’altro potrebbe scattare la mancata convocazione per mancato rispetto del codice etico, a cui Prandelli ha fatto capire di tenere molto, non facendo sconti a nessuno neanche per partite importanti).

Di sicuro l’essere sempre sotto i riflettori, qualunque cosa si faccia, non aiuta il giocatore, che magari si è convinto di essere una specie di martire, e questo spiegherebbe la sua ira sempre in seguito a qualche espulsione o a qualche fallo subito dagli avversari e non sanzionato (ricordiamo la maglia, dopo il gol con Manchester City con su scritto “why always me?” cioè “perché sempre io?”.
Già, perché sempre tu Mario?

Luca Porfido

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